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Quanto dura la garanzia con scontrino?

25 Febbraio 2022
Quanto dura la garanzia con scontrino?

Cosa dice il Codice del consumo in merito alla tutela del consumatore e alla durata della garanzia quando non si chiede la fattura e non si ha la partita Iva.

Un nostro lettore ci chiede: quanto dura la garanzia con scontrino? Evidentemente ha letto il nostro articolo Quanto dura la garanzia con fattura. E difatti tra le due ipotesi c’è una netta differenza. Nel primo caso, infatti, si presume che l’acquisto avvenga per finalità personali o familiari, non collegate quindi all’attività lavorativa. Pertanto, l’acquirente è considerato dalla legge un “consumatore” e, come tale, riceve tutte le garanzie previste dal Codice del consumo.

Nel secondo caso, invece, la richiesta della fattura è rivolta a detrarre la spesa dalla dichiarazione dei redditi; il che significa che l’acquisto ha ad oggetto un bene strumentale all’esercizio della professione, dell’impresa o comunque dell’attività lavorativa. Dunque, l’acquirente è considerato dalla legge un “professionista”: a questi pertanto non si applica più il Codice del consumo bensì la disciplina ordinaria del Codice civile.

Di qui l’importante distinzione anche in termini di garanzia per eventuali difetti di fabbricazione tra chi compra con scontrino (il «consumatore») e chi compra con fattura, avendo una partita Iva (il «professionista»).

Vediamo allora quanto dura la garanzia con scontrino.

Garanzia per i difetti di fabbricazione per il consumatore

Il Codice del consumo stabilisce che a tutti gli acquisti fatti da un consumatore – sia che vengano effettuati presso un negozio fisico sia online, tramite telefono, televendita o altre forme – si applica la garanzia di due anni. Il contratto non può prevedere una garanzia inferiore, neanche se accettato dall’acquirente. Nella prassi, molte catene di produzione consentono di ottenere un’estensione di garanzia (oltre quindi i due anni) subordinata al pagamento di un sovrapprezzo.

Dunque, se l’acquirente si accontenta di ricevere il semplice scontrino avrà due anni per poter far valere eventuali vizi della merce. Se invece richiede la fattura per scaricare dalle tasse il costo del prodotto, la garanzia si riduce a un solo anno, salvo eventuali estensioni riconosciute dal venditore (di solito, dietro pagamento).

Condizioni per la garanzia

La garanzia inizia a decorrere dal giorno della consegna dell’oggetto e non (se anteriore) da quello del pagamento.

Per esercitare la garanzia non è necessario conservare lo scontrino come spesso viene fatto intendere dal venditore ma è sufficiente una qualsiasi prova di acquisto, come anche l’estratto conto della carta di credito o del bancomat.

In secondo luogo, per le vendite anteriori al 1° gennaio 2022, ai fini della garanzia è necessario comunicare al venditore il difetto riscontrato entro 60 giorni da quando questo si è verificato (purché ovviamente nei due anni dalla consegna). La comunicazione (tecnicamente chiamata «denuncia», anche se non ha nulla a che vedere con quella penale) può essere anche verbale o scritta; la forma scritta è sempre preferibile per fornire la prova dell’adempimento di tale onere. Invece per le vendite successive al 1° gennaio 2022, l’obbligo della denuncia al venditore non è più necessaria quando l’acquirente è consumatore. Resta invece obbligatorio per le vendite fatte con partita Iva: in questo caso la denuncia deve essere eseguita entro otto giorni.

Chi chiede la fattura può avere la garanzia di due anni?

Secondo la Cassazione, per il solo fatto che sia stata chiesta la fattura non si può presumere, in modo assoluto e senza possibilità di prova contraria, che l’acquirente intervenga nella compravendita come professionista e non come consumatore. Ben si potrebbe richiedere la fattura anche per l’acquisto di un frigorifero da utilizzare a casa e non per il lavoro. Il che consentirebbe di pretendere la garanzia per due anni. Bisogna allora verificare caso per caso.

Vero è che, nella prassi, le aziende di solito escludono la garanzia biennale per chi chiede la fattura. Se così fosse si renderebbe necessario intraprendere una causa che però non è sempre conveniente.

A cosa dà diritto la garanzia?

Se il consumatore che ha comprato con scontrino si accorge di un difetto deve – come anticipato – denunciarlo al venditore entro due mesi. La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto il difetto.

A quel punto, l’acquirente può richiedere la sostituzione del prodotto difettoso con uno nuovo dello stesso tipo, oppure la riparazione nel più breve tempo possibile. In entrambi i casi, alcun onere o costo può essere imposto al consumatore. Il quale potrà limitarsi a portare il prodotto al venditore a cui spetterà poi gestire il rapporto con l’assistenza.

Se tuttavia tanto la riparazione quanto la sostituzione dovessero risultare economicamente irragionevoli o impossibili (si pensi a un prodotto per la cui riparazione sia necessario sostenere una spesa eccessiva a causa dell’assenza di pezzi di ricambio), al consumatore spetta la possibilità di scegliere tra la risoluzione del contratto (ossia la restituzione dell’oggetto dietro rimborso del prezzo corrisposto) o un parziale rimborso del prezzo (trattenendo però l’oggetto). Questa seconda soluzione diventa obbligatoria quando il vizio riscontrato è di minimo conto.



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