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Metodo di studio per superare gli esami universitari

20 Febbraio 2022 | Autore:
Metodo di studio per superare gli esami universitari

Come prepararsi per un esame scritto oppure orale. Il sistema migliore per essere preparati.

Oggi, voglio parlarvi del mio metodo di studi per superare gli esami universitari. In molti mi hanno chiesto come studiare per prepararsi agli esami, come saper gestire il proprio tempo, come non sprecare le giornate, come non uscire fuori corso, come avere profitto e nello stesso tempo quel necessario tempo libero per dedicarsi alle relazioni sociali. Ho notato peraltro che esistono parecchie guide online ed ebook, in gran parte a pagamento, che spiegano svariati metodi di studio per studenti universitari e non. Ma gran parte di questi corsi sono fatti da giovani. E il loro lato debole è proprio questo: che un giovane non ha sempre l’esperienza sufficiente per spiegare a un altro giovane come sfruttare il proprio tempo al meglio per preparare gli orali o gli scritti.

Con questo non voglio dire di avere tra le mani il miglior metodo di studio per prepararsi all’esame ma, di certo, avendo superato a pieni voti lo scoglio universitario, posso dire di avere anche un know-how vincente. Uno dei tanti, probabilmente. Anche perché, come con l’allenamento sportivo o con le diete, non esiste una ricetta valida per tutti. Ciascuno ha le sue caratteristiche, i ritmi biologici, le abitudini, che non possono essere forzate più di tanto. Diversamente si finisce per odiare ciò che si fa e quindi per farlo male.

Ecco, forse il primo suggerimento da dare a chi si chiede qual è il miglior metodo di studi è questo: l’amore. Mia moglie una volta mi disse: se devi fare una cosa, cerca prima di “fartela piacere”, trovane i lati positivi, ciò che può interessarti di più. E vedrai che ti peserà di meno e, quindi, la farai meglio. Penso che questo sia il miglior suggerimento che si possa dare a chi apre un libro.

Tornare al passato

Io credo di aver avuto molto più tempo per studiare rispetto ai giovani di oggi. Ai miei tempi, non esistevano le distrazioni dei social, dei cellulari, di YouTube. Non c’erano le serie tv. Per sentire una persona dovevi telefonarle con la linea fissa e avevi il contatore con gli scatti lì davanti che segnava, ad ogni fesseria che dicevi, l’inesorabile lievitazione della bolletta. Insomma, tempo da perdere ne avevamo poco.

Mi rendo conto di tutto ciò in quei giorni in cui lavoro senza il cellulare davanti, allontanando WhatsApp, silenziando ogni suoneria, chiudendo ogni contatto con il mondo esterno. In questo modo, riesco a produrre anche un terzo in più rispetto agli altri giorni. È come avere otto ore in più al giorno.

Se non ci credete, guardate i rapporti che gli smartphone di solito forniscono circa il tempo di utilizzo del device: resterete meravigliati di quanto tempo avete tenuto in mano il vostro oggetto di culto.

Bisognerebbe quindi tornare a quarant’anni fa, quando non esistevano i cellulari o quando, per far sapere alla propria fidanzata o al fidanzato che la pensavi, bastava un solo squillo. A cui seguiva un altro squillo.

Come fare a staccare coi cellulari? Fissate un momento o due nella giornata in cui lo riprendete in mano e rispondete ai vostri amici, magari nel momento della pausa per la colazione. E poi proseguite la sera.

Certo, questa cura drastica va fatta solo in occasione della preparazione degli esami. Ma posso assicurarvi che vi frutterà tanto. Molto più di ciò che credete.

Frequentare i corsi

Frequentare i corsi mi è servito molto per imprimere i concetti. Quando siedi sui banchi prendi appunti e quando prendi appunti stai imponendo al tuo cervello di sintetizzare. Quell’opera di sintesi è una forma di apprendimento forse inconsapevole ma molto utile.

Inoltre, avere un contatto con il professore serve per comprendere su quali temi questi intende battere di più.

L’orario giusto per studiare 

Forse non c’è nulla di più soggettivo dell’orario per studiare. Vero è che chi deve studiare, dovrebbe dedicare tutta la giornata allo studio e non selezionare specifiche fasce orarie. Salvo ovviamente quelle del sonno. E qui arriva l’aspetto più complicato: è meglio studiare la mattina presto, all’alba, o la notte? Personalmente ho preferito la prima strada, forte dell’insegnamento di molti esperti del sonno secondo cui le ore in cui si dorme dalle 10 a mezzanotte valgono il doppio rispetto a quelle da mezzanotte alle 6. Questo significa che se andate a letto prima, vi alzate più riposati se, a parità di ore di sonno, andate a letto tardi.

Quindi, per il vostro benessere fisico, per la salute della vostra memoria, per la capacità dei vostri neuroni di comprendere le informazioni ed andare più veloci, sarebbe bene alzarsi tra le cinque e mezza e le sei per poi terminare alle 8 di sera. Anche perché, se vi porterete questa abitudine più avanti, vedrete come il vostro successivo lavoro ne trarrà enormi benefici. La mattina ha l’oro in bocca dicevano i nostri nonni. Ed è assolutamente vero.

Programmare il tempo

L’errore che fanno in molti è preparare gli esami solo all’ultimo minuto. In realtà, per avere più tempo libero nella giornata bisogna fare proprio l’esatto contrario: iniziare prima la preparazione e diluire il tempo di studio in più mesi.

Se avevo un esame importante, iniziavo a leggere il libro circa sette, otto mesi prima. Questo mi consentiva anche di prevenire e contrastare eventuali imprevisti come, ad esempio, un’influenza dell’ultimo minuto o un problema familiare.

Dividere il programma

Altro aspetto fondamentale è fare uno schema di lavoro a cui non derogare per nessuna ragione, neanche in caso di debolezza, fiacchezza, solitudine, angoscia, innamoramenti. Tutto ciò che bisogna fare è dividere il numero delle pagine del libro per i giorni che hai a disposizione, togliendo gli ultimi 20, in modo da riservarteli per un ulteriore controllo, per imprevisti o per approfondimenti.

In questo modo, avrai un padrone sopra di te – te stesso – che tutti i giorni sorveglierà che tu studi quelle pagine.

Separare il tempo della lettura da quello della ripetizione

Una volta definito l’arco di tempo che hai a disposizione per preparare l’esame, dividilo in due. La prima parte lo dedicherai alla lettura e alla comprensione del testo. La seconda invece alla ripetizione.

Io utilizzavo questo sistema: prima leggevo, sottolineavo e facevo schemi o riassunti al margine del libro o su appositi quadernoni. Il fatto di scrivere mi imprimeva i concetti in mente e mi consentiva di comprenderli più a fondo.

Quando poi passavo alla ripetizione, leggevo solo le parti sottolineate del testo e i riassunti che avevo fatto. Proseguivo poi per gradi, ogni giorno ripetendo quanto avevo studiato nei cinque giorni precedenti, in modo veloce, per poi passare al nuovo.

Ogni volta che finivo un capitolo, lo ripetevo integralmente due o tre volte in modo da avere una visione unitaria dell’argomento.

Trovare un obiettivo

Nel corso della mia vita mi sono accorto che avere degli obiettivi a breve termine aiuta a fare meglio le cose. Deve chiaramente trattarsi di obiettivi piacevoli. Quindi l’idea di andare al cinema, di vedermi con un amico, di cenare fuori, anche di leggere un bel libro, mi portava a studiare con l’obiettivo di finire per tempo. Il cervello è un mago in questo: se gli dai tutto il tempo che vuole, non finirà mai di completare il suo lavoro. Ma se gli imponi dei limiti, oltre i quali devi fare dell’altro, la tua mente rispetterà la scadenza, darà il meglio di sé per consentirti di fare ciò che hai programmato. Ti devi mettere sotto stress, devi convincerti di dover finire entro un certo orario. Anche perché, per lo studio, così come per il lavoro o l’allenamento vale la regola secondo cui il riposo è essenziale per poter fare meglio il giorno dopo.

Ripetere ad alta voce

È molto importante sentire la propria voce quando si ripete un argomento. Questo perché è anche un modo per sapere come esporre i concetti su cui il cervello può volare velocemente, senza però soffermarsi sul vocabolo preciso. L’utilizzo della voce è essenziale. Così come può essere estremamente utile trovare qualcuno che ti ascolti mentre ripeti, a cui dovrai cercare di far capire la lezione. Questo ti aiuterà a sforzarti nella ricerca dei termini più appropriati. Il che ti consentirà anche di entrare meglio nei concetti e comprenderli tu stesso.

Il relax

A tre giorni dall’esame mi prendevo un po’ di riposo. Un riposo di quarantott’ore che mi servivano a staccare e a riprendere fiato, a vedere le cose con maggior distacco. E poi, il giorno prima dell’esame, ripetevo tutto il libro velocemente in testa, guardando ogni singola pagina per essere sicuro di non aver tralasciato nulla. Giuro che non ho mai chiesto ai miei colleghi che avevano fatto prima di me l’esame su quali temi i docenti avessero fatto il maggior numero di domande. Perché c’è sempre l’eccezione. E io immancabilmente finivo per essere sempre l’eccezione. Per questa ragione dovevo avere tutto il programma sotto controllo.



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