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Multa autovelox senza indicazione taratura

20 Febbraio 2022
Multa autovelox senza indicazione taratura

Ai fini della multa per eccesso di velocità tramite autovelox, non è necessario che il verbale contenga l’indicazione del certificato di regolare taratura: la mancata menzione non pregiudica i diritti di difesa del sanzionato.

Intendi contestare una multa autovelox senza indicazione della taratura? Forse è meglio se leggi prima questo articolo. La Cassazione ha fornito indicazioni in merito, sicché l’esito del ricorso potrebbe essere tutt’altro che scontato. Cerchiamo di fare il punto della situazione per verificare quante chances di successo ha l’automobilista per annullare il verbale e quindi fare ricorso. 

L’obbligo di taratura

Prima di spiegare se si può contestare la multa autovelox senza indicazione della taratura facciamo un piccolo passo indietro.

Come a molti è noto, nel 2015, la Corte Costituzionale [1] ha dichiarato parzialmente illegittimo il Codice della strada nella parte in cui non prevedeva che tutti gli strumenti elettronici in dotazione della polizia non fossero sottoposti a una verifica periodica per accertarne il corretto funzionamento. Verifica che, in assenza di altre indicazioni contenute nel libretto fornito dal costruttore, deve essere fatta una volta all’anno. È la cosiddetta taratura, che è obbligatoria per autovelox, tutor, telelaser e alcoltest; non vale invece per i photored (le telecamere poste sopra i semafori). 

Ha scritto in proposito la Cassazione [2] «La Corte costituzionale ha rilevato come l’assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura è suscettibile di pregiudicare l’affidabilità metrologica a prescindere dalle modalità di impiego delle apparecchiature destinate a rilevare la velocità. In particolare, la Consulta ha osservato che “quanto al canone di razionalità pratica, appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Si tratta di una tendenza disfunzionale naturale direttamente proporzionata all’elemento temporale. L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare per i suddetti motivi intrinsecamente irragionevole. I fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale».

Ad effettuare la taratura sono ditte specializzate, convenzionate con le forze dell’ordine, che rilasciano un verbale delle operazioni eseguite. Per un principio di trasparenza dell’azione amministrativa, tale verbale va messo a disposizione di ogni automobilista affinché possa verificare che la taratura ci sia stata, di quanto è stata effettuata e che sia eseguita dai soggetti autorizzati. Se così non fosse, infatti, la multa sarebbe contestabile. 

La data dell’ultima taratura

Di fatto, la taratura deve essere eseguita almeno una volta ogni anno. Alcuni anni fa, la Cassazione aveva ritenuto che il verbale di accertamento dell’eccesso di velocità, accertato tramite tutor o autovelox, dovesse indicare la data dell’ultima taratura dell’autovelox, in modo da esonerare il conducente dall’onere di attivarsi personalmente per verificare il rispetto di tale imposizione. Verifica che avrebbe dovuto compiere per le vie amministrative, ossia presentando una «istanza di accesso agli atti» all’organo accertatore. E questo perché l’eventuale ritardo nella risposta da parte dell’amministrazione avrebbe ridotto il termine per fare ricorso o ne avrebbe pregiudicato del tutto ogni possibilità di difesa. 

Tale interpretazione si trova espressa in diverse pronunce tra cui una del 2018 [2]. In quest’ultima ordinanza la Cassazione ha detto che «solo a condizione che vi sia espressa indicazione nel verbale dell’avvenuto adempimento [della taratura, ndr] il rilevamento può presumersi affidabile».

Multa autovelox senza indicazione taratura

A differenza della data dell’ultima taratura, gli estremi del certificato di taratura non vanno riportati nel verbale [3]. Secondo la Corte Suprema, il verbale per eccesso di velocità è valido anche se non contiene gli estremi del certificato di taratura dell’autovelox.

In buona sostanza, il verbale può limitarsi a indicare solo la data dell’ultima taratura ma non deve contenere per forza una specifica menzione, indicandone gli estremi, del certificato di taratura periodica; tale indicazione non è funzionale alla prova dell’effettuazione della taratura stessa, che va – difatti – fornita dall’amministrazione mediante la produzione delle relative certificazioni. 

La mancata menzione degli estremi del certificato di taratura non pregiudica i diritti di difesa del trasgressore, il quale può limitarsi a contestare l’effettuazione delle verifiche di regolare funzionamento dell’impianto, spostando sull’amministrazione l’onere di depositare la certificazione di taratura [3].

Quindi, una cosa è l’indicazione della data dell’ultima taratura, che va necessariamente indicata nel verbale, pena la nullità della stessa; un’altra invece è l’indicazione degli estremi del verbale di taratura che invece non va effettuata.


note

[1] C. Cost. sent. n. 113 del 18.6.2015. 

[2] Cass. ord. n. 5227/2018.

[3] Cass. ord. n. 17574/2021 del 18.06.2021.


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