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Differenze tra ricarica Postepay e bonifico in banca

23 Febbraio 2022
Differenze tra ricarica Postepay e bonifico in banca

Controlli e accertamenti su trasferimenti di denaro: cosa prevede la legge e quali verifiche può fare il fisco? 

Un nostro lettore, dovendo ricevere dei soldi da un amico lontano e temendo eventuali controlli sul proprio conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate, ci chiede se una ricarica Postepay è come un bonifico fiscale. Potrebbe il fisco, rilevando il movimento sospetto, inviare un accertamento fiscale? La questione è interessante per trattare le eventuali differenze tra ricarica Postepay e bonifico in banca.

Partiamo subito col dire che, in base al testo unico sulle imposte sui redditi, l’Agenzia delle Entrate gode di un’agevolazione sul piano probatorio tutte le volte in cui, sul conto corrente del contribuente – sia esso postale o bancario – confluisce del denaro. In tali casi infatti, se il denaro non dovesse essere “dichiarato” (ossia non viene riportato nella dichiarazione dei redditi) non è il fisco a dover dimostrare che dietro l’accredito vi è un’evasione fiscale, ma il contribuente a dover fornire la prova contraria. Se tale prova non viene fornita, l’ufficio delle imposte – presumendo che l’importo non denunciato sia frutto di redditi in nero – invia un accertamento fiscale. Con l’accertamento fiscale, il contribuente è tenuto a pagare le imposte sulla somma in commento (secondo il proprio scaglione Irpef) e le sanzioni per l’evasione, anche se si tratta di redditi esenti o già tassati alla fonte. 

Detto in parole molto semplici, ogni bonifico ed ogni versamento sul conto corrente, che non sia stato dichiarato, si presume frutto di evasione fiscale salvo prova contraria che deve fornire il cittadino. Il cittadino dovrà cioè dimostrare che si tratta di somme non tassabili (come le donazioni o la vendita di oggetti usati, i prestiti e così via) o che sono state percepite al netto delle tasse perché trattenute alla fonte (come le vincite al gioco)

Detto ciò è chiaro che l’eventuale bonifico in banca può generare dei rischi per chi ne beneficia se questi non ha alcuna intenzione di dichiarare le somme e non possiede una prova scritta per dimostrare che si tratta di redditi non tassabili o già tassati.

Di qui la questione se sia più conveniente una ricarica su una carta prepagata. In verità, chi si chiede, almeno ai fini fiscali, quali siano le differenze tra ricarica Postepay e bonifico in banca resterà deluso: in entrambi i casi infatti siamo in presenza di pagamenti “tracciabili”, come tali soggetti al potenziale controllo da parte del fisco. Controlli che avvengono attraverso le comunicazioni periodiche che le banche e le poste inviano all’Agenzia delle Entrate mediante il flusso di dati che confluisce nella cosiddetta Anagrafe dei conti correnti. Qui vengono registrate tutte le movimentazioni sui conti correnti, sulle carte di credito e di debito, anche quelle prepagate.

Il fatto che la carta prepagata abbia o meno l’Iban non influisce affatto: si tratta comunque di un trasferimento di denaro che lascia una traccia indelebile. 

A nulla varrebbe indicare come causale un’eventuale donazione. La causale è infatti una sorta di auto-dichiarazione che non può certo valere come prova nei confronti del fisco. Bisognerebbe allora munirsi di una scrittura privata, registrandola (ai fini di dotarla di una «data certa», sicché non possa essere retrodatata), in cui le parti attestino la finalità dello scambio di denaro. Finalità che chiaramente non deve essere imponibile (come succederebbe invece in caso di vendita o di erogazione di un servizio professionale). Si potrebbe trattare, come anticipato, di una donazione, con la consapevolezza però che solo le donazioni di modico valore non sono tassabili.

Si tenga comunque conto che il fisco, seppur potrebbe controllare tutti i movimenti sospetti su conti e carte ricaricabili, non sta certo a verificare i piccoli spostamenti di denaro, quelli cioè di poche centinaia di euro (a meno che non siano ciclici).



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1 Commento

  1. Il versamento su Postepay senza iban è possibile solo in contanti se non si ha conto o libretto postale. Quindi sono tutti versamenti sospetti?

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