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Medico non prescrive radiografia: cosa rischia?

22 Febbraio 2022 | Autore:
Medico non prescrive radiografia: cosa rischia?

La responsabilità civile e penale per errata diagnosi dovuta alla mancata esecuzione dell’esame radiologico che avrebbe dovuto essere compiuto.

È paradossale che in un’epoca come quella attuale, in cui esistono tanti esami diagnostici in grado di accertare patologie nascoste, alcuni medici si ostinino a prescriverle con il contagocce o a non prescriverle affatto. Dal lato opposto ci sono i fautori della “medicina difensiva” che, per evitare possibili responsabilità a loro carico, prescrivono una serie di esami, accertamenti e indagini cliniche anche quando non servirebbero. Ma al di là degli atteggiamenti di ciascun professionista, a livello legale un medico che non prescrive una radiografia cosa rischia?

Le conseguenze possono essere davvero molto pesanti, perché in caso di eventi infausti non c’è solo la responsabilità risarcitoria a livello civile, ma anche quella penale, per i reati di lesioni o di omicidio colposo.

In un caso eclatante deciso dalla Sezione penale della Corte di Cassazione [1], un medico ospedaliero è stato condannato per la morte di una bambina di 16 mesi che avrebbe potuto essere salvata con un esame tempestivo. La piccola era stata ricoverata per occlusione intestinale, ma aveva una malformazione congenita che avrebbe potuto essere scoperta con una semplice radiografia: un esame di routine, specialmente in ambito ospedaliero. Eppure, i pediatri non avevano richiesto la lastra; hanno sbagliato la diagnosi, e quando sono giunti a formulare quella corretta era ormai troppo tardi. Il trasferimento d’urgenza in un altro ospedale, più attrezzato a fronteggiare quel tipo di emergenze, è stato inutile.

Colpa medica per omessa radiografia

La radiologia è uno strumento essenziale per diagnosticare malattie interne. Oggi, oltre alla tradizionale “lastra”, esistono tecnologie più sofisticate, come la Tac, la risonanza magnetica e l’esame ecografico, ma la radiografia resta in molti casi insostituibile per indirizzare il quadro clinico verso la corretta diagnosi.

A livello generale, la responsabilità medica è ravvisabile in tutti i casi di negligenza, imprudenza e imperizia. Nello specifico, la colpa medica per omessa radiografia si ravvisa quando questo esame avrebbe dovuto essere compiuto alla luce del quadro clinico e della sintomatologia che il paziente presentava al momento della visita effettuata dal medico.

Per valutare la responsabilità penale del medico, però, bisogna accertare anche la probabilità di salvezza che il comportamento omesso avrebbe avuto, se fosse stato tenuto. A differenza della responsabilità civile, dove è sufficiente il «più probabile che non», qui occorre una elevata probabilità, da riscontrare – come insegna la giurisprudenza – attraverso un apposito «giudizio controfattuale» [2], focalizzato sulle peculiarità del caso concreto osservato dal medico quando ha preso la decisione poi rivelatasi sbagliata.

Conseguenze dell’omessa radiografia

Alla stregua dei principi che abbiamo sintetizzato, la domanda da porsi per stabilire se il medico è penalmente responsabile è la seguente: cosa sarebbe successo se la radiografia fosse stata fatta? Avrebbe rivelato la patologia, e, in caso affermativo, ciò sarebbe avvenuto in tempo utile per salvare il paziente, sottoponendolo alle cure necessarie o agli interventi chirurgici del caso? Le probabilità di sopravvivenza, o quelle di non riportare lesioni e invalidità permanenti, sarebbero aumentate in modo decisivo?

A tal proposito, bisogna anche considerare che nel 2017 la legge «Gelli-Bianco» [3] ha modificato il Codice penale in materia di omicidio colposo (art. 589 Cod. pen.) e di lesioni personali colpose (art. 590 Cod. pen.) disponendo che: «Qualora l’evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto».

Ciò significa che non basta riscontrare un errore clinico o sanitario che ha provocato la morte o le lesioni del paziente: il medico sarà riconosciuto penalmente responsabile solo in caso di dolo o di colpa grave. La punibilità è, invece, esclusa quando il medico ha rispettato le linee guida e le «buone pratiche» vigenti in quel momento. Ecco perché, nella sentenza da cui siamo partiti [1], la Suprema Corte ha potuto riconoscere la responsabilità penale e professionale per errore diagnostico dovuto alla mancata prescrizione della radiografia: in quella triste vicenda erano stati omessi quei «controlli ed accertamenti doverosi ai fini di una corretta formulazione della diagnosi», che erano senza dubbio possibili: la radiografia – sottolinea la sentenza – è un «esame routinario che avrebbe potuto evidenziare la patologia» di cui soffriva la bambina in modo da poterla curare ed operare, evitandole la morte.

Approfondimenti

Per saperne di più sugli esami affini alla radiografia leggi: “Medico radiologo sbaglia diagnosi Tac: responsabilità” e “Responsabilità medica: ultime sentenze“.


note

[1] Cass. sent. n. 5855 del 21.02.2022.

[2] Cass. S.U. sent. n. 8770/2018 e n. 24384/2018.

[3] L. n. 24/2017 del 08.03.2017.


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