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Divincolarsi alla polizia e resistenza pubblico ufficiale: ultime sentenze

27 Febbraio 2022
Divincolarsi alla polizia e resistenza pubblico ufficiale: ultime sentenze

Resistenza a pubblico ufficiale: chi scappa per sottrarsi all’invito a seguirlo in Commissariato può essere denunciato?

Indice

Alza il braccio per divincolarsi dall’Agente che lo invita a seguirlo in commissariato, esclusa l’ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale

Non integra il delitto di cui all’art. 337 c.p., la condotta consistente nel mero divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria per sottrarsi al controllo, quando lo stesso si risolva in un atto di mera resistenza passiva, implicante un uso moderato di violenza non diretta contro il pubblico ufficiale(esclusa, nella specie, la sussistenza del reato nella condotta dell’imputato che al momento della identificazione da parte dell’Assistente di Polizia, in conseguenza dell’avviso di contestazione di un’infrazione al codice stradale e della correlata attività di verifica dei documenti necessari alla circolazione del suo veicolo, aveva alzato il braccio destro come per sottrarsi all’invito a seguirlo da parte del pubblico ufficiale).

Cassazione penale sez. VI, 18/01/2022, n.6604

Resistenza a PU: presupposti per la configurabilità del reato

Ai fini della configurabilità del delitto di cui all’art. 337 c.p., l’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria integra il requisito della violenza e non una condotta di mera resistenza passiva, quando non costituisce una reazione spontanea ed istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzarne l’azione ed a sottrarsi alla presa, guadagnando la fuga. Invero, l’elemento materiale della violenza risulta integrato dal comportamento del soggetto che, guidando un veicolo in modo oggettivamente pericoloso, non si limita a tentare la fuga, ma pone volontariamente in pericolo l’incolumità personale degli utenti della strada.

Tribunale Torre Annunziata, 16/11/2021, n.2152

Integra resistenza a pubblico ufficiale dimenarsi energicamente per sottrarsi all’arresto

Ai fini della configurabilità del delitto di resistenza a pubblico ufficiale di cui all’art. 337 c.p., l’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria integra il requisito della violenza e non una condotta di mera resistenza passiva, quando non costituisce una reazione spontanea ed istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzarne l’azione ed a sottrarsi alla presa, guadagnando la fuga (confermata la responsabilità dell’imputato che per sottrarsi all’arresto si era energicamente dimenato, tanto che si era reso necessario l’intervento di più poliziotti).

Cassazione penale sez. II, 21/09/2021, n.18

Resistenza a pubblico ufficiale: casistica

Integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale la condotta del soggetto che al fine di sottrarsi ai controlli degli agenti di polizia intervenuti, prima rifiutando di fornire le proprie generalità, poi tentando di divincolarsi e colpire gli agenti per non essere condotto in caserma ed infine mordendo con forza il dito di uno dei pubblici ufficiali intervenuti ciò evidentemente al sol fine di sottrarsi, impedendo lo svolgimento del loro ufficio.

Tribunale Vicenza, 31/05/2021, n.232

Reato di resistenza a pubblico ufficiale: condotta materiale

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 337 c.p., l’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria integra il requisito della violenza e non una condotta di mera resistenza passiva, quando non costituisce una reazione spontanea ed istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzarne l’azione ed a sottrarsi alla presa, guadagnando la fuga. Il reato de quo è un delitto di pericolo, per il cui perfezionamento non è, dunque, necessario che sia impedita, in concreto, la libertà di azione del pubblico ufficiale, essendo sufficiente che si usi violenza o minaccia per opporsi al compimento di un atto di ufficio o di servizio, a prescindere dall’esito positivo o negativo di tale azione e dall’effettivo verificarsi di un ostacolo al compimento degli atti predetti.

Tribunale Torre Annunziata, 23/03/2021, n.695

Anche il semplice divincolarsi con strattoni per opporsi ad un legittimo controllo integra resistenza a pubblico ufficiale

In tema di resistenza a pubblico ufficiale, deve essere riconosciuta rilevanza penale a gesti anche di modesto impatto fisico, posti in essere dal soggetto sottoposto a un legittimo controllo di polizia. Anche il semplice divincolarsi con strattoni ovvero spinte per opporsi ad un legittimo controllo integra perciò gli estremi del reato ex articolo 337 del Cp, a prescindere dal fatto che siano state arrecate lesioni alla parte offesa e che l’imputato sia stato di fatto bloccato nell’immediatezza.

Nel caso di specie, la Corte d’appello ha confermato la condanna per un uomo che, colto nei pressi di una fiera paesana in stato di ebbrezza molesta, veniva invitato a consegnare i documenti per procedere alla sua identificazione opponendosi alla richiesta in un crescendo di violenza.

Corte appello Ancona, 02/02/2021, n.135

Il soggetto fermato dalla polizia giudiziaria che si divincola risponde del reato di cui all’art. 337 c.p.

Per la configurabilità del delitto di resistenza a pubblico ufficiale, di cui all’articolo 337 del Cp, l’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria integra il requisito della violenza e non una condotta di mera resistenza passiva, quando non costituisce una reazione spontanea ed istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzarne l’azione e a sottrarsi alla presa, guadagnando la fuga. Ciò posto, nel caso di specie i giudici hanno ritenuto che la condotta dell’imputato non si era limitata al mero divincolamento dalla presa dell’operante, ma era travalicata nel compimento di azioni dirette a lederne l’integrità, come lo spintonamento e la forza esercitata sul braccio dell’agente, tale da aver dato luogo, per l’azione realizzata con le unghie, alla produzione dei segni, poi, riscontrati presso il pronto soccorso.

Corte appello Taranto, 04/12/2020, n.667

Resistenza a pubblico ufficiale: assumono rilievo penale anche i gesti di modesto impatto fisico posti in essere dal soggetto sottoposto ad un legittimo controllo di polizia

In tema di resistenza a pubblico ufficiale, assumono rilievo penale i gesti, anche di modesto impatto fisico, posti in essere dal soggetto sottoposto ad un legittimo controllo di polizia: il semplice divincolarsi con strattoni ovvero spinte per opporsi ad un legittimo controllo integra gli estremi del reato, persino a prescindere dal fatto che siano state arrecate lesioni alla parte offesa e che l’imputato sia stato di fatto bloccato nell’immediatezza.

Corte appello Ancona, 06/10/2020, n.1280

Resistenza a pubblico ufficiale: elemento oggettivo

Costituiscono atti idonei ad integrare la resistenza a pubblico ufficiale l’uso di spintoni e movimenti volti a divincolarsi posti in essere dal soggetto fermato, integrata appunto dalla coscienza e volontà di impedire e/o turbare l’attività del pubblico ufficiale nello svolgimento del proprio atto d’ufficio.

Corte appello Napoli sez. I, 23/06/2020, n.3468

Resistenza a pubblico ufficiale: l’atto di divincolarsi dalla polizia giudiziaria integra il requisito della violenza quando costituisce un vero impiego di forza per la fuga

Per la configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale, l’atto di divincolarsi, posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria, integra il requisito della violenza e non una condotta di mera resistenza passiva quando non costituisce una reazione spontanea ed istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzarne l’azione e a sottrarsi alla presa, guadagnando così la fuga. Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto integrato il delitto ex articolo 337 del Cp, in quanto l’imputato, una volta fermato dagli agenti di Polizia, continuava ad avere atteggiamenti aggressivi, fisici e verbali, nei confronti dei militari operanti, cercando più volte di sottrarre la pistola ad uno di essi.

Tribunale Nola, 22/01/2020, n.201

Il divincolarsi di un soggetto fermato dalla polizia può integrare il requisito della violenza richiesto ai fini del reato di resistenza a pubblico ufficiale

L’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia integra il requisito della violenza richiesto ai fini della configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale e non già una condotta di mera resistenza passiva, quando non costituisce una reazione spontanea e istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzare l’azione ed a sottrarsi alla presa. E’, inoltre, irrilevante che la condotta violenta o minacciosa non abbia realizzato l’effetto voluto di impedire al pubblico ufficiale di portare a termine il compimento dell’atto d’ufficio.

Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato per il reato di cui all’articolo 337 dei Cp alcuni tifosi della squadra ospite, giunti alla tensostruttura comunale per assistere a una partita di basket, i quali, dimenandosi e agitando le transenne, si opponevano ai controlli delle forze dell’ordine al fine introdurre all’interno del campo di gioco dei fumogeni accesi.

Tribunale Campobasso, 09/12/2019, n.603

Il divincolarsi del soggetto sottoposto a controllo dalla polizia, se non è una reazione spontanea, integra il requisito della violenza della resistenza a pubblico ufficiale

L’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto sottoposto a controllo dalle forze di polizia, quando non costituisce una reazione spontanea e istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, integra il requisito della violenza rilevante ai fini della configurabilità del delitto di resistenza a pubblico ufficiale. In tale ipotesi, la condotta del soggetto sottoposto a controllo costituisce un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzare l’azione degli operanti e a sottrarsi alla presa al fine di guadagnare la fuga, non integrando invece una mera resistenza passiva. Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato l’imputato per il reato ex art. 337 c.p. per aver, nel tentativo di fuggire, spintonato un agente di Polizia che cercava di identificarlo.

Tribunale Salerno sez. III, 27/03/2019, n.1135

Per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale basta che la violenza, su qualunque cosa o persona, sia idonea a ostacolare l’esercizio della pubblica funzione

L’integrazione del delitto di resistenza a pubblico ufficiale non presuppone che la violenza o la minaccia sia esercitata direttamente sulla persona del pubblico ufficiale o sull’incaricato del pubblico servizio. È sufficiente che essa si estrinsechi su cose o anche su privati, purché sia idonea a impedire, a turbare e a ostacolare l’esercizio della pubblica funzione.

Pertanto, si configura violenza in tal senso rilevante, e non resistenza passiva, nel caso in cui un soggetto fermato dalla polizia giudiziaria cerchi di divincolarsi, quando ciò non dia luogo a una sorta di reazione spontanea e istintiva alla costrizione, ma rappresenti un vero e prop1io impiego di forza diretto a neutralizzare l’azione del pubblico ufficiale e a sottrarsi alla presa.

Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato l’imputato per il reato di cui all’articolo 337 del Cp, per aver in occasione del suo fermo afferrato un oggetto e assunto una posizione di guardia finalizzata a ingaggiare una colluttazione con gli agenti di polizia.

Tribunale Firenze sez. I, 13/07/2018, n.3375

Commette resistenza a pubblico ufficiale il soggetto coinvolto nella rissa che non si limiti a divincolarsi ma contrasti l’intervento degli ufficiali

Deve ritenersi integrata la fattispecie di reato ex art. 337 c.p. di cui ricorrono gli elementi oggettivo e soggettivo, laddove, il comportamento tenuto dall’imputato, lungi dall’essere consistito dal mero divincolarsi, è stato attivamente rivolto a contrastare l’intervento degli agenti della Polizia Municipale che stavano tentando di impedirgli di continuare a picchiare l’altro soggetto con cui era in corso una rissa nel momento in cui si sono avvicinati.

Corte appello L’Aquila, 31/05/2018, n.1227



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