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Quanto costa revisionare un processo?

26 Luglio 2022 | Autore:
Quanto costa revisionare un processo?

Revisione penale della sentenza di condanna: a quanto ammonta la parcella dell’avvocato per chiedere di rivedere una decisione ingiusta?

Tutti possono sbagliare; il problema è che, quando a farlo sono i magistrati, la vittima dell’errore potrebbe subire conseguenze serissime, a volte irreparabili. È il caso del giudice che condanna un innocente per un reato che non ha commesso. In casi del genere, la legge mette a disposizione un rimedio eccezionale che consente a chi ha subito un torto di poter riparare all’errore commesso dal giudice. Con questo articolo ci concentreremo su un particolare aspetto: vedremo cioè quanto costa revisionare un processo.

La revisione è proprio lo strumento che permette alla vittima dell’errore giudiziario di essere riconosciuto innocente alla luce di nuovi fatti emersi successivamente alla sentenza di condanna. A seguito della revisione del processo, si ha diritto anche a una somma di denaro a titolo di riparazione dell’errore giudiziario subito. Ma quanto costa tutta questa procedura? In altre parole, quanto costa revisionare un processo? Scopriamolo insieme.

Revisione del processo penale: cos’è?

La revisione nel processo penale è la procedura prevista dalla legge per rimediare agli errori giudiziari. In buona sostanza, la revisione serve a rivedere un processo terminato con la condanna di un innocente.

Revisione: quando si può fare?

La legge stabilisce limiti molto chiari alla possibilità di procedere a revisione di una condanna penale.

Innanzitutto, la procedura è destinata a rivedere solamente le sentenze di condanna definitive, cioè quelle contro cui non è più possibile fare appello o ricorso in Cassazione.

Può essere soggetta a revisione qualsiasi tipo di condanna, anche quella avvenuta mediante decreto penale, per patteggiamento o a seguito di rito abbreviato.

La revisione della condanna definitiva è possibile solamente se:

  • i fatti contenuti nella sentenza sono incompatibili con quelli stabiliti in un’altra sentenza penale irrevocabile. Ad esempio, Tizio viene condannato per lo stesso furto per cui è già stato condannato, quale autore esclusivo, un’altra persona;
  • la sentenza ha ritenuto la sussistenza del reato in conseguenza di una sentenza del giudice civile o amministrativo, successivamente revocata, che abbia deciso su una questione pregiudiziale. Ad esempio, Tizio viene condannato per invasione di terreni perché il giudice civile non gli ha riconosciuto l’usucapione; successivamente, la sentenza del giudice civile viene revocata e l’usucapione riconosciuta, facendo così cadere anche il reato di invasione;
  • dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto. Si pensi alla deposizione fondamentale di un testimone che si credeva scomparso e che, perciò, non era stato inizialmente sentito, oppure al rinvenimento di un documento che prova in maniera inconfutabile l’innocenza del condannato;
  • è dimostrato che la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato. È il classico caso del testimone spergiuro, cioè del testimone che ha dichiarato il falso e che è stato riconosciuto colpevole di falsa testimonianza, oppure del giudice corrotto [1].

Revisione penale: chi può chiederla?

Secondo la legge, la revisione di una sentenza di condanna può essere chiesta non solo dal condannato, ma anche da un suo prossimo congiunto, come ad esempio il coniuge o il figlio. Se il condannato è nel frattempo deceduto, la richiesta potrà essere fatta anche da uno degli eredi, così da riscattare l’onorabilità del defunto.

La richiesta di revisione può essere presentata anche personalmente dal condannato [2], senza l’assistenza di un avvocato, il quale però si rende necessario successivamente, se l’istanza viene accolta e bisognerà celebrare il processo.

Revisione penale: da cosa dipende il costo?

Veniamo ora al punto principale dell’articolo. Quanto costa revisionare un processo? Dipende dalle circostanze e, soprattutto, dal fatto che la richiesta di revisione venga ritenuta ammissibile o meno. Ma procediamo con ordine.

Come anticipato, la semplice richiesta di revisione può essere presentata personalmente dal condannato o da un suo congiunto, mediante deposito presso la cancelleria della Corte d’appello, che è il giudice competente per la procedura.

Se la richiesta di revisione è giudicata ammissibile, il presidente fissa l’udienza e il giudizio si svolgerà come un processo ordinario, con la conseguente necessità di designare un avvocato.

La nomina di un avvocato è inutile solamente se l’istanza di revisione presentata personalmente dal condannato viene respinta dalla Corte d’appello perché inammissibile.

Si pensi, ad esempio, al condannato che chiede la revisione del processo sulla base di un documento inutile; in questo caso, il giudice riterrà del tutto inammissibile la richiesta, senza fissare alcuna udienza.

In questa ipotesi, peraltro, la legge stabilisce che il giudice che rigetta l’istanza può anche condannare il richiedente al pagamento di una somma da 258 a 2.065 euro.

Insomma, nel caso in cui l’istanza di revisione sia depositata personalmente, le possibilità sono due:

  • la Corte ritiene inammissibile la richiesta, con possibilità di condannare l’istante al pagamento di una multa;
  • la Corte ritiene ammissibile la richiesta e fissa l’udienza. In questo caso, sarà necessario nominare un avvocato che segua il processo.

Revisione penale: quanto costa l’avvocato?

Nominare un avvocato significa dovergli pagare la parcella. Ogni avvocato è libero di concordare il proprio onorario con il suo cliente; non è quindi possibile stabilire un costo fisso per poter far fronte alla revisione della condanna assistiti da un avvocato.

In linea di massima, però, volendo applicare i parametri forensi stabiliti dalla legge, considerando che si tratta di procedura straordinaria che si svolge davanti alla Corte d’appello, è difficile ipotizzare un compenso inferiore a 3mila euro, che può arrivare anche a 5mila euro nei casi più difficili (ad  esempio, quando bisogna ripetere l’istruttoria).

Si ricordi, però, che è sempre possibile accedere al gratuito patrocinio. Per la precisione, il condannato che ha un reddito non superiore a 11.746,68 può accedere al patrocinio a spese dello Stato. Ciò significa che è lo Stato a pagare la parcella dell’avvocato.

Il limite di reddito appena visto (11.746,68 euro) è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare eventualmente convivente con l’interessato.

Revisione processo penale: quanto costa?

In sintesi, possiamo dire che revisionare un processo:

  • non costa nulla, se il condannato ha presentato personalmente l’istanza di revisione e questa è stata dichiarata inammissibile (senza condanna al pagamento di una sanzione), oppure se ha nominato un avvocato avvalendosi del gratuito patrocinio;
  • costa almeno 3mila euro se il condannato non ha i requisiti per beneficiare del patrocinio a spese dello Stato e occorre nominare un avvocato che segua il processo;
  • costa da 258 a 2.065 euro, se la Corte d’Appello ha rigettato l’istanza presentata personalmente e ha deciso anche di sanzionare il richiedente con una multa.

note

[1] Art. 630 cod. proc. pen.

[2] Art. 633 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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