Diritto e Fisco | Articoli

Le cause contro le aziende del tabacco in Italia

30 gennaio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 gennaio 2012



I fumatori non possono agire contro le aziende di tabacco per i danni alla salute provocati dalle sigarette: la sentenza della Corte d’Appello di Roma.

Il fumatore non può chiedere il risarcimento per i danni alla salute derivanti dalla sigaretta: egli infatti “sceglie volontariamente di procurarseli”. Con questa discutibile motivazione, la Corte di appello di Roma ha respinto il ricorso del Codacons spiegato, in difesa dei “dipendenti” da nicotina, contro una multinazionale del tabacco.

In particolare, l’associazione di tutela dei consumatori aveva iniziato una class action citando in giudizio la British American Tobacco Italia (Bat Italia). Ma scenari come “La Giuria” (il famoso libro di Grisham dove un ardimentoso avvocato di periferia vince la causa contro le multinazionali del tabacco) sono lontani dalle nostre aule.

Non esiste in Italia, secondo i giudici, il danno “da dipendenza” da tabacco: il fumatore sceglie di correre il pericolo consapevolmente e pertanto non può dolersi dei danni subiti. Motivazioni, quelle del tribunale, che lasciano un profondo amaro in bocca, in quanto totalmente disconnesse dalla realtà dei fatti.

È infatti noto che le industrie del fumo abbiano diminuito la dose di tabacco in ogni sigaretta, a vantaggio invece degli elementi chimici esterni (tra tutti catrame, cianuro di vinile, cadmio, mercurio, ammoniaca), vere cause della dipendenza. Scelte deliberate proprio al fine di schiavizzare la già nutrita schiera dei loro clienti. E’ del tutto errato, quindi, sostenere che chi comincia a fumare è nella piena consapevolezza dei rischi effettivi che corre.

Proprio per questo, il senatore PD Ignazio Marino, medico chirurgo, ha firmato un Disegno di Legge in Commissione Sanità del Senato, co-firmato dal presidente della Commissione, Antonio Tomassini (Pdl), che obbligherà i produttori di sigarette a inserire nel pacchetto avvertimenti più esaustivi nei pacchetti di sigarette, sotto forma di “bugiardino”, come nei medicinali.

L’ADUC, sul proprio sito, rende noti dati allarmanti. Il “Rapporto anno 2011 – Attività per la prevenzione del tabagismo” del ministero della Salute, rivela che il tabacco “provoca più decessi di alcol, Aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme”.

L’OMS ha definito il fumo di tabacco come “la più grande minaccia per la salute nella Regione Europea”.

Sempre l’ADUC rivela che, nel mondo, i fumatori sono 650 milioni e i morti a causa del fumo sono 5,4 milioni ogni anno. Si stima che, nel 2030, saranno 8 milioni.

Inoltre sempre secondo il Rapporto, anche se negli ultimi 50 anni si è assistito in Italia, come in tutto il mondo occidentale, ad una graduale diminuzione dei fumatori, “nel nostro Paese il fumo attivo rimane la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile”.

In Italia, infine, secondo altri studi, si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.

 

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI