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Sanzioni per omessa dichiarazione dei redditi

18 Febbraio 2022
Sanzioni per omessa dichiarazione dei redditi

Cosa rischia chi non presenta il 730 e comunque la dichiarazione dei redditi: sanzioni amministrative (tributarie) e penali. Quando scatta il reato.

L’omessa dichiarazione dei redditi costituisce un illecito amministrativo fintantoché non si superano determinate soglie di imposta sottratta allo Stato. Oltre tale tetto, invece, scatta il penale. In particolare, chi non versa oltre 50mila euro riferito a ciascuna imposta (Irpef, Irap o Iva) per il singolo periodo d’imposta commette reato.

In questa guida ci occuperemo delle sanzioni per omessa dichiarazione dei redditi, ossia tanto delle sanzioni amministrative quanto di quelle penali. Partiamo proprio dalle conseguenze più lievi per chi non presenta la dichiarazione.

Sanzioni amministrative per omessa dichiarazione dei redditi

Quando si parla di sanzioni amministrative ci si riferisce a quelle di natura tributaria, che si sostanziano nel pagamento di importi che si vanno a sommare a quelli dovuti al fisco per i redditi imputati al contribuente (per come ricostruiti dall’ufficio delle imposte). Il che significa che non ci sono ripercussioni sul casellario giudiziario in quanto non si fa luogo ad alcun processo penale. 

Chi non paga neanche tali sanzioni subisce la cosiddetta «iscrizione a ruolo»: in pratica, il debito viene passato all’Agente della Riscossione che procede, previa notifica della cartella esattoriale, al pignoramento dei beni.

Vediamo dunque quali sono le sanzioni amministrative (tributarie) per chi non presenta la dichiarazione dei redditi e non evade più di 50mila euro in un anno d’imposta allo Stato.

La normativa è contenuta negli articoli 1 e 5 del D.lgs 471/1997 così come modificato dalle disposizioni contenute nel decreto legislativo 158/2015, in vigore dal 1° gennaio 2016.

Nello specifico, l’articolo 1 in materia di imposte dirette dispone che «Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione … si applica la sanzione amministrativa dal 120% al 240% per cento dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 250. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 250 a euro 1.000. 

Se la dichiarazione omessa è presentata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione amministrativa dal sessanta al centoventi per cento dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 200. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 150 a euro 500. Le sanzioni applicabili quando non sono dovute imposte possono essere aumentate fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili».

Quanto detto può essere riassunto nel seguente schema.

Omessa dichiarazione con imposte a debito

  • dal 120% al 240% delle imposte dovute (con un minimo di € 250);
  • dal 60% al 120% delle imposte dovute nel caso di presentazione della dichiarazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e sempreché non siano iniziate attività di indagine da parte dell’Amministrazione Finanziaria di cui il contribuente abbia avuto conoscenza (con un minimo di € 200).

Omessa dichiarazione senza imposte dovute

  • da € 250 a € 1.000;
  • da € 150 a € 500 nel caso di presentazione della dichiarazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e sempreché non siano iniziate attività di indagine da parte dell’Amministrazione Finanziaria di cui il contribuente abbia avuto conoscenza.

Omessa dichiarazione dei redditi: quando si rischia la condanna penale?

L’omessa dichiarazione dei redditi implica anche il reato qualora l’imposta evasa (singolarmente considerata) sia superiore a € 50.000. 

Sanzioni penali per l’omessa dichiarazione dei redditi

L’omessa dichiarazione dei redditi superiore a 50mila euro implica, oltre alle sanzioni amministrative che abbiamo indicato sopra, la reclusione da 1 e 6 mesi a 4 anni.

Tale pena non si applica se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni (infatti si dice che è tardiva), o non viene sottoscritta o viene redatta su Modello non conforme. 

Sanzioni penali per altri reati tributari

Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (articolo 2)

Reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (articolo 3)

Reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni, quando:

  • vengono indicati elementi attivi per un importo inferiore a quello effettivo o elementi passivi fittizi e l’imposta evasa, singolarmente considerata, è superiore a € 30.000;
  • l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al cinque per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque, è superiore a euro un milione cinquecentomila, ovvero qualora l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta, è superiore al cinque per cento dell’ammontare dell’imposta medesima o comunque a € 30.000.

Dichiarazione infedele (articolo 4)

Reclusione da 1 anno a 3 anni, quando:

  • vengono indicati elementi attivi per un importo inferiore a quello effettivo o elementi passivi fittizi e l’imposta evasa, singolarmente considerata, è superiore a € 150.000;
  • l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti ad imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque ad € 3.000.000.

Crediti d’imposta inesistenti (articolo 10-quater)

Reclusione da 6 mesi a 2 anni, se si utilizzano in compensazione crediti non spettanti.

Reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni, se si utilizzano in compensazione crediti inesistenti.

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (articolo 8)

Reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Occultamento o distruzione di documenti contabili (articolo 10)

Reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni.

Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (articolo 11)

Reclusione da 6 mesi a 4 anni, se l’ammontare complessivo è superiore ad € 50.000.

Reclusione da 1 anno a 6 anni, se l’ammontare complessivo è superiore ad € 200.000.



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