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Quando la donazione diventa definitiva?

25 Febbraio 2022
Quando la donazione diventa definitiva?

Termini di prescrizione per impugnare una donazione: l’azione revocatoria dei creditori, l’azione di simulazione, l’azione di lesione della legittima degli eredi.

La donazione, come tutti gli atti giuridici, può essere oggetto di contestazione. Ma la legge, per consentire la stabilità dei rapporti e, quindi, il consolidamento degli effetti relativi al trasferimento di un bene, assegna un termine massimo per le impugnazioni. Diversamente, nessuno potrebbe ritenersi davvero proprietario di una casa, un’auto o una somma di denaro che gli sia stata regalata. Dunque, è bene chiedersi quando la donazione diventa definitiva. Conoscere la risposta significa anche sapere quanto tempo c’è per contestarla. Di tanto ci occuperemo più dettagliatamente in questo articolo. E lo faremo tenendo conto del fatto che la legge prevede termini differenti a seconda del tipo di contestazione e degli interessi sottesi ad essa.

Dunque, alla domanda quando la donazione diventa definitiva non si può dare una risposta unica. Ma procediamo con ordine e vediamo, a seconda del tipo di contestazione, quanto tempo c’è per contestare la donazione.

Contestazioni dei creditori

Se il donante intesta un bene a un’altra persona per evitare che su di esso possa avvenire un pignoramento (si pensi alla donazione della casa al figlio da parte del padre indebitato), la donazione diventa definitiva dopo cinque anni. Tale infatti è il termine affinché i creditori possano esperire l’azione revocatoria, quella cioè rivolta a rendere inefficace il passaggio di proprietà.

Ma l’azione revocatoria non è così automatica. Innanzitutto, è necessario che il creditore sappia della donazione (cosa comunque ricavabile da una visura immobiliare).

In secondo luogo, all’esito della donazione il residuo patrimonio del debitore deve risultare tale da non consentire un agevole soddisfacimento delle ragioni del creditore; in altri termini, egli non deve avere altri beni utilmente pignorabili. Così, ad esempio, non sarebbe possibile l’azione revocatoria di una casa intestata al figlio quando il genitore, con un debito di 100mila euro, abbia intestati una serie di terreni di pari valore.

Vero è che, comunque, nel primo anno dal rogito, la donazione è ancora più facilmente aggredibile. Se infatti il creditore trascrive il pignoramento entro 12 mesi dalla trascrizione della donazione, questi non ha bisogno di esperire prima l’azione revocatoria, potendo pignorare il bene direttamente in capo al donatario.

In definitiva, chi ha debiti deve attendere cinque anni affinché la donazione possa dirsi “consolidata” ossia definitiva, ma superato il primo anno potrà stare parzialmente più tranquillo.

Contestazione donazione fittizia

Esistono casi in cui la donazione è solo fittizia, ossia simulata. Succede quando le parti, pur siglando la donazione, non ne hanno voluto attuare gli effetti. Possono esistere due tipi di simulazione della donazione.

Il primo è quello della cosiddetta simulazione assoluta: le parti siglano una donazione ma in realtà non la vogliono. Si verifica, ad esempio, quando un soggetto finge di donare casa a un altro, solo per non apparire più proprietario di questa, ma vi continua a vivere e a pagare tutte le spese. In questo caso, è possibile contestare la donazione in qualsiasi momento, senza termini di scadenza. Dunque, la donazione non sarà mai definitiva.

Il secondo caso è quello della cosiddetta simulazione relativa: le parti siglano una vendita ma in realtà vogliono realizzare una donazione. Si pensi al caso del padre che, volendo intestare una casa al figlio prediletto, per non scontentare gli altri eredi, faccia apparire la cessione come una finta vendita, quando invece si tratta di un regalo. In questo caso, il termine per l’impugnazione è di dieci anni. Sicché, la donazione diverrà definitiva dopo tale termine.

Contestazione donazione da parte degli eredi

L’ultimo caso in cui la donazione può essere contestata è quando questa va a ledere le quote di legittima degli eredi. Si pensi a un padre che, in vita, lasci un immobile di consistente valore a un figlio e, alla morte, il suo patrimonio sia insufficiente a soddisfare i legittimari (gli altri figli e la moglie). Questi ultimi hanno dieci anni di tempo dalla morte del donante per impugnare la donazione.

Si potrebbe poi verificare una seconda ipotesi: quella in cui il donatario venda l’immobile. Chi acquista una casa da una persona che l’ha ricevuta in donazione deve sapere che, entro venti anni dalla donazione, gli eredi potranno chiederne la restituzione. Dunque, in questo caso, la donazione diventa definitiva dopo venti anni dalla sua trascrizione nei pubblici registri. Dopodiché, spirato tale termine, pur potendo i legittimari rivalersi contro il donatario (sempre però entro dieci anni dall’apertura della successione) non potranno pretendere la restituzione del bene da questi donato a terzi.

Per comprendere meglio la questione facciamo un esempio pratico.

Antonio dona la propria casa al figlio Mario e nulla dà alla figlia Domenica. Mario, dopo cinque anni, vende la casa al signor Eugenio. Dopo tre anni, Antonio muore. La sorella di Mario, Domenica, prima di dieci anni dalla morte del padre, chiede a Mario di dividere la casa non avendo questa ricevuto nulla dal padre. In tal caso, non essendo passati venti anni dalla donazione, Domenica potrà ottenere la restituzione dell’immobile nonostante questo sia stato venduto a Eugenio. Se invece Antonio fosse rimasto in vita altri venti anni dalla donazione, Domenica, pur potendo agire contro il proprio fratello, non avrebbe potuto costringere Eugenio a restituirle la casa.

Contestazione donazione informale

Le donazioni, se riguardano immobili o altri beni di rilevante valore, devono essere fatte tramite notaio. Diversamente, se ad esempio viene fatta verbalmente o con una scrittura privata, la donazione è impugnabile senza limiti di tempo. E quindi non sarà mai definitiva.


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