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Risarcimento per sinistri stradali ed rc auto: torna la conciliazione obbligatoria

1 Settembre 2014
Risarcimento per sinistri stradali ed rc auto: torna la conciliazione obbligatoria

Negoziazione assistita per i danni da incidente stradale: la legge di riforma della giustizia introduce il nuovo istituto laddove invece era stato escluso dall’obbligo della mediazione.

Quel che esce dalla porta, in Italia, entra prima o poi dalla finestra. E così, per le cause relative a sinistri stradali: benché la recente riforma aveva espressamente escluso tale tipo di controversie dalla mediazione obbligatoria preventiva, la recente riforma della giustizia ha introdotto un meccanismo molto simile. La nuova negoziazione assistita viene espressamente indirizzata, tra l’altro, a tutte le controversie relative alla responsabilità rc auto.

Come abbiamo già avuto modo di illustrare in dettaglio nei precedenti articoli sulla riforma della giustizia, la negoziazione assistita altro non è che una procedura cogestita dagli avvocati delle parti ed indirizzata al raggiungimento di un accordo conciliativo che, da un lato, eviti il giudizio e che, dall’altro, consenta la rapida formazione di un titolo esecutivo stragiudiziale. Insomma, chi da oggi intende citare in giudizio un’assicurazione, per ottenere il risarcimento del danno da sinistro stradale, deve prima invitare l’altra parte alla stipula di una “convenzione di negoziazione” assistita da un avvocato.

Esperire il tentativo è condizione di procedibilità: il che vuol dire che, nell’ipotesi in cui le parti non abbiano provveduto a tale preliminare adempimento, la causa non potrà andare avanti e il giudice ordinerà di “tornare indietro” e di svolgere prima tale tentativo di accordo.

La stessa regola si applicherà anche a tutte le controversie relative ai diritti dei consumatori, ossia disciplinate dal codice nel consumo [1] e per quelle che hanno ad oggetto una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti 50 mila euro (sempre che non rientrino tra le materie per le quali è già stata prevista la mediazione obbligatoria).

Per queste tipologie di controversie, prima di poter rivolgersi al giudice, bisognerà svolgere il procedimento alternativo, con l’obiettivo di scongiurare l’intervento dell’autorità giudiziaria. In questo contesto, la condizione di procedibilità si considera verificata se l’invito a siglare la convenzione non è seguito da adesione oppure è seguito dal rifiuto entro 30 giorni dal suo ricevimento.

Tale causa di improcedibilità non si applica nei procedimenti: per ingiunzione (ricorsi per decreto ingiuntivo), inclusa l’eventuale fase di opposizione spiegata dal debitore; di consulenza tecnica preventiva [2]; di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata; in camera di consiglio; nell’azione civile esercitata nel processo penale.

Come si svolge la negoziazione assistita?

Saranno le parti a determinare i tempi, che comunque dovranno essere compresi fra un mese e quattro e prorogabili per non più di due. Anche il giudice può invitare a procedere alla negoziazione.

Con un’avvertenza importante però: il decreto legge specifica che l’invito a stipulare la convenzione deve indicare, oltre all’oggetto della controversia, anche l’avvertimento che la mancata risposta o il rifiuto potrebbe essere valutato, dal giudice, come elemento importante della condotta della parte, sia per quanto riguarda la condanna alle spese di giudizio, sia per la responsabilità aggravata, sia per l’esecuzione provvisoria dell’eventuale successiva sentenza.

In ogni caso, la convenzione di negoziazione, che non rappresenta l’accordo, dovrà prevedere un tempo di almeno un mese per lo svolgimento della procedura, l’indicazione della materia della lite che non deve comunque riguardare diritti indisponibili (esclusione questa che accomuna la negoziazione all’altro procedimento alternativo, quello arbitrale).

La forma sarà sempre quella scritta e la conclusione deve prevedere l’assistenza di un avvocato.

Sempre gli avvocati sono chiamati a certificare l’autografia delle sottoscrizioni messe alla convenzione. Certificazione che gli avvocati svolgono anche sull’accordo nel quale può sfociare il procedimento di negoziazione. Se si raggiunge una intesa che risolve la controversia essa costituisce titolo esecutivo e può essere utilizzata per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.


note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. sono 8 anni la causa viene rimandata di anno in anno ….nel frattempo mio suocero è morto …il nostro avvocato non ha mai chiesto un acconto per le spese ospedaliere che abbiamo affrontato. come possiamo fare per essere riconosciuti …..

  2. vorrei sapere se entro i 50.000 € rientra anche il danno per lesioni, perchè per i soli danni auto la somma mi sembra eccessiva.

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