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Omologazione autovelox: ultime sentenze

22 Febbraio 2022
Omologazione autovelox: ultime sentenze

Multe stradali ed eccesso di velocità: come contestare le sanzioni amministrative tramite controllo elettronico. 

Omologazione e taratura autovelox: spetta all’amministrazione la prova 

In tema di sanzioni amministrative irrogate a seguito di accertamento della violazione dei limiti di velocità mediante “autovelox”, le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere periodicamente tarate e verificate, indipendentemente dal fatto che funzionino automaticamente o alla presenza di operatori ovvero, ancora, tramite sistemi di autodiagnosi; in presenza di contestazione da parte del soggetto sanzionato, peraltro, spetta all’Amministrazione la prova positiva dell’iniziale omologazione e della periodica taratura dello strumento.

Cassazione civile sez. II, 26/05/2021, n.14597

Accertamento della velocità, spetta alla Pubblica Amministrazione provare omologazione e taratura dell’autovelox

L’allegazione della omologazione e taratura del sistema di verifica ed accertamento della velocità costituisce indefettibile onere a carico della Pubblica Amministrazione.

Cassazione civile sez. II, 19/05/2021, n.13630

In presenza del certificato di taratura dell’autovelox rilasciato da soggetto abilitato il giudice non può sindacare la modalità di effettuazione della taratura

In materia di violazione delle norme del codice della strada relative ai limiti di velocità, l’efficacia probatoria dello strumento rivelatore del superamento di tali limiti (autovelox), che sia omologato e sottoposto a verifiche periodiche, opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico. Peraltro, in presenza del certificato di taratura rilasciato da soggetto abilitato, non è consentito al giudice di merito sindacare le modalità con le quali tale taratura è stata effettuata. La verifica periodica, dunque, si rende necessaria solo quando sia intercorso un apprezzabile lasso di tempo dall’ultima verifica dell’apparecchiatura ovvero dal suo collaudo.

(Nella specie, ha osservato la Suprema corte, il tribunale ha evidenziato che vi era la prova documentale dell’omologazione dell’apparecchiatura e che il collaudo era avvenuto solo sei mesi prima del rilevamento dell’infrazione, dunque, l’Amministrazione aveva fornito la prova della correttezza e funzionalità dell’apparecchiatura e solo il trascorrere di un ulteriore e congruo periodo temporale avrebbe reso necessario procedere a una a nuova taratura. Peraltro, una volta provata tale circostanza il giudice non aveva più alcun potere di sindacato, salvo la prova contraria a carico del ricorrente, circa l’effettiva funzionalità dell’apparecchiatura).

Cassazione civile sez. II, 23/10/2020, n.23330

L’efficacia probatoria dell’autovelox omologato e sottoposto a verifiche periodiche

In materia di violazione delle norme del Codice della strada relative ai limiti di velocità, l’efficacia probatoria dello strumento rivelatore del superamento di tali limiti (« autovelox »), che sia omologato e sottoposto a verifiche periodiche, opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico; peraltro, in presenza del certificato di taratura rilasciato da soggetto abilitato, non è consentito al giudice di merito sindacare le modalità con le quali tale taratura è stata effettuata.

Cassazione civile sez. II, 23/10/2020, n.23330

Dichiarazione di conformità dell’autovelox successiva alla rilevata infrazione: il verbale è illegittimo

Tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, non essendone consentita la dimostrazione od attestazione con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità; ne deriva che, in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio, come avvenuto nella specie, il giudice è tenuto ad accertare se l’apparecchio è stato o non sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura.

L’onere di provare che l’apparecchio è stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura incombe sulla pubblica amministrazione (nel caso in esame, la dichiarazione di conformità recava una data successiva a quella di rilevazione dell’infrazione, pertanto quella dichiarazione di conformità non poteva avere alcun valore giuridico relativamente alle infrazioni rilevate prima della sua redazione).

Cassazione civile sez. II, 16/12/2019, n.33164

Illegittimo il verbale se la rilevazione è stata effettuata con apparecchiatura posizionata sul lato della carreggiata opposto a quello indicato dal decreto prefettizio

All’ente proprietario della strada incombe l’assunzione di una serie di obblighi che prevedono, in particolare, la necessità del preventivo avviso dell’installazione dell’autovelox posizionato ad una congrua distanza dal prescritto segnale che lo deve anticipare, della leggibilità e immediata percepibilità della relativa segnalazione, della preventiva adozione di apposito decreto prefettizio per l’autorizzazione all’installazione degli autovelox sulle strade in cui è propriamente consentito al fine di rendere legittima la contestazione differita delle violazioni riferite all’art. 142 c.d.s.. Sulla scorta di questi presupposti deriva che, qualora il decreto amministrativo autorizzi il posizionamento di un apparecchio autovelox (appositamente omologato e sottoposto alla necessaria taratura) lungo il lato di una sola carreggiata di un tipo di strada riconducibile ad uno di quelli previsti dal citato art. 4 del D.L. n. 121/2002, diventa, conseguentemente, obbligatorio – in funzione della legittimità della complessiva attività di accertamento delle indicate violazioni amministrative – che l’ente proprietario della strada appronti i predetti necessari adempimenti di garanzia per gli utenti (circa la preventiva segnalazione dell’installazione dell’apparecchio elettronico e la visibilità del segnale che lo preannuncia sullo stesso lato e, quindi, per il corrispondente senso di marcia), anche al fine di tutelare le indispensabili esigenze di sicurezza pubblica connesse a siffatta attività di rilevamento.

Pertanto, qualora – come verificatosi nella fattispecie – il decreto prefettizio abbia previsto la legittima installazione lungo un solo senso di ed, invece, l’accertamento sia stato effettuato mediante la rilevazione di un autovelox posizionato sul contrapposto senso di marcia, ne consegue che – difettando a monte l’adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo – il relativo verbale di contestazione differita della violazione di cui all’art. 142 c.d.s. debba ritenersi affetto da “illegittimità derivata”.

Cassazione civile sez. VI, 01/10/2018, n.23726

Autovelox: vanno tarati e verificati periodicamente a prescindere dalla modalità di utilizzo

Tutti gli autovelox devono essere periodicamente tarati e verificati nel loro funzionamento e l’effettuazione dei controlli deve essere dimostrata o attestata con apposite certificazioni di omologazione e conformità e non può essere provata con altri mezzi. E’ necessario che detti controlli siano effettuati a prescindere dal fatto che l’apparecchiatura operi in presenza di operatori, in automatico senza la presenza degli operatori o sia munita di sistema di autodiagnosi.

Cassazione civile sez. II, 24/09/2018, n.22499

L’efficacia probatoria dell’autovelox permane fino alla prova del difetto di costruzione, installazione o funzionamento

In materia di violazione delle norme del codice della strada relative ai limiti di velocità, l’efficacia probatoria dello strumento rivelatore del superamento di tali limiti (“autovelox”), che sia omologato e sottoposto a verifiche periodiche, opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico. Peraltro, in presenza del certificato di taratura rilasciato da soggetto abilitato, non è consentito al giudice di merito sindacare le modalità con le quali tale taratura è stata effettuata.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2018, n.18354

Se viene contestata l’affidabilità dell’autovelox, il giudice deve accertare se il dispositivo è stato tarato

Laddove venga contestata l’affidabilità del cosiddetto tutor o autovelox, il giudice è tenuto ad accertare se il dispositivo sia stato sottoposto o meno alle verifiche di funzionalità e taratura. Ciò in quanto tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura, non esistendo verifiche equipollenti né essendo sufficienti, come in passato, certificati di conformità ed omologazione.

Cassazione civile sez. VI, 11/01/2018, n.533

Gli autovelox devono essere omologati

Gli autovelox devono essere periodicamente tarati e verificati nel loro funzionamento, verifiche che debbono essere dimostrate o attestate con certificazioni di omologazione e conformità e non possono essere provate con altri mezzi.

Cassazione civile sez. II, 11/05/2016, n.9645

Certificato di omologazione 

In tema di sanzioni amministrative conseguenti alla violazione dei limiti di velocità previsti dall’art. 142 del codice della strada, il legislatore non ha previsto alcuna decadenza dell’omologazione rilasciata per l’apparecchiatura di controllo automatico in dotazione alle Forze di polizia (c.d. “autovelox”), sicché, nel giudizio di opposizione la P.A. non ha alcun onere probatorio relativo alla perdurante funzionalità della menzionata apparecchiatura.

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2014, n.21267

In tema di sanzioni amministrative conseguenti alla violazione dei limiti di velocità, previsti dall’art. 142 c. strad., il legislatore non ha adottato – in relazione alle apparecchiature di controllo automatico (autovelox) in dotazione delle forze di polizia – nessuna disposizione che commini la decadenza delle omologazioni rilasciate. Nel giudizio di opposizione alla relativa sanzione amministrativa, pertanto, non sussiste alcun ulteriore onere probatorio a carico della Amministrazione, relativo alla dimostrazione della perdurante funzionalità delle predette apparecchiature.

Le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità – inoltre – non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla l. n. 273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura. Tale sistema di controlli, infatti, attiene alla materia metrologica diversa rispetto a quella della misurazione elettronica della velocità ed è competenza di autorità amministrative diverse, rispetto a quelle pertinenti al caso di specie.

Cassazione civile sez. VI, 28/05/2012, n.8485

L’accertamento presidiato dell’eccesso di velocità può essere effettuato dalla polizia municipale su qualunque tratto di strada locale senza obbligo di indicare nel verbale l’attestazione di perfetta funzionalità dello strumento utilizzato. Il termine di validità del certificato di omologazione dell’autovelox inoltre condiziona solo la sua commercializzazione e non l’impiego stradale.

Cassazione civile sez. II, 17/01/2011, n.1014

È legittimo l’accertamento dell’infrazione di cui all’art. 142, comma 8, c.strad. (eccesso di velocità), effettuato a mezzo autovelox, anche se l’infrazione, commessa su strada urbana di scorrimento, non è stata contestata immediatamente e nonostante l’apparecchio impiegato per la rilevazione della velocità non abbia rilasciato alcuna documentazione fotografica, salvo dimostrare il difetto di funzionamento o di omologazione del dispositivo utilizzato.

Cassazione civile sez. II, 03/06/2009, n.12843

In tema di accertamento delle infrazioni al codice della strada mediante apparecchiature elettroniche, come previsto dall’art. 142 c. strad. e dall’art. 345 del relativo regolamento, la rilevazione della velocità con apparecchio debitamente omologato è necessaria e sufficiente ai fine dell’accertamento della violazione, senza che possa essere invocata la inidoneità dello strumento utilizzato ad effettuare in modo certo e preciso il rilevamento automatico.

Cassazione civile sez. II, 19/01/2009, n.1206



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