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Accesso al progetto e alle autorizzazioni ai lavori: ultime sentenze

23 Febbraio 2022
Accesso al progetto e alle autorizzazioni ai lavori: ultime sentenze

Diritto di accesso contro privacy da parte del vicino di casa: il diritto di vedere i documenti depositati in Comune dal titolare dell’immobile. 

La vicinitas è sufficiente ai fini dell’accesso al permesso di costruire

Già con la l. n. 1142 del 1950, l’art. 31, comma 9, stabiliva che chiunque può prendere visione presso gli uffici comunali, della licenza edilizia e dei relativi atti di progetto così riconoscendosi una posizione qualificata e differenziata in favore dei proprietari di immobili siti nella zona in cui la costruzione è permessa a coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con la stessa. Parallelamente, oggi, l’art. 20, comma 6, t.u. n. 380 del 2001 assicura a qualsiasi soggetto interessato (termine da intendersi non come sinonimo di azione popolare, ma con riferimento ai proprietari di immobili siti nella zona in cui la costruzione è permessa e a coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con essa) la possibilità di visionare gli atti del procedimento di rilascio di un permesso di costruire, in ragione del controllo diffuso sull’attività edilizia, che il legislatore ha inteso garantire ed atteso che in “subiecta” materia non può essere affermata l’esistenza di un diritto alla riservatezza in capo ai controinteressati, sicché nel caso di specie non trova applicazione la norma dell’art. 3 d.P.R. n. 184 del 2006.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 01/03/2017, n.1183

Accesso ai documenti amministrativi, privacy e diritto d’accesso

Sussistono i presupposti per l’applicazione dell’art. 24, comma 7, l. n. 241 del 1990 nel caso di istanza di accesso presentata dal comproprietario di un lotto di terreno attiguo a quelli di proprietà del controinteressato al fine di verificare la presenza di eventuali abusi edilizi o altre similari evenienze che possano ledere la sua proprietà, considerato che, in subiecta materia, non può essere affermata l’esistenza di un diritto alla riservatezza in capo ai controinteressati, fatta salva la verifica della non manifesta inutilità della visione degli atti oggetto della richiesta di accesso [1].

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 07/11/2014, n.923

L’art. 31 comma 9, l. 17 agosto 1942, n. 1150, nella parte in cui stabilisce che chiunque può prendere visione presso gli uffici comunali, della licenza edilizia e dei relativi atti di progetto e ricorrere contro il rilascio della licenza edilizia in quanto in contrasto con le disposizioni di leggi o dei regolamenti o con le prescrizioni di piano regolatore generale e dei piani particolareggiati di esecuzione, non ha inteso introdurre una forma di azione popolare, ma al contrario riconoscere una posizione qualificata e differenziata solo in favore dei proprietari di immobili siti nella zona in cui la costruzione è permessa e a coloro che si trovano in una situazione di stabile collegamento con la stessa; di conseguenza, è legittimato a impugnare la concessione edilizia ad altri rilasciata chi, lamentando la lesione dell’interesse a godere della veduta, dimostri la titolarità di una costruzione in area limitrofa a quella di esecuzione dei lavori, anche se non abbia fornito la prova che questi ultimi abbiano cagionato un danno, costituendo questa una questione di merito irrilevante sulla condizione dell’azione.

Consiglio di Stato sez. IV, 08/07/2013, n.3596

Secondo l’art. 31, l. 17 agosto 1942 n. 1150, come modificato dall’art. 10, l. 6 agosto 1967 n. 765, è possibile per chiunque prendere visione presso gli uffici comunali delle concessioni edilizie e dei relativi atti di progetto e ricorrere contro il rilascio delle stesse ove in contrasto con le disposizioni di legge o dei regolamenti o con le prescrizioni di P.R.G. e dei piani particolareggiati di esecuzione; il che comporta, evidentemente, anche il diritto all’accesso agli atti di collaudo a valle.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 23/10/2012, n.4200

L’art. 31 l. 17 agosto 1942 n. 1150, come sostituito dall’art. 10 l. 6 agosto 1967 n. 765, che riconosce a “chiunque” la possibilità di prendere visione presso gli uffici comunali della licenza edilizia e dei relativi atti di progetto nonché di ricorrere contro il rilascio del titolo abilitativo in quanto in contrasto con le disposizioni di legge o di regolamento o con le previsioni di p.r.g. e dei piani particolareggiati di esecuzione, va interpretato nel senso di riconoscere a qualsiasi soggetto abitante nella medesima zona il diritto di accesso ai titoli abilitativi rilasciati in materia edilizia, riconoscendo in tali ipotesi la sussistenza di un interesse personale e concreto per la tutela di situazioni giuridiche rilevanti, ancorché la disposizione non sia stata riprodotta nel Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (d.P.R.6 giugno 2001 n. 380).

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 17/09/2009, n.2121

Il proprietario di un terreno confinante con un’area oggetto di interventi edilizi ha il diritto di accedere ai corrispondenti documenti amministrativi al fine di conoscere gli estremi dei provvedimenti abilitativi per l’esecuzione delle opere, sia ai sensi dell’art. 25, l. 7 agosto 1990 n. 241 sia ai sensi dell’art. 31, l. 6 agosto 1967 n. 765, che proprio tutelando l’interesse del terzo, prevede la possibilità per «chiunque» di prendere visione presso gli uffici comunali della concessione edilizia e dei relativi atti di progetto e di ricorrere contro il rilascio della concessione edilizia stessa in quanto in contrasto con le disposizioni di legge o dei regolamenti o con le prescrizioni di piano regolatore generale e dei piani particolareggiati di esecuzione.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 15/04/2009, n.1465

Il proprietario di un terreno confinante con un’area oggetto di interventi edilizi ha il diritto di accedere ai corrispondenti documenti amministrativi al fine di conoscere gli estremi dei provvedimenti abilitativi per l’esecuzione delle opere, sia ai sensi dell’art. 25, l. 7 agosto 1990 n. 241 sia ai sensi dell’art. 31, l. 6 agosto 1967 n. 765, che proprio tutelando l’interesse del terzo, prevede la possibilità per « chiunque » di prendere visione presso gli uffici comunali della concessione edilizia e dei relativi atti di progetto e di ricorrere contro il rilascio della concessione edilizia stessa in quanto in contrasto con le disposizioni di legge o dei regolamenti o con le prescrizioni di piano regolatore generale e dei piani particolareggiati di esecuzione.

Cfr. Tar Puglia, Lecce, sez. III, 25 marzo 2004 n. 2161, in questa Rivista Tar 2004, 823; Tar Lazio, Latina, 11 dicembre 2007 n. 1567, in questa Rivista Tar 2007, 12, 3857.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 05/09/2008, n.10048

Diritti del proprietario confinante

Il proprietario di un terreno confinante con un’area oggetto di interventi edilizi, in mancanza di apposito cartello di cantiere contenente gli estremi del permesso di costruire, ha il diritto di accedere ai documenti amministrativi al fine di conoscere gli estremi dei provvedimenti abilitativi per l’esecuzione delle opere; ciò sia ai sensi dell’art. 25, l. 7 agosto 1990 n. 241 sia ai sensi dell’art. 31, l. 17 agosto 1942 n. 1150, come modificato dall’art. 10, l. 6 agosto 1967 n. 765, che, tutelando l’interesse del terzo eventualmente leso dal rilascio di una concessione edilizia, prevede la possibilità per chiunque di prendere visione presso gli uffici comunali, della concessione edilizia e dei relativi atti di progetto, e di ricorrere contro il rilascio della concessione edilizia in quanto in contrasto con le disposizioni di legge o dei regolamenti o con le prescrizioni di piano regolatore generale e dei piani particolareggiati di esecuzione.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 11/12/2007, n.1567


note

[1] La decisione, in tal senso, si inserisce nel solco dell’orientamento giurisprudenziale che, in più occasioni, ha evidenziato come al proprietario del fondo vicino a quello interessato da nuove opere spetti il diritto di accesso a tutti gli atti abilitativi edilizi quando si faccia valere “l’interesse ad accertare il rispetto delle previsioni urbanistiche”, trattandosi di posizione qualificata e differenziata, e “non meramente emulativa o preordinata ad un controllo generalizzato dell’azione amministrativa” (così, ex multis, T.A.R. Veneto, Sez. II, 13 ottobre 2011 n. 1566, in Foro amm.-T.A.R., 2011, 10, 3082, e Cons. Stato, Sez. V, 14 maggio 2010 n. 2966, in Foro amm.-C.d.S., 2010, 5, 1044).

Di più, l’accesso è funzionale alla difesa del ricorrente in sede di giudizio avente ad oggetto l’accertamento delle contestate violazioni della convenzione di lottizzazione, nonché la richiesta di risarcimento dei danni conseguenti. Dunque, sussistono i presupposti perché l’accesso sia garantito ex art. 24, comma 7, della l. n. 241/1990, mentre è insussistente qualsiasi esigenza di riservatezza in capo ai controinteressati. Ciò non solo perché, nel contemperamento di interessi, quest’ultima è recessiva, atteso che la conoscenza dei documenti è necessaria per curare e difendere i propri interessi giuridici, ma anche perché l’accesso non implica la conoscenza di dati sensibili, essendo funzionale a verificare l’esistenza di abusi edilizi che possano ledere la proprietà dell’istante.

In linea con l’orientamento giurisprudenziale prevalente nel leggere ed interpretare le disposizioni vigenti (tra esse, ad esempio, Cons. Stato, Sez. VI, 20 novembre 2013 n. 5515, in Dir. e giust., 2 dicembre 2013), il T.A.R. ha così accolto il ricorso, non senza un’ultima notazione. Non è scontato, precisa il T.A.R., che i documenti oggetto di richiesta di accesso siano effettivamente utili al ricorrente nell’ambito del giudizio pendente. L’amministrazione — e poi il giudice — non è, infatti, tenuta a verificare l’effettiva utilità dei documenti in vista della difesa delle ragioni dell’istante né, tanto meno, la strategia difensiva dallo stesso articolata, ma solo la non manifesta inutilità della visione degli atti stessi. Non diversamente dal caso che precede (T.A.R. Puglia, Bari, Sez. III, 19 dicembre 2014 n. 1603), dunque, il giudice amministrativo ricalca l’orientamento (tra cui, ad esempio, Cons. Stato, Sez. IV, 3 settembre 2014 n. 4493, in Dir. e giust., 20 ottobre 2014) per cui l’amministrazione prima, e il giudice dell’accesso dopo, non possono che compiere una valutazione in astratto della necessità difensiva evidenziata dall’istante e della pertinenza del documento, non potendo giungere sino a sindacare la concreta utilità della documentazione ai fini della vittoriosa conclusione di quel giudizio.


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