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Cosa succede se emetto fattura elettronica in ritardo

28 Febbraio 2022 | Autore:
Cosa succede se emetto fattura elettronica in ritardo

Quali sono le sanzioni per omessa, ritardata o errata emissione e invio allo Sdi del documento fiscale entro i termini e come rimediare.

Tra i mille adempimenti di un imprenditore o di un commerciante qualcosa può sempre sfuggire. Gli scadenzari, i computer e le applicazioni aiutano, ma solo fino a un certo punto. Così succede spesso di accorgersi che una fattura è saltata. Ti sei dimenticato di farla e non l’hai emessa entro i termini, oppure per un disguido, o un errore tecnico, non l’hai inoltrata in via telematica all’Agenzia delle Entrate con il sistema di interscambio. Ora vorresti rimediare e ti chiedi: cosa succede se emetto una fattura elettronica in ritardo?

Niente paura: per la normativa fiscale è meglio una fattura tardiva che una fattura completamente omessa. Quindi, porte aperte per chi si ravvede. Abbiamo utilizzato questo termine perché il modo migliore per rimettersi in regola è proprio quello del «ravvedimento operoso», una sorta di pentimento spontaneo che consente di pagare una sanzione minima se il ritardo è limitato e nel frattempo non sono scattati i controlli. Altrimenti le conseguenze sono peggiori: l’omessa fatturazione è sanzionata in modo molto più severo.

Fattura elettronica: cos’è e come si fa?

La fatturazione elettronica in Italia è obbligatoria da diversi anni. Dal 2019, riguarda la maggior parte dei contribuenti e si prevede che a breve sarà estesa anche ai contribuenti forfettari, con volume d’affari fino a 65mila euro annui, per i quali ad oggi è facoltativa [1].

Compilare, emettere e inviare una fattura elettronica è facile: grazie ai numerosi software disponibili – a partire da quello gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate – la generazione del documento avviene subito dopo aver riempito i campi necessari, con un’assistenza guidata. Anche l’invio telematico del documento al destinatario è immediato, attraverso il sistema di interscambio (Sdi) automatizzato: questo è l’unico modo valido per trasmettere una fattura in formato elettronico. Per ulteriori informazioni leggi la nostra guida completa “Come fare la fattura elettronica”.

Fattura elettronica: i vantaggi

I principali vantaggi della fattura elettronica rispetto al tradizionale sistema cartaceo consistono nella praticità dell’emissione, nella sicurezza della trasmissione (basta un qualunque dispositivo dotato di connessione Internet) e nella possibilità di archiviazione dei dati. Inoltre, la conservazione in formato digitale facilita la successiva consultazione e ricerca delle informazioni necessarie.

A livello fiscale, chi usa la fattura elettronica ottiene una notevole semplificazione degli adempimenti: il calcolo dell’Iva, a credito o a debito, avviene in automatico, e così la liquidazione periodica è quasi pronta. E i rischi di errore sono notevolmente ridotti rispetto alla compilazione manuale, perché il software li individua e li previene in fase di inserimento dei dati, scartando in partenza i campi incongrui.

Infine, ci sono dei “premi” sui controlli fiscali in favore dei contribuenti che ricorrono alla fatturazione elettronica: l’Agenzia ha un anno in meno di tempo per svolgere gli accertamenti (quattro anni anziché gli ordinari cinque) e per chi utilizza metodi di pagamento tracciabili (come le carte di credito o di debito e i bonifici bancari) per le operazioni di importo superiore a 500 euro il termine di accertamento scende a soli tre anni [2].

Termini di emissione e invio della fattura elettronica

Ci sono due tipi di fattura: immediata e differita. Questa basilare distinzione si ripercuote sui termini di emissione e invio della fattura elettronica.

Fattura immediata

La fattura immediata deve essere emessa entro 24 ore dal momento di esecuzione della prestazione imponibile Iva. Precisamente, questo momento coincide con il giorno in cui è stata consegnata o spedita la merce o, se si tratta di prestazioni di servizi, con il giorno in cui è avvenuto il pagamento. Per le compravendite di beni immobili si considera la data di stipula dell’atto.

La trasmissione della fattura immediata elettronica mediante lo Sdi deve avvenire entro 12 giorni dalla data dell’operazione. Se la scadenza del termine per l’invio della fattura elettronica avviene in un giorno festivo non opera la proroga dei termini al primo giorno lavorativo successivo.

Fattura differita

La fattura differita è possibile per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate in un mese solare allo stesso acquirente o committente. Le operazioni da inserire nella fattura differita possono essere riepilogate ma devono essere già state riportate, al momento della loro effettuazione, in un Ddt (documento di trasporto) o in un documento fiscale analogo.

La fattura differita può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di esecuzione delle operazioni, e va trasmessa allo Sdi entro il medesimo termine.

La fattura emessa e/o inviata in modo errato può essere corretta, entro i termini di scadenza, evitando l’applicazione delle sanzioni (leggi “come correggere una fattura elettronica sbagliata“).

Fattura elettronica emessa o inviata in ritardo: sanzioni

Le sanzioni per mancata emissione o invio della fattura elettronica entro i termini – le due violazioni sono equivalenti – vanno da un minimo del 90% a un massimo del 180% dell’Iva applicabile sull’importo non fatturato, con un minimo di 500 euro.

Se la violazione dell’obbligo di fatturazione non modifica la liquidazione Iva periodica e la determinazione del reddito imponibile, la sanzione va da 250 euro a 2.000 euro. Se la violazione riguarda più adempimenti connessi alla fatturazione della medesima operazione, la sanzione si applica una sola volta e non opera il cumulo [3]. Quando la violazione è meramente formale (e come tale non incide sul calcolo dell’imposta dovuta) non si applicano sanzioni.

Fattura elettronica in ritardo: ravvedimento operoso

L’omessa o tardiva emissione e trasmissione della fattura elettronica può essere sanata con il ravvedimento operoso, se l’Amministrazione finanziaria non ha ancora accertato la violazione [4].

Con il ravvedimento operoso si paga l’intera imposta dovuta sulla fattura, ma l’importo della sanzione scende e viene abbattuto in relazione al lasso di tempo trascorso tra la scadenza dei termini per l’invio e il momento in cui il contribuente regolarizza spontaneamente la violazione.

Precisamente, la sanzione ridotta per effetto del ravvedimento operoso è pari a:

  • 1/15 del minimo, entro 15 giorni dalla scadenza;
  • 1/10 del minimo, dal 16° al 30° giorno;
  • 1/9 del minimo, dal 31° al 90° giorno;
  • 1/8 del minimo,  dal 91°giorno ed entro il termine della scadenza di presentazione della dichiarazione dell’anno in corso;
  • 1/7 del minimo, fino al termine di scadenza di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo;
  • 1/6 del minimo, oltre i termini di dichiarazione, ma comunque entro due anni dalla scadenza del termine per l’invio della fattura;
  • 1/5 del minimo, se l’Agenzia delle Entrate ha contestato al contribuente l’errore.

Il ravvedimento operoso va pagato con il modello F24, indicando il codice tributo 8911 e l’anno di riferimento in cui è stata commessa la violazione.


note

[1] Cons. UE, Decisione n. 2021/2251 pubbl. in Gazzetta Ufficiale UE del 17.12.2021.

[2] Art. 3 D.Lgs. n. 127/2015, art. 57, co. 1, D.P.R. n. 633/1972 e art. 43, co. 1, D.P.R. n. 600/1973.

[3] Art. 6 D.Lgs. n. 471/1997.

[4] Art. 13 D.Lgs. n. 471/1997.


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