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Come fare una donazione senza rischi

28 Febbraio 2022
Come fare una donazione senza rischi

Come rendere una donazione non impugnabile? Come deve agire il donante per evitare contestazioni da parte dei terzi, dei creditori e degli altri eredi. 

Il tempo sana tutte le ferite. E non solo. Sana anche le irregolarità giuridiche, rende impunibili i reati, cancella i debiti, fa prescrivere le azioni giudiziarie. Un esempio concreto si ha quando si parla di donazione. Donazione che spesso viene utilizzata come strumento per aggirare i diritti altrui. Ma non tutti hanno la pazienza e la possibilità di aspettare che trascorrano gli anni. Sicché, in questi casi, ci si chiede come fare una donazione senza rischi. 

La risposta potrebbe essere abbastanza semplice: facendo le cose “a regola d’arte”, ossia evitando di violare la legge. Ma non tutti conoscono la legge e, a volte, non è tanto la legge che si teme quanto le contestazioni di chi cerca il pelo nell’uovo. Ecco allora alcuni suggerimenti pratici su come fare una donazione senza rischi.

Dopo quanto tempo una donazione non può essere impugnata?

Salvo che la donazione sia totalmente nulla o simulata, non si deve temere più alcuna contestazione dopo al massimo 20 anni dalla donazione stessa. Lo abbiamo spiegato in un precedente articolo dal titolo Dopo quanto tempo la donazione diventa irrevocabile?

In verità, vi sono situazioni in cui la donazione diventa irrevocabile anche prima. È il caso in cui la stessa venga contestata dai creditori con l’azione revocatoria: in questo caso, la donazione non è più impugnabile dopo 5 anni.

Invece, la vendita che nasconde una donazione è impugnabile per 10 anni; dopo diventa definitiva.

Gli eredi legittimari (coniuge, figli o genitori) hanno 10 anni di tempo dalla morte del testatore per contestare le donazioni da lui fatte in vita se hanno leso le rispettive quote di legittima, quelle cioè indisponibili. Se però il donatario ha intestato il bene a un terzo, questi può essere privato del bene stesso solo nei primi 20 anni dalla donazione: dopodiché, la donazione diventa irrevocabile.

Dunque, per rendere una donazione non impugnabile, il primo e più sicuro sistema è quello di attendere i tempi che abbiamo appena indicato.

Fanno eccezione solo due casi: la donazione che, benché dovesse avvenire con rogito notarile, è stata fatta con scrittura privata e la donazione simulata, ossia il trasferimento di un bene eseguito solo sulla carta ma non nella sostanza (si pensi al donante che continua a vivere nell’immobile benché intestato a un terzo). In tali ipotesi, la donazione può essere contestata senza limiti di tempo.

Come rendere non impugnabile la donazione: il notaio

Ci sono alcune cautele da adottare per rendere incontestabile una donazione. La prima, che bisognerebbe tenere sempre a mente, è quella della corretta «forma». In particolare, la legge dice che per tutte le donazioni di immobili (indipendentemente dal valore de bene) e per quelle di «non modico valore» (ossia quelle che, in relazione alle condizioni economiche del donante, ne comportano un sostanziale impoverimento) bisogna sempre adottare il cosiddetto atto pubblico ossia il rogito notarile. In tali ipotesi, quindi, non è possibile operare “privatamente”, tramite ad esempio una scrittura privata o una voltura catastale. Per rendere la donazione non impugnabile bisogna recarsi necessariamente dal notaio.

Dinanzi al notaio devono apparire anche due testimoni, che di solito sono offerti dallo stesso studio notarile tra il proprio personale.

Come rendere non impugnabile la falsa donazione: il prezzo di vendita

Se invece si vuol simulare una vendita al posto di una donazione bisognerebbe innanzitutto assicurarsi di prevedere, nel contratto, un corrispettivo proporzionato al valore del bene, non quindi irrisorio.

In secondo luogo, bisogna fare in modo che il prezzo concordato sia effettivamente corrisposto, in modo da non fornire ai terzi le prove della simulazione. Il corrispettivo va dunque pagato: diversamente, la donazione sarebbe impugnabile perché nasconderebbe una simulazione. 

Il problema deriva dal fatto che i pagamenti devono essere tracciabili. Pertanto, anche l’eventuale restituzione al finto venditore (in realtà donante) del prezzo corrispostogli lo sarebbe. Questo passaggio di denaro andrebbe quindi giustificato nel modo opportuno (ad esempio con plurimi trasferimenti di importo minimo) per non lasciare traccia dell’intento simulatorio.

Come rendere non impugnabile dagli eredi la donazione 

Un altro modo per rendere non contestabile la donazione, quando sono in gioco gli interessi degli eredi legittimari, è provvedere a un’equa divisione del proprio patrimonio in modo che, in sede di divisione dell’eredità, non ci siano contestazioni. A tal fine, sarà bene consultarsi con un notaio il quale possa stabilire un corretto piano di riparto, anche alla luce delle donazioni di denaro già fatte in vita dal donante.

Spesso, si regalano ai figli delle somme consistenti senza però che di ciò vi sia traccia (ad esempio acquisto di mobilio, spese nuziali, sostegni economici in momenti di difficoltà, ecc.). Se di tanto non vi è alcuna prova scritta (come ad esempio la tracciabilità dello spostamento del denaro) potrebbe andare bene anche un atto di ammissione da parte del beneficiario che dichiari di aver ricevuto tali utilità.

Un altro modo per rendere non impugnabile la donazione è quello di far firmare agli eredi legittimari una dichiarazione di rinuncia all’azione di lesione della legittima. In tal modo, questi non potranno più contestare la donazione.

La donazione con riserva d’usufrutto

Un altro tipico caso di donazione è quella che viene fatta con riserva di usufrutto a favore del donante, nei cui confronti però il donatario si impegna, vita natural durante, a prestare assistenza materiale e morale. La donazione con obbligo di assistenza può essere impugnata se effettuata in un momento in cui le aspettative di vita del donante non erano minime (ad esempio pochi mesi prima della morte o dinanzi a una malattia ad esito certo). Diversamente, infatti, la controprestazione dell’assistenza non sarebbe bilanciata dal valore del bene ricevuto e, venendo meno la proporzione, sarebbe chiaro l’intento simulatorio. 

Le contestazioni dei creditori

Dinanzi a una donazione fatta per evitare il pignoramento dei beni bisognerebbe agire in tempo. Questo perché i creditori hanno cinque anni per esercitare l’azione revocatoria. Ma la revocatoria può essere esperita solo a patto che il donante non abbia altri beni utilmente pignorabili e che il debito sia sorto prima della donazione.

Quindi, la donazione andrebbe effettuata in epoca anteriore alla nascita dell’obbligazione (ad esempio prima di contrarre il mutuo in banca e non prima dell’insorgere della morosità). Inoltre, il donante dovrebbe sempre conservare dei beni che possano eventualmente soddisfare le ragioni dei creditori. 



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