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Cosa succede se non pago un finanziamento e vado all’estero?

18 Febbraio 2022
Cosa succede se non pago un finanziamento e vado all’estero?

Conviene scappare all’estero per non pagare i debiti ed evitare il pignoramento?

Un nostro lettore ha intenzione di andare a vivere fuori dall’Italia. Al momento, ha un debito con una finanziaria per un prestito che non ha mai pagato. Si trova pertanto segnalato alla Crif e alla Centrale Rischi interbancaria. Ci pone dunque la seguente domanda: cosa succede se non pago un finanziamento e vado all’estero?

L’idea di scappare all’estero per non pagare tasse e creditori è più una favola cinematografica che non un’effettiva possibilità. Non è mettendo la testa sotto terra che i debiti scompaiono. Non almeno prima che vadano in prescrizione. Ma non sempre i creditori coltivano l’intenzione di proseguire un pignoramento fuori dai confini nazionali e, spesso, i debiti cadono in prescrizione. Su questa scelta influisce anche lo Stato in cui il debitore è emigrato.

Sul punto sarà bene fare qualche precisazione in più in modo da non incorrere in equivoci. Vediamo dunque cosa succede se non si paga un finanziamento e si va all’estero.

Debitore va all’estero: il debito scompare?

Non è cambiando residenza o risultando irreperibili che il debito scompare. Tutte le notifiche di eventuali solleciti ed atti giudiziari verranno eseguite presso l’ultimo indirizzo di residenza conosciuto del debitore e, se in quel luogo il postino non trova nessuno al citofono o alla cassetta delle lettere, depositerà le raccomandate in giacenza presso l’ufficio postale (se si tratta dell’ufficiale giudiziario, le notifiche verranno effettuate presso il Comune). In tal modo, gli atti si considereranno ugualmente notificati e quindi conosciuti dal debitore. Essi produrranno tutti gli effetti legali previsti dalla legge.

Il creditore può pignorare anche all’estero i beni del debitore?

Un debito contratto in Italia non impedisce al creditore di azionare un pignoramento all’estero. Con l’unica differenza che dovrà procedere alle notifiche nelle forme previste dalle convenzioni internazionali e, fatto ciò, seguire le norme locali per le esecuzioni forzate. Il che implica la necessità di rivolgersi a un avvocato del luogo, con incremento di spese.

Nell’ambito dell’Unione Europea c’è anche la possibilità di ottenere un decreto ingiuntivo – ossia un ordine di pagamento – valevole in tutti gli Stati Membri, con conseguente risparmio di tempo e di costi. Ma si tratta pur sempre di procedure più complicate rispetto a quelle che potrebbero essere svolte nel territorio italiano. Sicché, la finanziaria che voglia procedere per crediti elevati non troverà certo un ostacolo nella lontananza del debitore; qualora invece si tratti di importi bassi è più verosimile che il creditore non intraprenda alcuna azione in quanto poco conveniente dal punto di vista economico.

È chiaro però che se il debitore dovesse mantenere la proprietà di beni in Italia (immobili o quote di immobili derivanti da eredità) queste potrebbero essere ugualmente pignorate nonostante la sua assenza.

Dopo quanto tempo vanno in prescrizione i debiti con la finanziaria?

Il debito con la finanziaria si prescrive dopo 10 anni dalla scadenza del contratto o, se anteriore, dalla risoluzione dello stesso comunicata dalla finanziaria (che, evidentemente, si potrà avvalere della clausola negoziale che le consente di chiedere l’integrale pagamento del debito non appena la morosità sia conclamata).

Naturalmente, la prescrizione si verifica solo se, nel frattempo, la finanziaria non invia all’indirizzo del debitore un sollecito di pagamento, sollecito che interrompe il termine decennale e lo fa decorrere nuovamente da capo. Tuttavia, non potendo il debitore ritirare le diffide che gli sono state spedite (perché lasciate in giacenza), non potrà avere contezza – nel momento in cui va all’estero – dell’eventuale intervento della prescrizione del debito.

Quanto infine all’iscrizione alla Centrale Rischi Interbancaria, questa decadrà dopo un certo periodo variabile a seconda del tipo di inadempimento (non oltre 36 mesi). La cancellazione avverrà in automatico. Sul punto leggi Segnalazione cattivo pagatore: dopo quanti anni si è cancellati?



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