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Si può comprare un giubbotto antiproiettile?

27 Febbraio 2022
Si può comprare un giubbotto antiproiettile?

È legale acquistare, indossare e circolare per strada con un giubbotto antiproiettile o è considerato un’arma? Ci vuole la licenza o la denuncia?

Un nostro lettore ci chiede se si può comprare un giubbotto antiproiettile. Se si cerca la parola «giubbotto antiproiettile» in una qualsiasi banca dati di sentenze della giurisprudenza ci si accorge che le uniche pronunce emesse sino ad oggi attengono all’uso di tale strumento come mezzo di sicurezza del lavoratore e in particolare per le guardie giurate o per gli addetti al trasporto di valori. Nessuna sentenza spiega se è legale comprare un giubbotto antiproiettile in Italia. La ragione è semplice. La scopriremo nel corso di questo articolo.

Il giubbotto antiproiettile è un’arma?

Nel nostro Paese la legge vieta l’acquisto di «armi proprie», quelle cioè atte ad offendere (come pistole, pugnali, baionette, fucili, tirapugni e noccolieri), a meno che non si abbia apposita licenza. Non è vietato l’acquisto delle «armi improprie» (come coltelli da cucina, spranghe, catene, coltellini svizzeri e da intarsi), ma con essi non si può uscire di casa a meno che non si riesca a giustificare il porto con una valida ragione (ad esempio un campeggio).

Detto ciò, non è possibile considerare il giubbotto antiproiettile come un’arma. Al contrario, si tratta di uno strumento di difesa, come tale non capace di offendere le persone. Non è insomma un oggetto pericoloso. E la disciplina sulle armi – siano esse “proprie” o “improprie” – è rivolta a garantire la sicurezza delle persone, a impedire la commissione di illeciti, a preservare insomma la tranquillità pubblica. 

Risultato: in Italia, non esiste una legge che vieta l’acquisto, la detenzione o l’utilizzo di giubbotti antiproiettile. Chi acquista un giubbotto antiproiettile non deve neanche richiede una licenza o presentare una denuncia alla questura.

È legale comprare e indossare un giubbotto antiproiettile?

Da quanto appena detto risulta chiaro che, in Italia, è legale comprare un giubbotto antiproiettile così come è legale indossarlo e circolare per strada con esso. 

Ora, chi ritiene di non essere al sicuro (ad esempio nel tornare a casa la sera, nel portare in banca l’incasso del negozio, nel circolare in determinati quartieri e così via) ben potrebbe acquistare e indossare un giubbotto antiproiettile senza alcuna formalità preventiva, senza dover neanche motivare le ragioni di tale acquisto. La legge non glielo impedisce.

Si tenga comunque conto che la polizia, vedendo tale situazione, ben potrebbe – senza bisogno di ulteriori motivazioni – chiedere al cittadino di identificarsi (fornire cioè il proprio nome e cognome) e acquisirne le generalità. Ciò non significa che verrà sporta contro di lui una denuncia o avviata un’indagine penale. Basterà semplicemente manifestare le ragioni per cui si indossa il giubbotto antiproiettile e, anche se si tratta di “manie” personali o di altre valide ragioni, gli agenti non potranno fare nulla contro di lui. Non potranno cioè classificare la persona come “soggetto pericoloso”. Insomma, per dirla col linguaggio comune, il fatto non costituisce un “precedente”. 

Lo stesso dicasi nel caso di ispezione o controllo a casa: il rinvenimento di uno di tali strumenti non costituisce un “pregiudizio”. 

Giubbotti antiproiettile illegali che non si possono acquistare

Fanno eccezione soltanto i giubbotti antiproiettile in uso all’esercito militare, quelli cioè dotati di particolari caratteristiche militari (ad esempio con placche in carburo di boro o ceramica balistica) in quanto considerati «materiale d’armamento». A questi si applica la disciplina prevista dalla legge 185 del 9 luglio 1990. In particolare, l’articolo 2 di tale normativa considera «materiali d’armamento» gli «equipaggiamenti speciali appositamente costruiti per uso militare». Dunque, il possesso di giubbotti militari è vietato ai privati, a meno che non abbiano ottenuto un’apposita licenza (la stessa prevista per l’acquisto delle armi) in base all’articolo 28 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.



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