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Come sfuggire alla polizia

21 Febbraio 2022
Come sfuggire alla polizia

Poliziotti e carabinieri: tutti i casi in cui scappare dagli agenti non è reato nonostante il fatto di aver commesso un reato. 

Si può sfuggire ai creditori, ai call center, all’amministratore di condominio. Si può evitare persino il fisco se si ha un buon consulente. Ma non tutti sanno che si può anche sfuggire alla polizia senza commettere reato. E questo perché la legge non prevede alcuna pena per chi si rende irreperibile o prende un’altra strada non appena vede un poliziotto. La cosa può sembrare inverosimile, ma il nostro è uno Stato di diritto dove le condotte possono essere punite solo se descritte in modo chiaro ed esplicito in una legge. In assenza di alcuna previsione, la polizia non può sporgere una denuncia solo perché non si è voluto collaborare. Già: per quanto strano possa sembrare, collaborare con le forze dell’ordine non è un dovere giuridico, non almeno se la persona che queste stanno cercano siamo noi. 

In questo breve articolo parleremo allora di come sfuggire alla polizia e di cosa si può fare senza essere incriminati. Ma procediamo con ordine.

Scappare dalla polizia non è reato

Spesso, si ritiene che chi scappa dalla polizia, nonostante l’alt impartito dagli agenti, commetta reato: quello di resistenza a pubblico ufficiale. Ma non è così. Il reato in questione scatta solo quando si commette un’azione attiva e violenta, che possa cioè comportare un pericolo per le forze dell’ordine o per gli altri cittadini (si pensi a chi si mette a correre lungo un marciapiedi spingendo i passanti che gli intralciano la strada, facendoli cadere a terra e ferendoli). 

Pertanto, se vedete un poliziotto e, per evitarlo, iniziate a correre a perdifiato, senza però compiere condotte pericolose, l’agente – sia che vi raggiunga, sia che riusciate a seminarlo – non potrà, solo per questo, denunciarvi [1]. 

Anche il semplice fatto di nascondersi (ad esempio, dentro il portone di un edificio, dietro un’aiuola o un’auto parcheggiata) non è reato visto che, come abbiamo anticipato, anche la condotta passiva, di chi cerca di sottrarsi al fermo, non è qualificabile come illecito penale.

Per la stessa ragione, la giurisprudenza ritiene che non sia reato il fatto di stendersi a terra, irrigidirsi e rifiutarsi di seguire gli agenti in questura o alla stazione dei carabinieri.  

Cambiare strada

Per la stessa ragione, si può scappare dalla polizia con la propria auto non appena si vede una pattuglia ai margini della strada, anche dopo che questa abbia intimato lo stop con la paletta rossa. Neanche in questo caso si commette il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Si può tutt’al più rispondere di una multa stradale. In base infatti all’articolo 192 del Codice della strada, il conducente che non si ferma ad un posto di controllo è soggetto alla sanzione amministrativa che va da un minimo di 87 euro ad un massimo di 345 euro, oltre alla decurtazione di 3 punti dalla patente. Ben poca cosa se si ha in auto una canna e non si vuole farla scoprire. 

Secondo la Cassazione [2], la resistenza a pubblico ufficiale scatta solo quando l’automobilista, nel darsi alla fuga alla guida della propria auto, compie manovre pericolose per il traffico, ponendo a rischio l’incolumità degli altri conducenti, dei pedoni o degli stessi agenti. Basterebbe una semplice infrazione al Codice della strada come una inversione ad U quando la striscia di mezzeria è continua, il passaggio col semaforo rosso o un eccesso di velocità. Ma se, alla vista della pattuglia, mettete la freccia e cambiate strada non commettete alcun reato. E lo stesso dicasi se pochi metri prima parcheggiate serenamente, uscite dall’auto e vi dirigete dal lato opposto della direzione.

Rendersi irreperibili

Anche se ogni cittadino ha il dovere di rendersi reperibile, fornendo al Comune un indirizzo di residenza, il fatto di non risultare presenti all’indirizzo fornito non integra un reato. Potrebbe costituire un illecito tributario solo laddove ciò sia finalizzato ad ottenere agevolazioni fiscali non dovute, ma non è questo il nostro caso. 

Il reato scatta quando si fornisce all’anagrafe un indirizzo diverso da quello ove si abita. In tal caso, scatta il falso in atto pubblico. Ma se ci si trasferisce in un altro luogo rispetto a quello di residenza senza però aggiornare l’anagrafe non si commette reato. 

Lo stesso dicasi per chi toglie il proprio nome dall’indirizzo del citofono o dalla cassetta delle lettere. Anche qui, seppur un decreto ministeriale impone che la buca delle lettere sia “nominativa” – indichi cioè il nome dell’intestatario – non sono previste sanzioni per i trasgressori.

Cosa succede in questi casi? Che eventuali notifiche saranno lasciate presso il Comune o all’ufficio postale. E lì resteranno in giacenza per 10 giorni se si tratta di raccomandate ordinarie o 30 se si tratta di atti giudiziari. Peraltro, potranno essere contestate – e quindi non produrranno alcun effetto – se il postino o l’ufficiale giudiziario, prima di tale deposito, non dimostrerà di aver fatto delle ricerche per individuare l’effettivo luogo di residenza del destinatario. 

Senza contare che, rendendosi irreperibili, difficilmente si potrà essere sottoposti ad arresti, perquisizioni o controlli di specie. E, nel frattempo, i reati potrebbero cadere in prescrizione.

Chiudersi in casa

Che succede invece se la polizia vi trova a casa? Se è vero ciò che abbiamo detto, ossia che la resistenza passiva a pubblico ufficiale non costituisce reato, è anche vero che il fatto di barricarsi in un luogo chiuso per non farsi prendere (come una casa, una grotta, una capanna abbandonata, ecc.) non integra alcun reato.

Del resto, dovete sapere che il reato di evasione può applicarsi solo a chi evade dal carcere o dagli arresti domiciliari. Insomma, bisogna essere arrestati o detenuti per poter commettere il reato di evasione. Ma chi si chiude in casa o si sdraia a terra perché rifiuta di essere “accompagnato” in caserma non commette reato.

Scappare da un arresto abusivo

Immaginate di fare una festa a casa e di dar fastidio ai vicini per via della musica alta. Allertati dagli altri condomini, bussano alla vostra porta due poliziotti che vi chiedono di seguirli in questura per arrestarvi. Ebbene, un arresto del genere sarebbe illegittimo e voi potreste rifiutarvi di seguirli; potreste finanche opporvi con la forza. Non si può infatti essere denunciati per resistenza a pubblico ufficiale dianzi un poliziotto che abusa dei propri poteri anche se si pone un comportamento violento contro di lui. Pensate al caso di un agente che pretenda di arrestare una persona per il furto di una mela. L’arresto è illegale infatti per reati lievi, anche se si viene colti in flagranza. Ad esempio, non si può essere arrestati per diffamazione né per aver dato uno schiaffo a qualcuno, anche se tali comportamenti sono puniti come reato.

La resistenza al pubblico ufficiale e persino le lesioni provocate ad un agente non costituiscono reato se sono il risultato di una reazione ad un atto arbitrario o percepito come tale. Ciò vale quindi anche se il cittadino è erroneamente convinto che l’arresto sia un sopruso quando in realtà non lo è [3].

Una interessante sentenza della Cassazione [4] ha ritenuto innocente un uomo che si era opposto violentemente, sino a scappare, da un agente che pretendeva di portarlo in questura per il solo fatto che questi non avesse con sé la carta d’identità. L’uomo non si era rifiutato di dare le proprie generalità ma non aveva con sé i documenti. E per questo non poteva certo essere punito.


note

[1] Cass. sent. n. 19368/20 del 26.06.2020.

[2] Cass. pen. n. 41408/2019

[3] Cass. sent. n. 4457/2019.

[4] Cass. sent. n. 18841/2011.


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