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Esenzione dall’obbligo vaccinale: chi decide?

12 Marzo 2022
Esenzione dall’obbligo vaccinale: chi decide?

Sono ultracinquantenne, lavoro come docente e sono paziente oncologica, in cura in una struttura del nord Italia, ove mi reco per le visite di controllo periodiche. Non sono vaccinata per il Covid 19, per scelta personale. Il recente DL del 7 gennaio 2022 n. 1 mi impone l’obbligo vaccinale  per età, professione e per gli spostamenti fuori regione con mezzi di linea. Posso ottenere un differimento o un’esenzione dalla vaccinazione per Covid 19 che non dipenda dalla discrezionalità del medico di base o dal medico vaccinatore?

Con Circolare del 04 agosto 2021, il ministero della Salute ha chiarito che le decisioni in materia di esenzione dalla somministrazione del vaccino Covid 19 spettano al medico, vaccinatore o di base che ha aderito alla campagna vaccinale, che rilascia l’esenzione, appunto, “«nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate», e che non deve scrivere la “motivazione clinica dell’esenzione” sul documento che la certifica.

Secondo quanto si legge nella circolare di agosto, si parla di “controindicazione”, quando ci si trova di fronte a una «condizione nel ricevente che aumenta il rischio di gravi reazioni avverse”. La vaccinazione, quindi, non va somministrata perché “il rischio delle reazioni avverse è maggiore dei vantaggi indotti dalla vaccinazione».

La valutazione non vale inoltre per tutti i vaccini, ma va fatta in relazione “allo specifico tipo di vaccino che si intende somministrare».

Diverso è invece il caso di una “precauzione”, cioè una «condizione nel ricevente che può aumentare il rischio di gravi reazioni avverse o che può compromettere la capacità del vaccino di indurre un’adeguata risposta immunitaria». In questo caso, si legge nella circolare, «può essere necessario approfondire il singolo caso valutando il rapporto beneficio/rischio». La maggior parte delle persone che presentano una “precauzione”, in genere, può essere vaccinata, ma è bene una consultazione con il medico curante o con uno specialista.

A specificare ancora meglio, dopo la circolare, i casi in cui è prevista l’esenzione e soprattutto quelli in cui non è prevista, è stata la Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (SIMG), attraverso un vademecum che fornisce indicazioni precise, derivanti dalla circolare del Ministero della Salute proprio sul certificato di esenzione alla vaccinazione.

Le cause più comuni di esenzione sono quelle condizioni per le quali è preferibile posticipare la vaccinazione. Esse non rappresentano né controindicazione né precauzione, ma una opportunità considerando la protezione già garantita dalla recente infezione o i rischi di possibile trasmissione dei soggetti in quarantena o con sintomatologia compatibile con Covid-19:

  1. paziente di recente affetto da infezione asintomatica o malattia accertata da SARS-CoV-2 laddove non siano trascorsi almeno tre mesi dal primo tampone positivo;
  2. paziente con malattia di Covid-19 recente che abbia ricevuto terapia con anticorpi monoclonali laddove non siano trascorsi almeno tre mesi dal trattamento;
  3. soggetto in quarantena per contatto stretto fino al termine del periodo di isolamento;
  4. soggetto con sintomi sospetti di Covid-19 fino al risultato del tampone;
  5. paziente con malattia acuta severa non differibile (ad esempio: evento cardiovascolare acuto, epatite acuta, nefrite acuta, stato settico o grave infezione di qualunque organo/tessuto, condizione chirurgica maggiore)

Queste condizioni non necessitano di alcuna certificazione di esenzione. I primi due casi hanno diritto al green pass di guarigione valido 6 mesi, mentre la valutazione della opportunità di vaccinazione per gli altri casi avverrà rispettivamente alla fine della quarantena o successivamente al termine del percorso diagnostico.

Controindicazione specifica nei confronti di uno o più dei vaccini attualmente utilizzati in Italia è l’ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti ed in particolare:

  • il polietilene-glicole-2000 PEG contenuto nel vaccino Comirnaty- (Pfizer-Biontech);
  • il metossipolietilene-glicole-2000 (PEG2000 DMG) (I PEG sono un gruppo di allergeni noti che comunemente si trovano in farmaci, prodotti per la casa e cosmetici);
  • la trometamina (componente di mezzi di contrasto radiografico e di alcuni farmaci somministrabili per via orale e parenterale) contenuta nel vaccino Spikevax (Moderna).

Quanto sopra rappresenta dunque l’attuale disciplina e le linee guida alle quali i medici vaccinatori devono attenersi nella valutazione delle esenzioni, che pertanto vengono o meno concesse a discrezione del sanitario.

Con ordinanza del 09 gennaio 2022 il ministro Speranza ha derogato all’obbligo di super green pass nei trasporti da e per le isole minori per motivi di studio e salute, ma riguardando il provvedimento esclusivamente le “isole minori”, Sicilia e Sardegna ne restano escluse.

Posto dunque che non vi sono norme di legge o circolari che derogano alle predette previsioni, sia con riguardo agli spostamenti da e per le isole maggiori, né in ragione di comprovati motivi di salute, l’unico modo per poter avere risposta sul punto sarebbe promuovere azione giudiziaria nei confronti dello Stato, avverso il D.L. n. 1 del 07 gennaio 2022, sollevando questione di legittimità costituzionale rispetto al dettato delle norme in esso contenute che impongono l’obbligo vaccinale, per contrasto con l’art. 32 Cost..

Ovviamente si tratta di un iter molto lungo e dall’esito incerto, che nel caso di specie non risolve il problema di trovare una soluzione celere ed efficace in relazione all’accesso al luogo di lavoro ed alle strutture sanitarie fuori Regione presso le quali deve ricevere cure.

L’unica soluzione, dunque, effettivamente utile e tempestiva per Lei sarebbe al momento quella di ottenere dal medico vaccinatore un differimento della vaccinazione di qualche mese, differimento che però è, come detto, subordinato a discrezionalità del sanitario: mi rendo conto che, in questo modo, non si risolve il Suo problema, ma purtroppo non c’è, ad oggi, un appiglio normativo o giurisprudenziale a cui potersi appellare.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini



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