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Cosa succede se non si pagano le rate del telefono?

24 Febbraio 2022
Cosa succede se non si pagano le rate del telefono?

Smartphone a rate: recupero credito ed effetti sulla utenza per chi non paga la finanziaria o la compagnia del telefono.

I prezzi degli smartphone sono sempre più alti, ma nonostante ciò si vendono sempre con facilità. La corsa all’ultimo modello sembra non conoscere crisi. La gente è disposta a indebitarsi, firmando finanziamenti e cambiali. Ma cosa succede se non si pagano le rate del telefono? Tutto dipende chiaramente dal tipo di contratto che si è sottoscritto ma, in linea generale, trattandosi di un illecito civile, è possibile dare alcune risposte valevoli sempre. 

Si tenga comunque conto, prima di affrontare l’argomento, che una cosa è il mancato pagamento delle rate del cellulare, un’altra invece quello della bolletta mensile. Solo nel secondo caso, infatti, può essere sospesa l’utenza. Ma procediamo con ordine.

Come si compra un telefono a rate?

Prima di stabilire cosa succede se non si pagano le rate del telefono è bene comprendere dinanzi a quale tipo di contratto ci si trova. 

Ci sono tre diversi modi per comprare uno smartphone a rate. Il primo e più frequente è quello di chi si affida allo stesso negoziante che, il più delle volte, è una catena di elettronica. Con quest’ultimo sono spesso affiliate delle società di finanziamento. In tal caso, è il rivenditore a suggerire al cliente la propria finanziaria e a consegnargli i moduli per la sottoscrizione del contratto. In un’unica soluzione, così, l’acquirente – seppur stipulando due contratti tra loro diversi – compra il cellulare e accetta il finanziamento, ossia conclude una compravendita e un mutuo.

Il secondo modo per comprare uno smartphone a rate è quello di chiedere un finanziamento a una società scelta autonomamente, al di fuori dal negozio. 

La differenza tra queste due soluzioni è importante. Se nel primo caso, l’eventuale nullità del contratto o inadempimento del venditore si riflette anche sul contratto di finanziamento, sicché l’acquirente che non abbia ottenuto ciò che gli era stato promesso non dovrà più pagare le rate concordate con la finanziaria (si pensi alla consegna di un cellulare non funzionante o per il quale non venga assicurata la garanzia), nel secondo caso invece ciò non è possibile, sicché l’acquirente dovrà prima agire contro il negoziante per farsi risarcire e poi, con tali somme, chiudere il rapporto con la finanziaria (che resta autonomo dal contratto di compravendita concluso con il rivenditore).

Il terzo modo per comprare un telefono a rate è quello che oggi è più frequente. Si sottoscrive un contratto con la stessa compagnia del telefono la quale, a fronte dell’attivazione di una scheda con pagamento mensile, offre un prezzo scontato del cellulare; prezzo che viene poi caricato mensilmente sulle bollette e spalmato nel tempo, secondo un piano di ammortamento (di solito pari a due anni).

In questo caso, il contratto è unico.

Cosa succede se non si pagano le rate del cellulare?

Nelle prime due ipotesi di acquisto dello smartphone a rate, l’inadempimento all’obbligazione contrattuale non determina alcuna ripercussione sul contratto tra operatore e utente, il quale non subirà una disattivazione della linea e potrà continuare a telefonare o a navigare su Internet.

Trattandosi però di un illecito civile, la società finanziaria che non ha ricevuto il pagamento proverà un recupero stragiudiziale delle somme. «Stragiudiziale» significa senza ricorrere al giudice, attraverso lettere di diffida e telefonate di call center. Lo farà, di solito, a partire dalla seconda rata non pagata, anche se nulla esclude che possa attendere più tempo. Se il recupero stragiudiziale non dovesse sortire effetti, è potere della finanziaria chiedere al giudice un decreto ingiuntivo contro il debitore e, dopo averglielo notificato e atteso 40 giorni di tempo per il pagamento, avviare eventualmente il pignoramento dei beni. Se il soggetto è nullatenente, l’azione esecutiva non potrà avere altri strascichi o conseguenze, né essere intentata contro eventuali conviventi (come, ad esempio, i genitori).

Il contratto di finanziamento di solito prevede che, quando l’inadempimento si protrae per più rate (il numero viene fissato dal contratto e può variare da società a società), il creditore può recedere dagli accordi di pagamento rateale e chiedere il versamento di tutta la somma in un’unica soluzione. Questa opzione viene detta «risoluzione unilaterale del contratto» che consegue al grave inadempimento della parte debitrice. Questo significa che la finanziaria potrà esigere il versamento di tutto il debito in una sola volta. 

La società finanziaria può procedere al recupero del proprio credito già dopo il ritardo nel pagamento di una singola rata. La legge le dà tuttavia dieci anni per agire: tale infatti è il termine di prescrizione per l’inadempimento contrattuale. Dieci anni che si calcolano dall’ultima rata o, se il contratto viene sciolto prima, da quel momento. 

Diversa è infine l’ipotesi in cui il pagamento a rate sia avvenuto presso la stessa compagnia telefonica che ha attivato la scheda. Questa potrebbe anche sospendere l’utenza visto che le rate vengono inserite nella bolletta. Ciò però non toglie che l’utente possa comunque attivare un contratto con un differente operatore.

Cosa si rischia se non si paga il telefono?

Se non si paga la finanziaria, come anticipato, questa avvierà prima le azioni stragiudiziali (di solito avvalendosi di società di recupero credito tramite call center) ed eventualmente le azioni giudiziali (il decreto ingiuntivo). In realtà, quando si tratta di importi modesti – specie per chi ha già pagato molte rate – l’azione giudiziale e quella esecutiva sono improbabili ed è possibile che il creditore, dopo svariati tentativi, specie dinanzi a un soggetto insolvente, abbandoni le proprie attività di recupero. 

Il debitore che non ha pagato la finanziaria viene segnalato alla Crif e alla Centrale Rischi interbancaria come “cattivo pagatore”. Tale effetto non scatta quando invece l’acquisto a rate non avviene tramite la società finanziaria ma presso la compagnia telefonica. 

Si tenga comunque conto che, di recente, il Garante della Privacy ha istituito una «banca dati relativa alla morosità intenzionale della clientela del settore telefonico” nota come S.I.Mo.I.Tel. Si tratta di una lista, consultabile dai gestori telefonici, nella quale compaiono tutti coloro che non hanno pagato le bollette del telefono fisso o mobile. Non vi rientrano però i mancati pagamenti delle finanziarie. 



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