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Scherzi e reati

22 Febbraio 2022
Scherzi e reati

A carnevale ogni scherzo vale? Affatto: ecco la lista di reati che commette chi fa scherzi.

A carnevale ogni scherzo vale? Certamente no. Il binomio “scherzi e reati” si accompagna anche in questo particolare periodo dell’anno. Alcuni comportamenti possono integrare un reato. Per cui, se la vittima ha poco senso dell’umorismo o se la sua pazienza viene sollecitata in modo eccessivo, si può andare incontro a una querela o (nei casi più gravi) a una denuncia. Senza contare la possibilità, quando si danneggiano i beni altrui, di una richiesta di risarcimento che potrebbe sfociare in un giudizio in tribunale. 

Insomma, il clima generale di scherzo non è un valido motivo per rendere lecito ciò che per la legge non lo è. 

In questo breve articolo indicheremo quando gli scherzi diventano reato e cosa si può rischiare.

Zeppa al citofono e continue suonate al campanello

Suonare ripetutamente al citofono o bloccarlo con la “zeppa” è reato di «violenza privata». Si può quindi essere querelati entro tre mesi da quando si è compiuto il gesto. Non importa se la vittima è un amico. 

La semplice “zeppa” è reato anche se compiuta una sola volta. Invece il fatto di suonare al campanello per poi scappare diventa reato solo se il comportamento viene ripetuto più volte, anche se nell’arco della stessa giornata. Il reato è punito con la reclusione fino a quattro anni, ma in realtà, se il comportamento non è ripetuto nel tempo, si può usufruire del perdono giudiziale grazie alla cosiddetta “particolare tenuità del fatto”: la fedina penale resta macchiata ma il processo penale si archivia e il reo non subisce quantomeno la sanzione.

Prendere in giro per strada una persona

Prendere in giro una persona per strada o in un altro luogo pubblico o aperto al pubblico è reato di molestie anche se il contesto è ludico e scherzoso. In questo caso, la condanna consiste nell’arresto fino a sei mesi o nell’ammenda fino a euro 516. Anche in questo caso però si può usufruire della causa di giustificazione della particolare tenuità del fatto. Se poi si offende l’altrui reputazione (ad esempio gridando all’indirizzo di qualcuno “sei un buffone”) si può rischiare la diffamazione. 

Lo scherno, le derisioni, anche fatte in privato, possono quindi costare caro trattandosi di un illecito penale. 

Scherzi telefonici

Pur essendo apparentemente innocua, l’abitudine goliardica di fare scherzi telefonici può trasformarsi in un guaio serio per il responsabile. Il reato di molestie è infatti anche quello compiuto per mezzo del telefono. 

La Cassazione ha confermato la condanna per il reato di minaccia in capo all’imputato, peraltro minorenne, colpevole di aver telefonato a casa di un amico nel cuore della notte e, dopo essersi spacciato per un membro di una setta satanica, averlo spaventato dicendogli: «Morirai entro sette giorni». 

Ma non c’è bisogno di incutere paura per rispondere penalmente. Basta il semplice comportamento petulante ed ossessivo, anche se palesemente finalizzato allo scherzo: il reato di molestie scatta infatti indipendentemente dal contenuto della comunicazione telefonica.

Profili falsi

Altro scherzo assai diffuso è quello di impadronirsi del profilo Facebook, Twitter o Instagram di un amico e scrivere frasi per suo conto o, addirittura, creare un profilo ad hoc, con tanto di foto e nickname dell’inconsapevole vittima. In questo caso, si rischia una condanna per sostituzione di persona o per diffamazione. Si può essere querelati entro tre mesi da quando la vittima ha preso conoscenza dell’illecito, indipendentemente da quando lo stesso è stato compiuto.

Gavettoni e altri liquidi che sporcano

Fare gavettoni o spruzzare liquidi di bombolette spray che possono danneggiare i capi di abbigliamento è reato di getto pericoloso di cose atte a imbrattare. La Cassazione in passato ha condannato per lesioni un ragazzo che si era divertito a tirare secchiate d’acqua al vicino di casa il quale, però, malauguratamente era scivolato finendo all’ospedale.



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