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Cos’è la difesa personale?

29 Luglio 2022 | Autore:
Cos’è la difesa personale?

Legittima difesa: requisiti e condizioni di applicabilità. È possibile proteggersi usando le armi? Aggressione domiciliare: come ci si può difendere?

La legge consente a tutti di difendere i propri diritti, almeno entro certi limiti. Ad esempio, non si può far del male a una persona solamente perché ci ha insultato oppure perché ha tentato di derubarci. Insomma: la difesa personale deve essere proporzionata all’offesa subita. È questo il principio che regge la cosiddetta legittima difesa. Ma quali sono i presupposti per poter tutelarsi da soli? Cos’è la difesa personale?

Il Codice penale stabilisce in maniera chiara tutte le condizioni che devono ricorrere per potersi difendere da soli. Si tratta di casi eccezionali, in quanto nelle moderne democrazie l’uso della forza è proibito ed è attribuito praticamente in via esclusiva alla polizia quando deve intervenire in casi di illegalità. Il privato può invece tutelarsi da solo soltanto quando ciò è indispensabile e non c’è tempo per chiamare le autorità. Cos’è la difesa personale? Quando si applica? Scopriamolo insieme.

Difesa personale: cosa dice la legge?

La legge non parla mai di difesa personale bensì di legittima difesa, stabilendo che «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa».

Analizziamo questa norma e vediamo più nel dettaglio cos’è la difesa personale.

Che cos’è la difesa personale?

La difesa personale è una forma di autotutela di chi è ingiustamente aggredito da un malintenzionato. Per legge, ci si può difendere non solo in caso di attacco alla propria persona ma anche ai propri beni. E così, ci può essere difesa personale non solo quando ci si difende da un’aggressione violenta all’incolumità fisica ma anche quando l’azione illecita è diretta al patrimonio: è il classico caso del ladro che cerca di rubare.

La difesa personale, però, deve sempre essere proporzionata all’offesa: non si può quindi uccidere o picchiare un ladro, perché l’integrità fisica è un bene giuridico superiore al patrimonio.

Lo stesso vale per reati come la diffamazione o la calunnia: non si possono alzare le mani contro chi ci offende, per quanto gravi possano essere le accuse.

Quando c’è difesa personale?

Secondo la legge [1], la difesa personale è legittima solo se:

  • è assolutamente indispensabile, nel senso che chi si difende deve trovarsi davanti alla scelta di agire o subire;
  • è l’unico modo per difendersi dal pericolo attuale di un’offesa ingiusta. Vuol dire che non è possibile invocare la legittima difesa se il pericolo è oramai scampato, ad esempio perché l’aggressore è fuggito via oppure perché oramai il danno è già stato fatto (non ci si può vendicare, insomma);
  • c’è proporzione rispetto all’offesa, nel senso che la difesa personale non può mettere a repentaglio l’integrità fisica dell’aggressore a meno che non sia assolutamente indispensabile per salvaguardare la propria. Di conseguenza, non si può sparare a un ladro, né prenderlo a pugni, se questi si limita solamente a rubare degli oggetti.

Difesa personale armata: è legale?

È possibile difendersi anche con le armi, purché venga rispettata la proporzione rispetto all’offesa.

Ad esempio, si può esplodere un colpo di pistola in aria per intimorire i ladri e farli scappare; non si può invece usare l’arma contro di loro, se non c’è alcun pericolo di aggressione fisica.

È possibile difendersi con un coltello dall’energumeno che attacca con calci e pugni, se è indispensabile per tutelare la propria integrità fisica. Non ci si può invece difendere con un coltello da un borseggiatore.

Si tenga però presente un aspetto importante: la difesa personale non legittima il possesso delle armi. Ciò significa che, anche se si usa una pistola perché è indispensabile per salvarsi dall’aggressione di un malvivente, se non si aveva il permesso per tenere l’arma scatterà comunque il reato di porto abusivo.

È inoltre possibile difendersi con mezzi leciti come, ad esempio, lo spray al peperoncino.

Difesa personale in casa: come funziona?

La difesa personale armata è permessa soprattutto quando bisogna difendersi da un’aggressione dentro le mura di casa.

In questa specifica circostanza la legge dice espressamente che sussiste sempre il rapporto di proporzione tra difesa e offesa quando si usa un’arma per difendere:

  • la propria o l’altrui incolumità;
  • i propri beni, ma solo se non c’è desistenza e c’è pericolo di aggressione.

Cosa significa tutto ciò? Vuol dire che il padrone di casa può difendersi anche con le armi (legittimamente detenute) contro chi si è introdotto tra le mura domestiche senza permesso:

  • se ciò è indispensabile per difendere la propria o l’altrui integrità fisica (ad esempio, quella dei figli che si trovano in casa);
  • se i malintenzionati, inizialmente occupati a fare altro (ad esempio, a rubare), non si allontanano ma anzi minacciano un’aggressione.

Nel primo caso, si pensi alla donna che, aggredita in casa da chi vuole violentarla, usi un coltello o una pistola per difendersi; nella seconda ipotesi, si pensi all’uomo che intima ai ladri introdottisi nell’abitazione di andarsene e questi, anziché allontanarsi, si avvicinino con fare minaccioso, magari brandendo a propria volta un’arma.


note

[1] Art. 52 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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