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Entro quando contestare prodotto difettoso?

23 Febbraio 2022 | Autore:
Entro quando contestare prodotto difettoso?

I rimedi legali in caso di acquisto di merce con vizi e difetti, oggetti rotti o non funzionanti; quali sono i termini per denunciare i vizi e cosa succede dopo.

Capita spesso di acquistare prodotti nuovi e poi, arrivati a casa e aperta la confezione, ci si accorge che presentano difetti: un vestito strappato, un elettrodomestico non funzionante, un mobile rotto. Il problema è ancora più grave per chi, nella sua attività imprenditoriale o commerciale, riceve uno stock di merce alterata o non conforme all’ordine. In tutti questi casi, entro quando contestare il prodotto difettoso al venditore?

Le grandi catene di vendita offrono un servizio di pronta sostituzione dell’articolo difettoso o guasto, così come i più famosi marketplace di vendita online prevedono la possibilità di reso e rimborso, soprattutto se si tratta di prodotti commerciali e di largo consumo; ma non sempre è così, e allora si aprono dispute e contestazioni che possono portare anche a cause giudiziarie, se il valore del prodotto è ingente. In tali casi, il termine di denuncia del vizio diventa determinante per stabilire se ha ragione il compratore o il venditore, ed è essenziale sapere entro quando contestare un prodotto difettoso.

La garanzia per i vizi delle cose vendute

L’art. 1490 del Codice civile dispone che «il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore». La garanzia per i vizi delle cose vendute non è dovuta se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa o se i vizi erano «facilmente riconoscibili», a meno che il venditore non abbia dichiarato che la cosa era esente da difetti. Viene così ridotta – e nella maggior parte dei casi resa inefficace – la comune clausola «visto e piaciuto», che non esonera il venditore dalla sua responsabilità.

A questa generale ed ampia garanzia civilistica – che si applica in tutti i rapporti tra imprenditori e commercianti – si aggiunge quella prevista per i consumatori [1]: «Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene». La garanzia dura due anni dall’acquisto o dalla consegna del bene, se posteriore (la durata è ridotta a un anno per chi acquista nell’ambito della propria attività lavorativa, quindi con partita Iva e fattura).

Denuncia dei vizi: termini

Il termine per la denuncia dei vizi delle cose vendute è di 8 giorni dalla scoperta del difetto, e l’azione si prescrive entro un anno dalla consegna del bene (art. 1495 Cod. civ.). La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o se lo ha occultato.

Per i consumatori – cioè coloro che acquistano da un imprenditore o da un commerciante per esigenze private – il termine è più ampio: ci sono due mesi di tempo per denunciare il vizio, che decorrono sempre dal momento della sua scoperta [2]. Inoltre, i difetti che si manifestano nei primi 6 mesi si presumono già esistenti al momento dell’acquisto, per cui tocca al venditore provare che il prodotto non fosse difettoso.

Merce difettosa: come contestare?

Tutte le contestazioni vanno rivolte al venditore della merce difettosa entro i termini che abbiamo esposto. Per prevenire le possibili eccezioni del venditore sulla tardività della denuncia, o sul suo mancato arrivo, è preferibile inviare la comunicazione con un mezzo avente data certa, come la Pec o la lettera raccomandata.

Dopo aver denunciato al venditore i vizi e i difetti presenti nella merce acquistata, il compratore può, a sua scelta, chiedere la riparazione o la sostituzione del bene (senza costi aggiuntivi) oppure la riduzione del prezzo, in misura proporzionale all’entità del difetto (e conservando il prodotto) o la risoluzione del contratto, così ottenendo il rimborso del prezzo pagato (e restituendo l’oggetto difettoso), fermo restando il diritto al risarcimento del danno.

Denuncia tardiva: conseguenze

Se la denuncia dei vizi non è tempestiva, ma viene fatta solo dopo ripetute richieste di pagamento da parte del venditore, l’acquirente non è più in tempo per agire, anzi può subire l’azione giudiziaria promossa dal venditore per ottenere il saldo dovuto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione [3] ha condannato per “abuso del processo”, e quindi per lite temeraria, un compratore che si era opposto alla domanda di pagamento, lamentando troppo tardi la presenza di vizi della merce acquistata.

In quel caso, la responsabilità processuale aggravata prevista dall’art. 96 Cod. proc. civ. è stata acclarata dal fatto che la richiesta di riduzione del prezzo era stata formulata solo dopo molto tempo dalla consegna della merce, mentre i vizi non erano stati lamentati in occasione dei primi solleciti di pagamento inviati dal venditore. Inoltre, mancava la prova della tempestiva contestazione entro i termini e questo è stato decisivo per dare torto al compratore.

Approfondimenti


note

[1] Art. 130 Codice del consumo.

[2] Art. 132 Codice del consumo.

[3] Cass. ord. n. 5558 del 21.02.2022.


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