Processo civile telematico: deposito atti online entro fine del giorno

1 Settembre 2014
Processo civile telematico: deposito atti online entro fine del giorno

È possibile consegnare la busta al sistema entro la fine del giorno di scadenza.

Per via di una recente modifica legislativa, in vigore dallo scorso 25 agosto [1], è ora possibile inviare gli atti, attraverso il sistema del “processo civile telematico”, entro fine giornata. Infatti – dice la nuova legge – l’invio digitale è tempestivo se la ricevuta di consegna (ossia il documento che attesta che la busta è stata consegnata nella casella di posta dell’ufficio giudiziario destinatario) è generata dal sistema “entro la fine del giorno di scadenza” o, se la scadenza coincide con un sabato o con un giorno festivo, entro la fine del primo giorno successivo non festivo; questo salvo che si tratti di termini “a ritroso” che, se scadono di sabato o in un giorno festivo, comportano che il deposito debba avvenire entro l’ultimo giorno non festivo precedente.

Ricordiamo che il PCT (processo civile telematico) e l’obbligo di depositare gli atti e i documenti online è partito il 30 giugno, ma la sua entrata a regime avverrà “a fasi”. Il 30 giugno è diventato obbligatorio, per gli avvocati, depositare online gli atti endoprocessuali (esclusi, quindi, gli atti introduttivi e di prima costituzione) per tutte le nuove cause civili davanti al tribunale ordinario, nonché, per i legali e i magistrati, rispettivamente, i ricorsi e i provvedimenti dei procedimenti per decreto ingiuntivo. Invece, per le cause civili già iniziate al 30 giugno, l’obbligo della telematica scatta il 31 dicembre. Infine, il digitale nelle Corti d’appello debutterà il 30 giugno 2015.

Il decreto legge di questa estate e la circolare del 27 giugno sono intervenuti a dirimere i dubbi e le differenti soluzioni interpretative proposte dai vari uffici giudiziari sull’orario di deposito degli atti. Per rispettare la prassi degli orari di chiusura delle cancellerie, infatti, si era sostenuto che il deposito dovesse essere eseguito entro le ore 14 del giorno di scadenza. Limite che il Dl ha ora cancellato. L’estensione vale per gli atti per cui il deposito telematico è obbligatorio e anche per quelli per cui il passaggio al digitale è, al momento, facoltativo, come, ad esempio, gli atti introduttivi.

Resta da risolvere un problema intertemporale, perché l’atto depositato non è automaticamente visibile dalla controparte. Occorre invece che la cancelleria accetti “manualmente” l’atto: solo allora il file viene caricato sul fascicolo telematico. Il Dl 90 permette di ridurre l’orario di apertura al pubblico delle cancellerie (fino a quattro ore al giorno) per aumentare il tempo dedicato all’accettazione degli atti telematici e, quindi, assicurare che l’atto sia visibile alla controparte subito dopo il suo deposito. Si tratta di un aspetto particolarmente importante nel caso di termini processuali con scadenze successive.

Per esempio, nel caso delle note di replica, che scadono entro il 20° giorno successivo alla scadenza della comparsa conclusionale, se il cancelliere accettasse la comparsa di una delle parti solo due giorni dopo il suo deposito, il legale della parte avversaria disporrebbe, per redigere la replica, di 18 anziché di 20 giorni, con conseguente lesione del diritto di difesa. La questione è centrale ma la circolare si limita a ritenere “consigliabile” che l’accettazione del deposito sia eseguita «entro il giorno successivo a quello di ricezione». Il meccanismo andrebbe però rafforzato, prevedendo l’automaticità dell’inserimento nel fascicolo digitale dell’atto o del documento depositati in via telematica.

Gli altri chiarimenti

Il nuovo decreto fa chiarezza anche su altri aspetti del PCT. Innanzitutto è stato previsto, intanto, che il verbale di udienza debba essere sottoscritto solo dal cancelliere. Si tratta di una novità introdotta per rendere completamente telematico il verbale. Dato che la consolle del magistrato non consente di recepire la sottoscrizione delle persone intervenute all’udienza e diverse dal magistrato, è stato eliminato l’obbligo della loro sottoscrizione.

Resta invece confermato, come ha chiarito la circolare del 27 giugno, l’obbligo di sottoscrizione (delle parti, del giudice e del cancelliere) del verbale contenente l’accordo concluso tra le parti per effetto della conciliazione davanti al giudice.

L’eccezione si spiega per il particolare valore del verbale di conciliazione poiché si tratta di titolo esecutivo.

La carta, comunque, non sparirà del tutto. La cancelleria infatti deve continuare a formare e custodire i fascicoli cartacei anche per le cause iniziate dopo il 30 giugno, dato che il deposito telematico non è obbligatorio per gli atti di prima costituzione in giudizio. Inoltre, il deposito telematico non è obbligatorio per tutti. Non coinvolge, tra l’altro, come chiarisce la circolare del 27 giugno, le parti non costituite a mezzo di difensore, alle quali sono assimilate le pubbliche amministrazioni che si avvalgono di dipendenti per stare in giudizio personalmente.

Notifiche

Novità anche per le notifiche. Il Dl 90 ha previsto che neanche le notifiche online [10] possono – in linea di principio –farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21. Peraltro, la notifica online eseguita in questo arco orario, non è invalida, ma «si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo.

Inoltre, le nuove norme hanno regolato il “domicilio digitale” dell’avvocato e hanno stabilito il carattere residuale della notificazione in cancelleria, a istanza di parte, “degli atti in materia civile al difensore”. Ora alle notifiche in cancelleria si può ricorrere solo se non è possibile la notifica presso l’indirizzo Pec che risulta dal registro generale (Reginde) gestito dal ministero della Giustizia «per causa imputabile al destinatario” (ad esempio, casella piena o mittente inserito per errore nello spam). Restano invece ferme le disposizioni per il ricorso per Cassazione [11]. La portata della disposizione è intuitiva: la Pec risultante dai pubblici registri (ritenuta prevalente rispetto a quella – magari diversa – indicata negli atti processuali) costituisce domicilio digitale dell’avvocato; e verso di essa vanno inviate le notifiche al suo assistito.

Inoltre, il Dl ha eliminato l’obbligo per gli avvocati di ottenere la previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di appartenenza per le notifiche tramite Pec. L’autorizzazione resta invece imprescindibile per le notifiche in proprio a mani e a mezzo del servizio postale. Infine, il Dl ha incentivato le notifiche digitali anche eliminando i diritti di copia per la copia dell’atto notificato che l’avvocato deposita in giudizio come prova dell’avvenuta notificazione.


I punti chiave delle novità introdotte questa estate

DEPOSITO DEGLI ATTI: Ricevuta entro il giorno di scadenza

Il deposito telematico degli atti è tempestivo se la ricevuta di consegna è generata dal sistema entro la fine del giorno di scadenza. Se il termine cade di sabato o in un giorno festivo, l’atto si può depositare entro il giorno non festivo seguente. Se il termine è a ritroso, l’atto va inviato entro il giorno non festivo precedente [2].

VERBALE D’UDIENZA: Sottoscrizione solo del cancelliere

Il verbale di udienza è sottoscritto solo dal cancelliere, che deve leggerlo agli intervenuti – incluse le persone che hanno deposto come testimoni e la parte che ha reso l’interrogatorio formale – ma non deve più invitarli a sottoscriverlo. Resta invece obbligatoria la firma delle parti sul verbale di conciliazione [3].

FASCICOLO CARTACEO: Addio parziale alla carta

Per le cause avviate dal 30 giugno scorso è diventato obbligatorio per le parti depositare in via telematica gli atti endoprocessuali. Nonostante questo, la cancelleria deve comunque formare e custodire i fascicoli cartacei per raccogliere gli atti di costituzione in giudizio delle parti e i documenti a essi allegati, i provvedimenti del giudice e gli atti per cui il giudice ordini il deposito cartaceo [4].

NON COSTITUITI: Esentati i dipendenti pubblici

L’obbligo di depositare gli atti in via telematica non coinvolge le parti non costituite a mezzo

di difensore. Questa ipotesi è assimilata a quella delle pubbliche amministrazioni che si avvalgono di dipendenti per stare in giudizio personalmente. Questi funzionari, quindi, sono esentati dall’obbligo di inviare in via telematica gli atti e i documenti processuali [5].

COPIE DIGITALI: Estrazione «libera» per gli avvocati

Il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore e il commissario giudiziale possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti del fascicolo informatico e attestare la conformità all’originale. Per queste copie non va pagato il diritto di copia. L’accesso al fascicolo telematico deve essere garantito al debitore ingiunto nel procedimento monitorio [6].

COPIE CARTACEE: Salta l’obbligo dei depositi aggiuntivi

Con l’accettazione del deposito telematico da parte della cancelleria, l’atto entra nel fascicolo telematico ed è visibile per tutte le parti e per il giudice.

È quindi superata la necessità, prescritta dall’articolo 111 delle disposizioni attuative del Codice di procedura civile, di depositare le copie per le altre parti, per il fascicolo d’ufficio e per i componenti del collegio [7].

DOMICILIO DIGITALE: Residuali le notifiche in cancelleria

La notificazione in cancelleria, a istanza di parte, degli atti in materia civile al difensore diventa residuale: si esegue solo se non è possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di Pec indicato nel registro generale gestito dal ministero della Giustizia [8].

NOTIFICHE CON PEC: Per gli avvocati stop all’autorizzazione dell’Ordine

Per gli avvocati cade l’obbligo di ottenere l’autorizzazione preventiva del Consiglio dell’ordine di appartenenza per effettuare le notifiche tramite Pec. Inoltre, viene eliminato il diritto di copia per la copia dell’atto notificato che l’avvocato deposita in giudizio per provare l’avvenuta notificazione [9].

note

[1] Legge 90/2014 (in vigore dal 25 giugno, convertito nella legge 114/2014, in vigore dal 19 agosto); così anche la circolare del ministero della Giustizia del 27 giugno.

[2] Art. 51, comma 2, lettera b), del Dl 90/2014, che modifica l’articolo 16-bis del Dl 179/2012, e punto 6 della circolare del 27 giugno.

[3] Art. 45, lettere a) e c), del Dl 90/2014, che modifica gli articoli 126, comma 2, e 207 cod. proc. civ. e punto 12 della circolare del 27 giugno.

[4] Punto 2 della circolare del 27 giugno.

[5] Art. 44, comma 2, del Dl 90 e punto 9  della circolare del 27 giugno.

[6] Art. 52, comma 1, lettera a),  e comma 2, del Dl 90 e punto 11  della circolare del 27 giugno

[7] Art. 45, comma 1-bis, del Dl 90 e punto 3 della circolare del 27 giugno.

[8] Art. 52, comma 1, lettera b),  del Dl 90.

[9] Art. 46 del Dl 90/2014.

[10] Art. 147 cod. proc. civ.

[11] Art. 366 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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