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Imposta sulle successioni: quanto paghi

31 Agosto 2014
Imposta sulle successioni: quanto paghi

Eredità: quanto lasci allo Stato al momento in cui deve avvenire la dichiarazione di successione.

 

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Per capire quanto pesano le imposte, quale aliquota e quale franchigia si applica consultate lo schema qui sotto.

L’imposta di successione dipende dai legami di parentela con il defunto e dal valore dell’eredità. L’imposta è dovuta da ogni singolo erede sulla base della quota di eredità percepita, diminuita dell’eventuale franchigia cui hanno singolarmente diritto . L’aliquota è la percentuale da pagare su quanto va oltre la franchigia: si va dal 4 all’8%.

Facciamo un esempio: se un fratello eredita 150 mila euro, dovrà pagare un’imposta del 6% ma solo su 50.000 euro cioè la parte di eredità che eccede la sua franchigia. Per i parenti più stretti, come il coniuge e i figli, sono state stabilite franchigie di non imponibilità più alte, proprio per limitare l’impatto dell’imposta. Nella tabella sono riassunte le aliquote e le franchigie applicabili.

1 | Erede o legatario

Coniuge, genitori, figli e rispettivi ascendenti

e discendenti in linea retta

Franchigia per ogni beneficiario (euro)

1.000.000

Aliquota %

4

2 | Erede o legatario

Fratelli e sorelle

 

Franchigia per ogni beneficiario (euro)

100.000

Aliquota %

6

3 | Erede o legatario

Altri parenti fino al quarto grado, affini in linea

retta, affini in via collaterale fino al terzo grado

Franchigia per ogni beneficiario (euro)

nessuna franchigia

Aliquota %

6

4 | Erede o legatario

Altri soggetti

Franchigia per ogni beneficiario (euro)

Nessuna franchigia

 

Aliquota %

8

Sono parenti coloro che hanno un vincolo di sangue. I parenti in linea retta discendono l’una dall’altra (bisnonno, nonno, padre, ecc. ), mentre quelli in linea collaterale, pur avendo un capostipite comune, non discendono gli uni dagli altri (ad esempio i fratelli e i cugini).

Per i parenti in linea retta si calcolano tanti gradi quante sono le generazioni, escludendo il capostipite. Nonno e nipote sono, ad esempio, parenti di secondo grado: le generazioni sono tre (nonno, padre, figlio), ma escludendo il capostipite (il nonno) si arriva a due, che è il grado di parentela.

Per i parenti collaterali le generazioni si contano salendo da uno dei due soggetti al capostipite (che si esclude dal conteggio) e discendendo da questo fino all’altro soggetto con cui vogliamo stabilire la parentela. Per esempio, tra figli, si sale di due generazioni (figlio e padre) fino al capostipite comune (il padre), poi si scende di una generazione fino all’altro figlio e dal totale di tre gradi se ne toglie uno: i fratelli sono infatti parenti di secondo grado.

Gli affini sono il coniuge e i parenti dell’altro coniuge (cognati, suocero, nuora). Per l’affinità, il grado corrisponde a quello del coniuge con i suoi parenti.

Attenzione, però: l’imposta di successione non esaurisce quanto dovuto allo Stato da chi eredita uno o più immobili. Infatti, a prescindere che l’erede debba o meno versare l’imposta di successione sulla sua quota ereditaria, in presenza di immobili lo Stato pretende anche il versamento delle imposte ipotecaria e catastale.

Per permettere ai propri eredi di pagare meno tasse al momento della successione bisogna essere ben consigliati. Sugli immobili in particolare bisogna andare cauti: consigliare donazioni o acquisti di immobili intestati agli eredi potrebbe, in alcuni casi, comportare un maggior esborso fiscale durante tutto il periodo di possesso del bene, che non compensa il risparmio che si avrebbe poi in sede di successione.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. in presenza di un minore al momento della morte di un genitore proprietario di un magazzino locato l’affitto come va diviso avendo gli altri due figli rinunciato all’eredità? Conviene estinguere il contratto a nome del decuis o mantenerlo?
    garzie

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