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Appalto: garanzia e responsabilità verso il committente

14 Agosto 2015
Appalto: garanzia e responsabilità verso il committente

Garanzia per vizi e difformità dell’opera, lavori non a regola d’arte, ritardo nell’esecuzione dei lavori o nella consegna dell’opera, risarcimento del danno.

In tema di appalto, chi assume l’obbligo di eseguire un lavoro è tenuto a fornire, al committente, la garanzia per vizi e difformità dell’opera, per come previsto dal codice civile [1], a condizione che il committente, a pena di decadenza, denunci le suddette difformità o vizi entro 60 giorni dalla scoperta e la causa venga intrapresa non oltre due anni dalla consegna dell’opera.

La garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l’opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purché in questo caso, non siano stati in malafede taciuti dall’appaltatore.

Il committente può chiedere che le difformità o i vizi siano eliminati a spese dell’appaltatore, oppure che il prezzo sia proporzionalmente diminuito, salvo il risarcimento del danno nel caso di colpa dell’appaltatore.

Se però le difformità o i vizi sono tali da rendere l’opera del tutto inadatta alla sua destinazione, il committente può chiedere la risoluzione del contratto.

Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, la garanzia non è più di due anni, ma di dieci. Prescrive infatti il codice [2] che se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, presenti in tutto o in parte delle rovine, oppure presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei successivi acquirenti del bene. In tal caso, la denuncia deve essere fatta non più entro 60 giorni ma entro 1 anno dalla scoperta (che, di norma, viene fatto coincidere con il rilascio di una consulenza tecnica tale da mettere al corrente il committente delle cause dei vizi).

Con una recente e importante sentenza [3], la Cassazione ha chiarito però un principio importante: tutta la suddetta normativa, prevista dal codice civile, scatta unicamente quando l’appaltatore, nell’intervenuto completamento dei lavori, consegni alla controparte un’opera realizzata nel mancato rispetto dei patti o non a regola d’arte.

Al contrario, nel caso di non integrale esecuzione dei lavori o di ritardo o rifiuto della consegna del risultato, nei confronti dell’appaltatore opera solo la disciplina generale sulla responsabilità per inadempimento contrattuale ossia:

risarcimento del danno

– e, nei soli casi più gravi di inadempimento, anche la risoluzione del contratto.


note

[1] Art. 1667 cod. civ.

[2] Art. 1669 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 6284 del 27.03.2015.

Autore immagine: 123rf com


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