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Pensione a 64 anni nel 2022: quali misure la permettono?

26 Luglio 2022 | Autore: Patrizia Del Pidio
Pensione a 64 anni nel 2022: quali misure la permettono?

Lasciare il lavoro prima dei 67 anni non è impossibile, la quiescenza è accessibile anche in anticipo grazie a diverse tipologie di pensionamento.

In alcuni casi, il pensionamento diventa una necessità quando, magari, motivi di salute rendono difficoltoso continuare a lavorare o quando, a causa della crisi economica, si sta per perdere il posto di lavoro. Anche se non sempre è facile raggiungere i requisiti anagrafici e contributivi che le diverse misure previdenziali richiedono, lasciare il lavoro a 64 anni non è così difficile. La normativa in vigore offre diverse strade per la quiescenza anticipata e in questo articolo ti illustreremo quali misure permettono la pensione a 64 anni nel 2022.

Se si pensa al pensionamento per i nati nel 1958 le prime misure che vengono in mente sono la quota 102 e la pensione anticipata contributiva poiché entrambe, per l’accesso, richiedono di aver compiuto i 64 anni di età. Ma è bene sapere che ci sono altre misure previdenziali che permettono la quiescenza a questa età.

Pensione a 64 anni: la nuova quota 102

La Legge di Bilancio 2022 ha introdotto, per sostituire la quota 100 in scadenza il 31 dicembre 2021, una nuova misura per accedere al pensionamento anticipato: la quota 102 che richiede 64 anni di età e almeno 38 anni di contributi versati. La misura in questione ricalca quasi fedelmente la quota 100 differenziandosi soltanto nel requisito anagrafico che, per il 2022, è stato innalzato di 2 anni.

Come la quota 100, anche la quota 102 è una misura temporanea e resterà in vigore solo fino al 31 dicembre 2022. Per coloro che maturano i requisiti di accesso entro la fine di quest’anno la domanda di pensione potrà essere presentata in un qualsiasi momento successivo alla scadenza della quota 102.

Pensione anticipata contributiva: i requisiti

Un’altra misura che permetterà nel 2022 l’accesso all’anticipo pensionistico è la pensione anticipata contributiva prevista dalla legge Dini [1]. Trattandosi di una pensione contributiva è necessario che tutti i versamenti assicurativi del lavoratore si collochino nel sistema contributivo e, quindi, che:

  • siano stati versati tutti a partire dal 1° gennaio 1996;
  • sia stato scelto il computo nella Gestione Separata Inps.

La pensione anticipata contributiva richiede che il lavoratore abbia compiuto i 64 anni di età, che siano stati versati i 20 anni di contributi e che l’assegno previdenziale spettante sia pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale Inps (essendo l’importo dell’assegno sociale per il 2022 pari a 468,10 euro è necessario aver maturato una pensione d’importo che sia di almeno 1310,68 euro mensili).

Pensione anticipata ordinaria e quota 41: requisiti d’accesso

Per chi è nato nel 1958, in ogni caso, le possibilità di anticipare la pensione non si esauriscono con la quota 102 e la pensione anticipata contributiva. Altre misure previdenziali, infatti, permettono la quiescenza indipendentemente dall’età e maturando solo un requisito contributivo. Si tratta della pensione anticipata ordinaria e della pensione anticipata in deroga per lavoratori precoci (la cosiddetta quota 41).

Per la pensione anticipata ordinaria è necessario aver maturato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne senza alcun vincolo anagrafico. E questo significa che se il nato nel 1958 matura a 64 anni i contributi necessari per l’accesso potrà fruire di questa misura previdenziale.

Lo stesso discorso è applicabile anche per le quota 41 che richiede l’appartenenza alla categoria dei lavoratori precoci (aver versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età), 41 anni di contributi e rientrare in uno dei profili lavorativi tutelati dalla normativa (disoccupati, caregiver, invalidi, gravosi e usuranti). Anche in questo caso, il pensionamento prescinde dall’età.

Pensione con Ape sociale: requisiti e novità

Allo stesso modo, il lavoratore che compie i 64 anni ed è in possesso del requisito contributivo per accedere all’Ape sociale potrà presentare domanda di pensione. La misura, infatti, richiede di aver compiuto almeno 63 anni e di aver maturato 30 anni di contributi per:

  • lavoratori invalidi con percentuale pari o superiore al 74%;
  • lavoratori disoccupati a causa di licenziamento, anche collettivo, che abbiano fruito dell’intera indennità di disoccupazione spettante;
  • lavoratori disoccupati dopo la scadenza del contratto a termine che possano vantare almeno 18 mesi di lavoro subordinato nei 36 mesi che precedono la disoccupazione e che abbiano fruito dell’intera Naspi spettante;
  • lavoratori caregiver che, al momento della presentazione della domanda di pensione, assistano da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ai sensi della legge 104 del 1992.

Per lavori usuranti e gravosi insieme ai 63 anni di età sono richiesti 36 anni di contributi per poter accedere al pensionamento con l’Ape sociale. La Legge di Bilancio del 2022 ha previsto uno sconto contributivo di 4 anni per i lavoratori edili e i ceramisti che, pertanto, da quest’anno potranno accedere alla misura con soli 32 anni di contributi.



Di Patrizia Del Pidio

note

[1] L. 335 del 1995.


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