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Dopo quanto tempo una donazione diventa irrevocabile

28 Febbraio 2022
Dopo quanto tempo una donazione diventa irrevocabile

Come rendere una donazione non impugnabile: quanto tempo occorre attendere?

Affinché il beneficiario di una donazione (il cosiddetto “donatario”) possa ritenersi al sicuro da eventuali contestazioni è necessario che trascorra del tempo da quando la donazione stessa viene trascritta nei registri immobiliari. Tale termine è differente a seconda però del tipo di contestazione e del soggetto che la solleva. Per stabilire quindi dopo quanto tempo una donazione diventa irrevocabile bisogna distinguere una serie di ipotesi tra loro differenti. Lo faremo qui di seguito ricorrendo a una serie di esempi pratici.

Chiariremo cioè quando si può contestare una donazione, chi può impugnarla, entro quanto tempo e soprattutto dopo quanto la donazione non può più essere contestata. Ma procediamo con ordine. 

Donazione fatta senza notaio

Le donazioni possono avvenire informalmente, senza la firma di un contratto e quindi anche in assenza di notaio, solo a patto che si tratti di beni di «modico valore». Il valore modico viene determinato in relazione alle capacità economiche di donante e donatario, anche se il codice non fissa criteri certi. La valutazione è quindi rimessa al giudice caso per caso.

Quando la donazione ha ad oggetto immobili oppure beni di non modico valore (una consistente somma di diverse migliaia di euro) è necessario il rogito. In tali ipotesi, la donazione fatta informalmente è nulla.

Mario intesta la casa ad un figlio e lo fa con una semplice scrittura firmata da entrambe le parti, ma senza passare dal notaio.

In tali ipotesi la donazione è sempre contestabile, anche a distanza di numerosi anni o dopo la morte del donante. Non c’è infatti un termine di prescrizione entro cui far valere l’azione di nullità dinanzi al giudice. 

Donazione fittizia

Il secondo caso è quello della cosiddetta donazione simulata, quando cioè le parti siglano un contratto diverso dalle effettive intenzioni.

Esistono due tipi di donazione simulata: la «simulazione assoluta» e la «simulazione relativa». Le vedremo qui di seguito.

Nella simulazione assoluta le parti concludono un contratto di cui non vogliono affatto gli effetti. Nel nostro caso ciò si verifica quando una parte effettua una donazione nei confronti dell’altra ma in realtà non hanno alcuna intenzione di trasferire la proprietà dell’immobile.

Antonio, sopraffatto dai debiti, per non farsi pignorare la casa la intesta alla figlia, già sposata; in realtà, nell’immobile continua a vivere il padre.

In questo caso, è chiaro l’intento simulatorio rivolto a frodare i creditori; i quali possono contestare la donazione senza alcun limite di tempo. Infatti, non c’è un termine di prescrizione per impugnare una simulazione assoluta. Anche in questa ipotesi, dunque, come in quella precedente, la donazione non diventa mai irrevocabile. 

Per non far impugnare la donazione, l’uomo avrebbe potuto donare alla figlia l’immobile riservandosi però l’usufrutto.

Nella simulazione relativa invece le parti concludono un contratto ma in realtà vogliono gli effetti di un altro contratto. Nel nostro caso si verifica quando un soggetto vende un bene a un altro ma in realtà, nell’accordo sottostante, c’è una donazione, sicché il prezzo non viene versato o viene restituito in un momento successivo.

Luca vuol trasferire al figlio una casa per privilegiarlo rispetto agli altri eredi. Ma temendo una contestazione da parte di questi, finge di vendergliela.

In questo caso, il termine per contestare la simulazione è di dieci anni. Dopo tale termine la donazione è irrevocabile.

Donazione che lede le quote di legittima degli altri eredi

Un tipico esempio di contestazione della donazione è quando questa viola le cosiddette «quote di legittima», ossia quelle percentuali di patrimonio del defunto che devono spettare necessariamente al coniuge e ai figli (o, in assenza dei figli, ai genitori). Sono i cosiddetti legittimari. Se il testamento viola tali quote, gli eredi lesi hanno la possibilità di contestare la ripartizione del patrimonio operata con il testamento stesso e, andando a ritroso, anche le donazioni effettuate in vita dal de cuius.

Gianna dona la propria casa alla figlia, ma alla morte lascia al figlio solo una piccola somma rimasta sul conto corrente. 

In questo caso, per impugnare la donazione ci sono 10 anni dalla morte del donante. Dopo tale termine, la donazione è irrevocabile.

Si può verificare una complicazione nel caso in cui, prima dell’azione dell’erede leso, il donatario ceda a terzi il proprio immobile.

Gianna dona la casa alla figlia, Luigina, ma alla morte lascia al figlio Andrea solo una piccola somma di denaro. Luigina, prima della morte della madre, vende la casa ad Amilcare. Andrea intende riprendersi la casa, benché ormai intestata ad Amilcare.

In tale ipotesi, la vendita nei confronti del terzo acquirente diventa irrevocabile dopo 20 anni dalla sua trascrizione. Scaduto tale termine, gli eredi lesi non possono più agire nei confronti del terzo acquirente ma possono comunque agire nei confronti dell’erede donante se non sono trascorsi (come detto prima) 10 anni dalla morte del donante.

Donazione per evitare il pignoramento e frodare i creditori

L’ultima ipotesi da analizzare è quella della donazione rivolta a evitare un pignoramento. 

Roberto ha dei debiti col fisco e così intesta la casa alla figlia Maria.

In questo caso, i creditori, entro 1 anno dalla donazione, possono trascrivere il pignoramento immobiliare e pignorare l’immobile donato anche in capo al donatario. Quindi, il trasferimento di proprietà è come se non fosse mai avvenuto.

Scaduto l’anno, e nei successivi 4 anni – quindi in tutto 5 anni dalla donazione – i creditori possono avviare la cosiddetta azione revocatoria volta a rendere inefficace la donazione. Devono però avviare una causa nella quale dimostrare che il donante, all’esito dello spoglio dell’immobile, è rimasto privo di altri beni utilmente pignorabili, ossia che non vi sono nel suo patrimonio altri beni da sottoporre a un’efficace esecuzione forzata. 

Pertanto, la revocatoria non è esperibile se una persona ha al proprio attivo altri beni di pari valore al debito. È esperibile invece se tali beni sono difficilmente vendibili all’asta. 

Trascorsi i 5 anni, la donazione è irrevocabile. 



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