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Incidente auto: che si rischia se la dinamica non è corretta

27 Febbraio 2022
Incidente auto: che si rischia se la dinamica non è corretta

Danni non compatibili: cosa fare se l’assicurazione rifiuta il risarcimento del danno?

Nel momento in cui si fa la denuncia di sinistro alla propria assicurazione bisogna assicurarsi di essere precisi nel narrare l’accaduto. Chi esagera, solo al fine di evidenziare le altrui responsabilità, rischia infatti di perdere il diritto al risarcimento. Questo per una semplice ragione che spiegheremo nel seguente articolo. Ecco allora, in caso di incidente stradale, che si rischia se la dinamica non è corretta. Le osservazioni sono frutto di precise indicazioni uscite fuori dalle aule di tribunale e, soprattutto, della Cassazione. È stata proprio la Suprema Corte, di recente, a indicare quali conseguenze può portare un accertamento dei danni non compatibile con il racconto presentato dall’assicurato. Ma procediamo con ordine.

La narrazione dei fatti nel Cid

Quando si fa un incidente stradale, i conducenti provano di solito a mettersi d’accordo. Se raggiungono un’intesa che individui il soggetto responsabile, compilano e firmano un unico Cid, che li vincola definitivamente. Il conducente non può infatti ritrattare la versione narrata sul modulo di constatazione amichevole.

C’è però da dire che il Cid vincola i due automobilisti ma non le rispettive assicurazioni, che potrebbero discostarsene se ritengono che la versione descritta nel modulo è inverosimile o incompatibile con i danni alle auto. Anche lo stesso giudice, nel caso in cui venga adito, può ritenere il Cid non attendibile.

Potrebbe però succedere che i conducenti non si mettano d’accordo e che il Cid non venga compilato o che ciascun conducente compili un autonomo Cid e lo presenti alla propria assicurazione al fine di presentare la denuncia di sinistro.

Il risarcimento del danno e le perizie

Una volta ricevuta la denuncia di sinistro, le assicurazioni procedono ad effettuare le verifiche per accertare se le narrazioni dei conducenti sono verosimili.

Tale accertamento viene effettuato attraverso l’acquisizione del verbale della polizia o dei carabinieri eventualmente intervenuti sul luogo. Questi avranno effettuato dei rilievi, indicando la posizione dei veicoli dopo lo scontro, i punti di contatto tra i due mezzi, la presenza di frenate sulla strada, la segnaletica, le narrazioni dei testimoni.

Gli agenti della polizia o i carabinieri formulano quindi una propria ricostruzione del sinistro individuando il soggetto presumibilmente responsabile. Di qui l’assicurazione si fa già un’idea completa e stabilisce se la narrazione del proprio assicurato è veritiera o meno. Ma è anche probabile che non sia stato redatto alcun verbale perché le autorità – in assenza di feriti – non sono intervenute. Sicché in questi casi, l’assicurazione delega un proprio perito fiduciario per eseguire una verifica sulle auto e accertare se i danni riportati del veicolo sono compatibili con i fatti narrati nella denuncia di sinistro.

Che si rischia se la dinamica non è corretta?

A quel punto, se il perito dell’assicurazione dovesse ritenere che i punti di contatto tra le auto, in relazione alla conformazione della strada e al luogo del sinistro, escludono la veridicità delle affermazioni dell’assicurato, gli negano il risarcimento. Non una sola parte, ma l’intero risarcimento. Quindi, non c’è anche possibilità di ottenere il concorso di colpa. Questo perché appare evidente, in casi del genere, che vi sia stata una dichiarazione non veritiera.

Non solo. Se l’assicurazione ritiene che vi sia stata non solo una falsa rappresentazione dei fatti ma anche una dolosa premeditazione dell’incidente al solo fine di frodare l’assicurazione (con l’accordo eventuale della controparte) procede a sporgere denuncia contro l’assicurato per tentata truffa ai danni dell’assicurazione.


note

[1] Cass. civ., sez. VI – 3, ord., 22 febbraio 2022, n. 5739.


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