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Regime fiscale per imprese di allevamento e altre attività agricole

11 Agosto 2015 | Autore:
Regime fiscale per imprese di allevamento e altre attività agricole

I regimi contabili ai fini delle imposte dirette e la dichiarazione dei redditi.

L’art. 56 del TUIR stabilisce particolari modalità di determinazione del reddito di impresa per le imprese di allevamento.

Nel dettaglio, viene specificato che nei confronti dei soggetti che esercitano attività di allevamento di animali oltre il limite di cui all’art. 32, co. 2, del TUIR il reddito relativo alla parte eccedente concorre a formare il reddito d’impresa nell’ammontare determinato attribuendo a ciascun capo un reddito pari al valore medio del reddito agrario riferibile a ciascun capo allevabile entro il limite medesimo, moltiplicato per un coefficiente idoneo a tener conto delle diverse incidenze dei costi.

L’art. 56bis disciplina, invece, il regime fiscale per le attività agricole connesse prevedendo tre diverse ipotesi:

— l’attività connessa è diretta alla produzione di vegetali tramite l’utilizzo di strutture fisse o mobili e la superficie adibita alla produzione eccede il doppio di quella del terreno su cui la produzione stessa insiste. In tal caso il reddito eccedente il suddetto limite concorre a formare il reddito d’impresa nell’ammontare corrispondente al reddito agrario relativo alla superficie sulla quale la produzione insiste in proporzione alla superficie eccedente;

— l’attività connessa è diretta alla manipolazione, conservazione, trasformazione, valorizzazione e commercializzazione di prodotti diversi da quelli indicati dal decreto ministeriale di cui all’art. 32, co. 2, lett. c), ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali. Il relativo reddito viene determinato applicando la percentuale del 15% sull’ammontare dei corrispettivi registrati ai fini IVA;

— l’attività connessa è diretta alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata. In tal caso il reddito è determinato applicando la percentuale del 25% sull’ammontare dei corrispettivi registrati ai fini IVA.

Il contribuente può decidere di non avvalersi delle suddette disposizioni: in tal caso l’opzione per la determinazione del reddito in modo normale è vincolante per un anno e, salvo revoca, si rinnova di anno in anno.

Si ricorda, inoltre, la possibilità concessa agli imprenditori agricoli, come definiti dall’art. 1, co. 1094, L. 296/2006, di optare per la determinazione del reddito applicando all’ammontare dei ricavi il coefficiente di redditività del 25%. Sono definiti tali le società di persone e le società a responsabilità limitata, costituite da imprenditori agricoli, che esercitano esclusivamente le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci.

Analoga disposizione è stata prevista dal D.L. 24 aprile 2014, n. 66 (cd. decreto IRPEF e spending review) per le attività volte alla produzione e cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agroforestali.

La determinazione del reddito in tali casi è effettuata, infatti, applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione ai fini IVA il coefficiente di redditività del 25%.

Manuale-di-Diritto-Tributario


note

Autore immagine: 123rf com


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