Diritto e Fisco | Articoli

Licenziamento illegittimo: quali tutele?

12 Marzo 2022
Licenziamento illegittimo: quali tutele?

Sono stato assunto con contratto a tempo indeterminato, full time e mansioni di Responsabile commerciale presso un’azienda. Il mio ruolo è stato confermato anche nell’organigramma aziendale vigente per l’anno in corso. Tuttavia, senza alcun preavviso e senza ricevere alcuna proposta di riallocazione all’interno dell’azienda, sono stato licenziato per “soppressione della posizione lavorativa”. Ritengo che la motivazione non sia veritiera e che vi fossero altre posizioni utili in azienda compatibili con il mio livello di inquadramento. Il licenziamento è legittimo? Quali tutele posso chiedere?

Il licenziamento, sia esso per giusta causa o, come nel caso di specie, per giustificato motivo oggettivo, deve essere innanzitutto specificamente motivato. Il datore deve indicare le precise ragioni di carattere economico, tecnico e organizzativo che hanno determinato il suo recesso dal rapporto di lavoro.

Oltre a ciò, prima di procedere con il licenziamento, l’azienda deve valutare se vi siano altre mansioni o posizioni utili in cui ricollocare il dipendente, valutando eventualmente anche l’adibizione a mansioni inferiori, oppure una riduzione del suo orario di lavoro, dovendosi considerare il licenziamento come soluzione estrema, in assenza di alternative (cosiddetto “obbligo di repêchage”).

Nel caso di specie, Lei chiede se sia legittimo il Suo licenziamento, posto che le motivazioni che lo sorreggono non appaiono veritiere (in particolare la Sua figura professionale non pare essere stata soppressa, né Le è stata prospettata una ricollocazione all’interno dell’azienda in alternativa al licenziamento, pur essendoci posizioni vacanti utili a tal fine) e se, di conseguenza, abbia diritto ad una tutela, quantomeno economica.

Dalla prospettazione dei fatti da Lei svolta, effettivamente il licenziamento intimatoLe potrebbe considerarsi illegittimo per le ragioni che seguono.

In primo luogo, il recesso datoriale viene motivato dalla soppressione della figura del Responsabile commerciale, ruolo invero inserito nell’organigramma che l’azienda avrebbe dovuto adottare dal prossimo mese, salvo modifiche intervenute successivamente al Suo licenziamento e di cui non possiamo essere a conoscenza; in secondo luogo, dato ben più grave, nella comunicazione di licenziamento si legge che “non si rinvengono, nel residuo contesto aziendale, posizioni scoperte di contenuto professionale equivalente, cui poterla proficuamente adibire”, circostanza che invero è smentita dalla presenza, da Lei segnalata, di posizioni professionali cui La si sarebbe potuta adibire, in alternativa al licenziamento.

Conseguentemente, il licenziamento intimatoLe può considerarsi viziato in quanto intimato in assenza di giustificato motivo oggettivo e, soprattutto, in violazione dell’obbligo di repêchage, ossia dell’obbligo datoriale di ricollocare il dipendente all’interno dell’azienda in mansioni compatibili con il suo livello di inquadramento o addirittura, con l’accordo delle parti, in mansioni inferiori.

La tutela che la legge accorda in questi casi è quella disposta dall’art. 3, D.Lgs. 23/2015 (Jobs Act), il quale prevede che, nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un’indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale, in misura non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilità della retribuzione utile al calcolo del Tfr, intendendosi per tale, la retribuzione base, con l’aggiunta dei ratei di 13-esima e 14-esima mensilità. La predetta indennità è dimezzata qualora l’impresa occupi meno di 15 dipendenti.

Il fatto che, nel momento in cui Le è stata sottoposta, Lei abbia sottoscritto la comunicazione di licenziamento, non vale quale accettazione del licenziamento stesso, ma come sottoscrizione “per ricevuta” della relativa comunicazione.

Per poter ricevere tutela a fronte dell’illegittimo recesso aziendale, il licenziamento deve però tassativamente essere impugnato stragiudizialmente (dunque a mezzo raccomandata a.r. o pec) entro 60 giorni dalla sua comunicazione e tale impugnazione deve essere seguita, entro i successivi 180 giorni, dal deposito di un ricorso giudiziario o di un’istanza di conciliazione dinanzi all’Ispettorato Nazionale del Lavoro ai sensi dell’art. 410 cod. proc. civ.

In mancanza di impugnazione nei suddetti termini, non potrà più vantare alcun diritto derivante dall’illegittimità del recesso nei confronti dell’azienda.

Le consiglio dunque di impugnare quanto prima il licenziamento, avvalendosi dell’assistenza di un legale o di un’organizzazione sindacale di Sua fiducia.

Potrebbe anche accadere che, a fronte dell’impugnazione del licenziamento, l’azienda proponga una soluzione bonaria della vertenza, offrendo essa stessa una somma a chiusura tombale della controversia.

In un eventuale giudizio, l’azienda è onerata di provare la legittimità del Suo licenziamento, ma Lei dovrà munirsi delle prove atte a confutare la tesi aziendale e dunque dovrà con certezza o buon grado di probabilità dimostrare per documenti e testimoni che la Sua figura professionale non è stata soppressa e che esistevano in azienda, al momento del licenziamento, posizioni utili ad una Sua ricollocazione. Infine potrebbe essere utile capire se, nel frattempo, l’azienda ha assunto nuovo personale in mansioni compatibili o analoghe a quelle da Lei svolte.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube