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Articolo 82 Costituzione: spiegazione e commento

27 Febbraio 2022
Articolo 82 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 82 sulla possibilità di nominare delle commissioni parlamentari di inchiesta allo scopo di indagare su determinati fatti.

Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

A tale scopo nomina fra i propri componenti una Commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

I lati oscuri dell’Italia su cui la Costituzione autorizza a indagare

Ogni Paese ha il suo lato buio e l’Italia non fa eccezione. Zone d’ombra su fatti che, come dice l’articolo 82 della Costituzione, sono di interesse pubblico e sulle quali, pertanto, si deve fare luce. A tale scopo, la Carta costituzionale consente al Parlamento di creare delle commissioni d’inchiesta incaricate di indagare su determinati fatti per poi riferire in Aula.

Innumerabili le commissioni parlamentari d’inchiesta dalla nascita della Repubblica. L’elenco sarebbe lunghissimo ma se ne possono citare alcune, come quelle nate già dalla prima legislatura: nell’immediato dopoguerra, le Camere decisero di indagare sulla disoccupazione e sulla miseria. Subito dopo fu il turno delle condizioni dei lavoratori, sulla cosiddetta «anonima banchieri», sulla costruzione dell’aeroporto di Fiumicino. Per arrivare, addirittura nella terza legislatura ad indagare sulla mafia siciliana.

Alcune di queste commissioni, nel corso degli anni, sono state istituite per tentare di fare chiarezza su episodi disastrosi come quelli del Vajont del 1963, della fuga di materiali tossici all’Icmesa di Seveso nel 1976, sulla morte della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e del suo collega operatore  Miran Hrovatin in Somalia nel 1994, della tragedia della funivia del Cermis del 1998, fino alla più recente commissione d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni in Egitto. Altre sono legate a fatti di terrorismo e di mafia, come le commissioni incaricate di indagare sulla strage di via Fani, il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro o sugli omicidi di Cosa Nostra e della criminalità organizzata in generale. Fino agli scandali o alle cose che non quadrano più di tanto nella Pubblica Amministrazione, dalle commissioni di inchiesta sull’Inps, sulla sanità, sulla gestione dei rifiuti.

L’elenco dei lati oscuri dell’Italia finiti nel mirino delle commissioni è talmente lungo che ogni tanto ci si chiede se ci sia un lato illuminato da una qualche luce.

Come funzionano e cosa fanno le commissioni d’inchiesta

Le commissioni parlamentari d’inchiesta che l’articolo 82 della Costituzione chiede alle Camere di nominare per indagare su materie di interesse pubblico sono composte da deputati e senatori scelti dalla Presidenza dalla loro Camera di riferimento su delega dell’Assemblea e sulla base proporzionale della rappresentanza dei partiti. Possono essere monocamerali o bicamerali. Hanno il compito di raccogliere delle informazioni utili sulla materia per la quale sono state create. Hanno, quindi, funzione ispettiva e godono di piena autonomia: le Camere non possono né interferire nel loro lavoro né tantomeno nominare delle commissioni parallele per effettuare altre inchieste.

Come prevede la Costituzione, le commissioni d’inchiesta hanno gli stessi poteri e le medesime limitazioni dell’autorità giudiziaria nella fase istruttoria, sia a livello civile che a livello penale o amministrativo. Ciò significa che possono procedere a convocare e interrogare testimoni, richiedere documenti, disporre delle perquisizioni domiciliari e personali, prescrivere delle perizie, sequestri e intercettazioni. In altre parole, possono eseguire ogni azione volta ad approfondire la conoscenza dei fatti oggetto della loro indagine.

Naturalmente, deve essere garantito alle persone chiamate in causa il diritto alla difesa, al contraddittorio e alle regole previste per il giusto processo.

Ogni materiale raccolto dalle commissioni di inchiesta deve essere coperto dal segreto (professionale, d’ufficio o di Stato).

Le altre forme per fare luce sui lati oscuri dell’Italia

Occorre fare attenzione: l’articolo 82 della Costituzione autorizza le Camere di «disporre inchieste», il che non significa il solo fatto di nominare delle commissioni parlamentari d’inchiesta ma anche di consentire ai rappresentanti del popolo di ottenere delle informazioni su certi fatti in maniera diversa.

I regolamenti parlamentari prevedono anche:

  • l’interrogazione parlamentare, cioè la domanda rivolta per iscritto da un deputato o da un senatore al Governo o a un ministro su una determinata situazione;
  • l’interpellanza, che consiste in una domanda scritta posta da un parlamentare sempre al Governo o a un ministro su una determinata condotta politica tenuta rispetto ad una certa questione;
  • la mozione, presentata da singoli parlamentari o da gruppi parlamentari con cui si invita una Camera a deliberare su un argomento già trattato in una precedente interpellanza sul quale, però, non è stata ottenuta la risposta desiderata. Nel caso in cui l’interpellanza non sia stata discussa, la mozione può essere presentata su richiesta di almeno dieci deputati, otto senatori o un presidente di gruppo;
  • la risoluzione, vale a dire l’istanza di una commissione al Governo per chiudere un dibattito su una mozione o su una comunicazione dell’Esecutivo.


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