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Come ottenere un parcheggio riservato?

27 Luglio 2022 | Autore:
Come ottenere un parcheggio riservato?

Quando si ha diritto al posto auto esclusivo su strada pubblica e in condominio? Cos’è il contrassegno per disabili e quando si ottiene?

Avere un posto auto solo per sé sembra un miraggio, soprattutto per chi vive in città. Trovare uno stallo libero è praticamente impossibile, con grave disagio per quanti vorrebbero parcheggiare vicino casa perché non possono o non vogliono percorrere un lungo tragitto a piedi per rientrare. Con questo articolo vedremo come ottenere un parcheggio riservato.

Sin da subito va detto che la possibilità di ottenere un posto auto esclusivo è riservata praticamente solo alle persone affette da grave disabilità; in tutti gli altri casi, procurarsi uno stallo riservato per il proprio veicolo non è possibile, a meno che non ci sia il consenso di tutti gli altri soggetti proprietari del suolo: ci si riferisce, ovviamente, al condominio. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come ottenere un parcheggio riservato.

Parcheggio riservato per disabili: come ottenerlo?

Come anticipato, la legge consente di ottenere un parcheggio riservato ai disabili in possesso del contrassegno rilasciato dal Comune.

Nello specifico, possono ottenere l’assegnazione di un vero e proprio posto auto “ad personam” solamente i portatori di handicap affetti da patologia che ne pregiudica, anche solo temporaneamente, la deambulazione, se:

  • hanno la disponibilità di una vettura, anche se guidata da altri (non è quindi necessario che il disabile sia patentato);
  • sono muniti di contrassegno per disabili.

Il contrassegno che dà diritto al parcheggio invalidi spetta alle persone:

  • con capacità di deambulazione ridotta;
  • non vedenti;
  • con temporanea riduzione della capacità di deambulazione a causa di infortunio o per altre cause patologiche;
  • con totale assenza di ogni autonomia funzionale e con necessità di assistenza continua, per recarsi in luoghi di cura.

Al ricorrere di queste condizioni, è possibile presentare domanda per l’assegnazione di un posto riservato nei pressi di casa o del luogo di lavoro, purché il richiedente non abbia posti propri a disposizione (ad esempio, un garage o un cortile condominiale).

La domanda va presentata alla polizia municipale ma è decisa dal sindaco il quale, se ritiene che sussistano tutti i requisiti sopra visti, concede al disabile il parcheggio riservato.

Parcheggio per disabili in condominio: come ottenerlo?

La persona affetta da disabilità ha diritto ad avere un posto auto riservato all’interno del parcheggio condominiale.

Secondo la legge [1], nei parcheggi condominiali devono essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto riservati ai veicoli al servizio di persone disabili. Detti posti auto, opportunamente segnalati, devono essere ubicati in aderenza ai percorsi pedonali e nelle vicinanze dell’accesso dell’edificio.

Questa norma di legge che prevede il diritto al parcheggio riservato per il condomino disabile si applica però solo agli edifici costruiti successivamente al 1989 o a quelli costruiti antecedentemente, se questi sono oggetto di ristrutturazione.

Dunque, ricorrendo questi presupposti, il condomino disabile può validamente chiedere e ottenere il posto auto riservato all’interno del parcheggio condominiale.

Qualora l’assemblea dovesse negare il parcheggio riservato, la deliberazione sarebbe annullabile perché contraria alla legge.

In tutti i casi in cui non è applicabile la normativa appena richiamata (cioè, negli edifici esistenti al 1989), il condomino disabile non ha diritto al parcheggio riservato; l’unica speranza è quella che l’assemblea voti all’unanimità l’assegnazione di un posto auto esclusivo.

Parcheggio riservato in condominio: si può ottenere?

Veniamo ora al condomino che, privo di qualunque disabilità, voglia ottenere un posto auto esclusivo nel parcheggio condominiale.

Ebbene, la persona interessata allo stallo riservato dovrà ottenere il consenso unanime dell’assemblea: il consesso, infatti, non può deliberare a maggioranza di assegnare l’uso in via esclusiva e per un tempo indeterminabile di uno spazio comune a uno o più condòmini, pena la nullità della deliberazione stessa [2].

Secondo la Suprema Corte, l’assemblea ha sì il potere di modificare a maggioranza la destinazione delle parti comuni, ma non può disporre che tale utilizzo sia destinato ad uno o più condòmini (e non a tutti), senza che ricorra il consenso di tutti i partecipanti al condominio.

Insomma: non si può occupare una parte comune (com’è il parcheggio condominiale) in via esclusiva, a meno che non siano tutti d’accordo.

Al consenso unanime dell’assemblea è equiparata la previsione contenuta nel regolamento contrattuale, cioè quello riportato all’interno dei singoli atti d’acquisto: se questo tipo di regolamento attribuisce il posto auto in via esclusiva a uno dei condòmini, allora questi ne avrà pieno diritto.

In sintesi, in condominio si può avere il parcheggio riservato solo se:

  • lo stabilisce il regolamento contrattuale;
  • l’ha deciso l’assemblea all’unanimità.

note

[1] Legge n. 13/1989.

[2] Cass., sent. n. 11034 del 27 maggio 2016.

Autore immagine: canva.com/


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