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Pignoramento e cessione del quinto pensione

5 Marzo 2022
Pignoramento e cessione del quinto pensione

Ho una pensione di circa 3.000 euro netti ed ho in corso una cessione del quinto. Se mi dovessero pignorare la pensione, come verrebbe calcolato l’importo del quinto pignorabile?

Rispondendo subìto al suo quesito, occorre dire che l’eventuale pignoramento della sua pensione avverrà sull’importo al lordo del quinto ceduto, tenendo conto però del cosiddetto minimo vitale impignorabile fissato dalla legge (articolo 545 del Codice di procedura civile).

Fatta questa premessa, bisogna precisare che:

  • il calcolo della somma pignorabile avviene al lordo dell’importo oggetto di cessione del quinto perché la cessione del quinto è atto volontario (cessione del quinto possibile per i pensionati grazie all’articolo 13 bis della legge n. 80 del 2005);
  • la quota pignorabile (calcolata sull’importo che comprende il quinto ceduto) viene calcolata in modo differente a seconda che il pignoramento avvenga, da parte del creditore, direttamente presso l’ente che eroga la pensione oppure presso il conto corrente, bancario o postale, su cui la pensione viene accreditata.

Scendendo nel concreto, se un suo creditore dovesse pignorarle la pensione il calcolo da operare, in base all’articolo 545 del Codice di procedura civile, sarà il seguente:

  • se il creditore pignora la pensione presso l’ente che la eroga (Inps o altro ente) prima che la pensione sia accreditata al pensionato, il pignoramento non potrà superare un quinto dell’importo netto della pensione mensile calcolato sulla parte che eccede il cosiddetto limite vitale che è pari a circa 690,00 euro (cioè una volta e mezza l’importo dell’assegno sociale); questo vuol dire che se l’importo netto della sua pensione mensile è pari ad euro 3.000,00 (nel calcolo, come abbiamo precisato, va compresa la quota oggetto di cessione del quinto) il creditore può pignorare direttamente presso l’ente pensionistico al massimo un quinto della differenza tra euro 3.000,00 ed euro 690,00, cioè al massimo un quinto di euro 2.310,00 pari a circa euro 462,00 al mese;
  • se invece il creditore pignora la pensione sul conto bancario o postale dove viene accreditata, l’articolo 545 del Codice di procedura civile stabilisce che:
    • le somme che si trovano già depositate sul conto prima del giorno del pignoramento sono pignorabili solo se superano per tre volte l’importo dell’assegno sociale e cioè solo se superano l’importo di euro 1.380,00 (quindi, ad esempio, se al momento del pignoramento il pensionato ha sul conto 20.000 euro, il creditore potrà pignorare la differenza tra 20.000,00 euro e 1.380,00 euro e cioè 18.620,00 euro fino ad integrale soddisfacimento del suo credito);
    • i ratei di pensione che invece saranno accreditati sul conto del pensionato dopo la data del pignoramento saranno pignorabili, fino alla totale estinzione del debito, nel limite massimo di un quinto della parte che supera il limite minimo vitale impignorabile di euro 690,00 (così ad esempio se la pensione è, come nel suo caso, di 3.000,00 euro mensili, dopo la data del pignoramento potrà essere pignorato, mese per mese e fino ad estinzione del debito, al massimo un quinto dell’importo della pensione mensile che supera i 690,00 euro e cioè un quinto di euro 2.310,00 e, quindi, al massimo euro 462,00).

Questi sono dunque i limiti massimi di pignoramento delle pensioni e le modalità di calcolo delle quote pignorabili fissati dalla legge italiana.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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