Diritto e Fisco | Articoli

Problemi di eredità: prova con la donazione o il beneficio d’inventario

31 Agosto 2014
Problemi di eredità: prova con la donazione o il beneficio d’inventario

La donazione piace, ma il beneficio d’inventario è più sicuro.

<< Continua da “Assicurazione sulla vita per assicurare una buona eredità”

La donazione va stipulata per atto pubblico, pena la sua nullità, in presenza di due testimoni, con la sola eccezione di beni mobili di modico valore. Perché sia valida è indispensabile l’accettazione del donatario.

Con la donazione si trasferisce un bene, un diritto (immobili, mobili, aziende, crediti, azioni, ecc.) o si costituisce un diritto (per esempio, l’usufrutto), si assume un’obbligazione oppure si libera da un’obbligazione. I destinatari possono essere sia persone fisiche sia persone giuridiche.

Tra le persone fisiche possono essere destinatari della donazione anche i nascituri: in questo caso l’accettazione sarà resa dal genitore con l’autorizzazione del giudice tutelare. Vale, però, solo per beni già esistenti: non si può fare per i beni futuri, cioè cose che il donante conta di acquistare.

Spesso si fa ricorso alla donazione indiretta, cioè non con atto pubblico.

In pratica, sono atti come la vendita a un prezzo minimo-simbolico, il comodato di una casa o di un’automobile, il pagamento di obbligazioni di un terzo (come per esempio il genitore che paga un debito al proprio figlio).

Eredità con beneficio di inventario

Di questi tempi, non è purtroppo un evento raro quello di ereditare i debiti del defunto.

Quando si accetta l’eredità si diventa eredi e si subentra nella totalità (o in una quota) dei beni, ma anche dei debiti che facevano capo al defunto. E di questi ultimi si risponde con tutti i nostri beni, non solo con quelli ereditati.

Il rischio che ciò accada può indurre a rinunciare all’eredità.

Una via di uscita c’è: si può accettare l’eredità con beneficio di inventario. Una possibilità poco praticata: lo fa solo il 3% di chi ha ricevuto un’eredità. In pratica, bisogna fare un’apposita dichiarazione presso un notaio oppure il cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione (l’ultimo domicilio del defunto), la dichiarazione viene inserita nel registro delle successioni e trascritta nei registri immobiliari del luogo in cui si è aperta la successione, anche nel caso in cui l’eredità non comprenda al suo interno beni immobili.

Prima o dopo tale dichiarazione bisogna fare l’inventario, cioè verificare l’entità e la consistenza del patrimonio ereditario (un elenco dei singoli beni con la relativa descrizione). Questo lavoro lo fa il cancelliere del tribunale o il notaio e vi possono assistere gli eredi del defunto, nonché i suoi creditori.

In questo modo si stabilisce l’effettivo ammontare dei beni del defunto per tenerli separati da quelli dell’erede. L’accettazione con beneficio di inventario ha una serie di conseguenze:

 

1. se l’erede aveva crediti o debiti verso il defunto, li conserva: può farsi pagare come creditore e deve pagare come debitore;

2. l’erede risponde dei debiti ereditari solo con i beni ereditari;

3. i creditori dell’eredità hanno preferenza sui beni ereditari di fronte ai creditori dell’erede.

>> Continua in “Imposta sulle successioni: quanto paghi”


note

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube