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Incidente: quando scatta la condanna per gara di velocità

22 Febbraio 2022 | Autore:
Incidente: quando scatta la condanna per gara di velocità

Quale sanzione scatta se si provoca un incidente con un comportamento sbagliato ma senza avere organizzato una competizione?

Non c’è bisogno che due conducenti si sfidino a chi arriva per primo a destinazione per far intervenire il Codice della strada ed elevare le relative multe: la sanzione è in agguato anche quando entrambi vogliono dimostrare di essere più abili al volante guidando oltre i limiti e facendo dei sorpassi da capogiro. Peggio ancora se con la loro competizione non concordata provocano un sinistro stradale in cui qualche ignaro e innocente automobilista ci rimette il fisico o la vita. In questo contesto e in caso di incidente, quando scatta la condanna per gara di velocità?

Secondo la Cassazione, occorre distinguere tra diverse violazioni del Codice: l’eccesso di velocità, il sorpasso vietato o, comunque, pericoloso e la gara di velocità. Mentre contestare le prime due può risultare piuttosto semplice (il limite di velocità non è un’opinione e nemmeno il luogo e il modo in cui si può sorpassare una macchina) la gara non è sempre facile da dimostrare: come si fa a stabilire che due persone si sono messe d’accordo per gareggiare al volante? La Suprema Corte taglia la testa al toro: il problema non è se erano o non erano d’accordo tra di loro prima di causare l’incidente. Il problema è che hanno comunque provocato l’incidente. Con un comportamento che può lasciare pochi spazi ai dubbi. Vediamo cosa dice in proposito la normativa e qual è il ragionamento dei giudici di legittimità.

Gara di velocità: cosa dice il Codice della strada?

L’articolo 9-ter del Codice della strada punisce con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da 5.000 a 20.000 euro «chiunque gareggia in velocità con veicoli a motore». La pena diventa molto più severa se dalla competizione deriva la morte di una o più persone a causa di un incidente: da sei a dieci anni di reclusione, che diventano da due a cinque in caso di lesioni personali e non di decesso.

In sintesi: fino a un anno di reclusione solo per gareggiare, fino a cinque anni se qualcuno si fa male per colpa della competizione e fino a dieci anni se ci scappa il morto.

Non solo: c’è anche la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni. Permesso di guida revocato se accade un sinistro in cui qualcuno riporta delle ferite gravi o gravissime oppure in caso di incidente mortale.

Va detto che le gare sono vietate in tutte le strade, a meno che si tratti di manifestazioni sportive autorizzate (ad esempio un rally) per le quali sono state prese da chi di competenza le opportune misure di sicurezza. Si faccia attenzione, però: il divieto interessa non solo chi si mette al volante per gareggiare senza permesso ma anche chi organizza la competizione e chi assiste come spettatore.

Gara di velocità: quando viene sanzionata?

A quanto disposto dal Codice della strada, si aggiunge una recente sentenza della Cassazione [1] che aumenta di non poco le probabilità di essere sanzionati per gara di velocità al volante, soprattutto in caso di incidente. Un esempio, sulla base del caso esaminato dalla Suprema Corte, porterà a capire meglio il ragionamento del Palazzaccio.

Due ragazzi, ciascuno nella sua auto, stanno viaggiando su una strada statale. Uno sorpassa in malo modo l’altro e poi continua la sua marcia a velocità elevata. Il giovane che è rimasto dietro, però, vuole dimostrare che non si fa fregare dal primo che capita: pigia l’acceleratore e fa il controsorpasso. Naturalmente, l’episodio non finisce lì: il ragazzo che aveva fatto per primo la manovra vietata aumenta la velocità per raggiungerlo e sorpassarlo di nuovo. Senza notare, però, che sta arrivando una macchina in senso contrario. Il conducente di quest’ultima, per evitare l’impatto frontale, sterza di colpo, va fuori strada, si cappotta, muore nell’incidente.

Per la Cassazione, è inutile limitare l’accaduto ad un eccesso di velocità o a una serie di sorpassi vietati perché fatti in qualche modo: in un caso come questo scatta la violazione per gara di velocità. Non importa se i due ragazzi non si erano messi d’accordo per vincere una competizione studiata precedentemente a tavolino. A nulla serve che nemmeno si conoscessero: secondo la Suprema Corte, si era stabilita in modo improvvisato una vera e propria gara per restare sempre l’uno davanti all’altro. E l’incidente mortale è stato provocato proprio da questa smania di dimostrare chi era il più veloce.

Codice della strada alla mano, la Cassazione ha ricordato nella sentenza in commento che «è configurabile una gara di velocità, vietata dall’articolo 9-ter Cds, quando due o più conducenti di veicoli, anche senza preventivo accordo e per effetto di una tacita e reciproca volontà di voler competere l’uno con l’altro, pongono in essere una contesa, consistente nel tentativo di superarsi, ingaggiando una competizione da cui deriva un vicendevole condizionamento delle modalità di guida».

Ad aggravare la situazione dei due aspiranti piloti di Formula 1, il fatto che la morte del terzo automobilista sia stata causata proprio dalla loro condotta competitiva e non da una diversa causa come il solo eccesso di velocità o il solo sorpasso vietato.


note

[1] Cass. sent. n. 5861/2022.

Autore immagine: canva.com/


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