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Assemblea condominiale: l’amministratore può cambiare ora o luogo?

22 Febbraio 2022
Assemblea condominiale: l’amministratore può cambiare ora o luogo?

Modifica dell’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale: in che forma deve essere comunicata dall’amministratore?

Ti è mai capitato di recarti alla riunione di condominio con qualche minuto di ritardo e di non trovare nessuno perché magari lo scantinato del palazzo era troppo freddo e l’assemblea ha deciso di spostarsi a casa di uno dei condomini? O di ricevere un sms con cui ti viene comunicato uno spostamento di qualche ora rispetto all’orario indicato nell’avviso di convocazione e, magari, di leggerlo in ritardo senza poterti organizzare per tempo? In tutti questi casi è probabile che ti sarai chiesto: l’amministratore può cambiare il luogo o l’ora dell’assemblea di condominio a proprio piacere? E, in tal caso, in che modo deve comunicarlo ai condomini?

La questione è approdata sul tavolo del tribunale di Bergamo [1].

Secondo la giurisprudenza, la legge è chiara nell’indicare le forme tassative con cui l’avviso di convocazione dell’assemblea debba essere comunicato. Queste possono essere solo la raccomandata a.r., la lettera consegnata a mani (e controfirmata per ricevuta), la Pec, il fax o il telegramma. Si tratta di un elenco tassativo, che non lascia spazio ad interpretazioni analogiche o estensive. Nessun’altra modalità di comunicazione è pertanto ammessa, a meno che non vi sia la prova del ricevimento da parte del destinatario e l’espressa dispensa da parte di questi a ricevere l’avviso formale.

Ebbene, secondo i giudici, le modalità per la spedizione dell’avviso di convocazione valgono anche per le sue eventuali modifiche. Quindi, l’avviso di slittamento o di spostamento della riunione di condominio deve essere comunicato nelle stesse forme previste dalla legge per l’avviso di convocazione (raccomandata postale, pec, fax o raccomandata a mani). Non avrebbe invece alcun valore qualora venga inoltrato via email o sms; né tantomeno l’avrebbe qualora sia lo stesso amministratore o un altro condomino a telefonare individualmente ai condomini per avvisarli della modifica della data e dell’ora della convocazione assembleare: il nuovo avviso “a voce” sarebbe irrituale.

Un vizio del genere, per poter invalidare la delibera, deve essere fatto valere, con un giudizio dinanzi al giudice, entro massimo 30 giorni dalla stessa (se il condomino si è comunque presentato, magari in ritardo) o dalla successiva comunicazione del verbale da parte dell’amministratore (se il condomino in questione non ha partecipato). Difatti l’irrituale o l’omesso invio dell’avviso di convocazione costituisce una causa di annullabilità dell’assemblea di condominio: causa che, se non fatta valere entro tali termini massimi, si sana.

Ciò significa anche che l’amministratore, il quale decida di spostare l’assemblea in un altro luogo o in un altro momento e di aggiornare i vari condomini in via informale (ad esempio con sms, chat WhatsApp o telefonate), ben potrebbe farlo ma nella consapevolezza di due questioni fondamentali:

  • nei 30 giorni successivi, la delibera potrebbe divenire oggetto di impugnazione;
  • ma, in assenza di contestazioni, la stessa delibera verrà considerata definitivamente valida.

Proprio per tale ragione, prudenza imporrà all’amministratore di astenersi dal dare esecuzione alla votazione prima dell’intervenuta sanatoria, ossia prima dei 30 giorni dall’ultima spedizione del verbale di assemblea.

Nel caso di specie, dunque, il tribunale di Bergamo, rilevato che il vizio sulla convocazione riguardava i profili di annullabilità e rilevato che la domanda era stata proposta nel termine di 30 giorni dalla ricezione del verbale da parte del ricorrente assente alla riunione, ha annullato la delibera.


note

[1] Trib. Bergamo, sent. n. 386/2022.

Sentenza n. 386/2022 pubbl. il 15/02/2022

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Bergamo, Sezione Quarta Civile, in persona del Giudice Unico dott. Cesare Massetti, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile n. 7488/2020 del Ruolo Generale promossa con ricorso ritualmente notificato e posta in decisione all’udienza del 16 novembre 2021

da

VL

contro

CONDOMINIO

In punto: condominio.

CONCLUSIONI

Dell’attore

Come in atti.

Del convenuto

Come in atti.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso ritualmente notificato VL conveniva in giudizio avanti l’intestato Tribunale il Condominio chiedendo l’accertamento della nullità ovvero l’annullamento della deliberazione dell’assemblea tenutasi l’11 gennaio 2020. Osservava il ricorrente che l’assemblea si era tenuta in luogo ed ora diversi rispetto a quelli indicati nell’avviso di convocazione.

Costituendosi in giudizio il Condominio contestava in toto gli assunti avversari, eccependo in primis l’inammissibilità dell’impugnativa, in quanto proposta con ricorso anziché con citazione. Nel merito rilevava che il ricorrente era stato preventivamente avvisato via mail circa lo spostamento del luogo dell’assemblea, e che in occasione della stessa riunione uno dei condomini si era recato a casa sua e aveva appreso che il V non avrebbe partecipato in quanto indisposto.

La causa non veniva istruita.

Precisate le conclusioni come in epigrafe riportate, all’udienza del 16 novembre 2021 passava in decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

ATTORE CONVENUTO

Occorre premette che il ricorrente ha rinunciato agli atti del giudizio, e che il convenuto ha accettato la rinuncia, ma non a spese compensate.

L’accettazione della rinuncia, contenente condizioni, non è efficace; pertanto, non è possibile pervenire alla declaratoria di estinzione del processo.

Ciò premesso, l’eccezione di inammissibilità della domanda, in quanto proposta con ricorso anziché con citazione, è infondata.

Invero l’impugnativa della deliberazione dell’assemblea di condominio, pur irritualmente proposta con ricorso anziché con citazione, non è radicalmente inammissibile, avuto riguardo al principio di conservazione degli atti processuali (Cass. S.U. n. 8491/2011: “In tema di condominio negli edifici, le impugnazioni delle delibere dell’assemblea, in applicazione della regola generale dettata dall’art. 163 cod. proc. civ., vanno proposte con citazione, non disciplinando l’art. 1137 cod. civ. la forma di tali impugnazioni; possono, comunque, ritenersi valide le impugnazioni proposte impropriamente con ricorso, sempreché l’atto risulti depositato in cancelleria entro il termine stabilito dall’art. 1137 citato”).

Nel caso di specie il convenuto si è costituito in giudizio, difendendosi anche nel merito, e non ha chiesto la fissazione di una nuova udienza per il mancato avvertimento previsto dall’art. 163 n. 7 c.p.c. ovvero per l’inosservanza del termine a comparire, con ciò determinando la sanatoria dei vizi dell’atto introduttivo del giudizio.

La domanda è fondata.

Invero l’assemblea si è pacificamente tenuta in luogo ed ora diversi rispetto a quelli indicati nell’avviso di convocazione, rendendo così impossibile la partecipazione del condomino impugnante.

A nulla rileva l’avviso di spostamento inviato via mail, che semmai avrebbe dovuto essere comunicato nelle stesse forme previste dalla legge per l’avviso di convocazione (raccomandata postale, pec, fax o raccomandata a mani).

E così pure le ricerche svolte da altro condomino presso l’abitazione dell’impugnante il giorno stesso della riunione ovvero il consenso espresso da quest’ultimo allo svolgimento della riunione in sua assenza: circostanze non dimostrate, in parte neppure tempestivamente allegate (il riferimento è al consenso del condominio assente), sulle quali si vorrebbe chiamare a deporre testi incapaci, quali sono gli altri condomini, e che peraltro sono anche irrilevanti, dato che il nuovo avviso “a voce” da parte di altro condomino sarebbe comunque irrituale e tardivo.

Il vizio, in quanto afferente alla convocazione, è di mera annullabilità.

Di qui, e solo per questo motivo, con assorbimento degli altri, l’annullamento della deliberazione impugnata.

Le spese di lite seguono la soccombenza e possono liquidarsi in complessivi € 2.768,00=, oltre ad anticipazioni documentate (contributo unificato, marca da bollo, spese di notifica), a spese generali nella misura del 15 %, ad iva e cpa e alle successive occorrende. P.Q.M.

Il Tribunale, ogni diversa istanza eccezione e deduzione disattesa, definitivamente pronunciando:

– annulla la deliberazione dell’assemblea del condominio in data 11 gennaio 2020;

– condanna il convenuto a rifondere all’attore le spese di lite, liquidate in complessivi € 2.768,00=, oltre ad anticipazioni documentate (contributo unificato, marca da bollo, spese di notifica), a spese generali nella misura del 15 %, ad iva e cpa e alle successive occorrende.

Così deciso in Bergamo il 15 febbraio 2022.

IL GIUDICE

Dott. Cesare Massetti


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