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Insegnamento e altra attività con partita Iva: si può fare?

5 Marzo 2022
Insegnamento e altra attività con partita Iva: si può fare?

Sono docente precario ed ho partita Iva per lo svolgimento di attività di elearning specialist, per cui non è prevista iscrizione all’albo.  Nell’a.s. 2020/21 avevo chiesto e ottenuto l’autorizzazione a svolgere la funzione docente presso un istituto superiore. Nell’a.s. 2021/22 ho prodotto parimenti istanza, ma il dirigente scolastico ha espresso diniego ritenendo incompatibile la funzione docente con l’attività professionale extrascolastica da me svolta. Sono davvero in situazione di incompatibilità? Dovrei organizzare la mia attività in forma societaria?

La più recente giurisprudenza in materia è concorde nel ritenere compatibile con l’esercizio della professione di insegnante lo svolgimento di attività libero professionale, anche qualora questa non preveda l’iscrizione in albi o elenchi, purché tale attività non pregiudichi l’assolvimento delle attività inerenti la funzione docente e non sia incompatibile con l’orario di insegnamento e servizio.

La titolarità di partita Iva è compatibile, inoltre, con la funzione docente solo per l’esercizio di attività libero professionale, essendo invece espressamente esclusa la possibilità per l’insegnante di esercitare attività imprenditoriale.

Accanto alla giurisprudenza ed al parere di diversi Uffici Scolastici Regionali italiani, deve considerarsi dirimente in materia la Legge 14 gennaio 2013 n. 4, con la quale sono state disciplinate le professioni non regolamentate.

La citata legge definisce “professione non organizzata in ordini o collegi” l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’articolo 2229 del Codice civile e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.

Con la L. 4/2013 si introduce dunque il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista, consentendo altresì al professionista di scegliere la forma in cui esercitare la propria professione, riconoscendo l’esercizio di questa sia in forma individuale, che associata o societaria, oppure nella forma di lavoro dipendente.

I professionisti possono addirittura costituire associazioni professionali (con natura privatistica, fondate su base volontaria e senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva) con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

Alcuni esempi di tali professioni non regolamentate sono quelli di “cuoco”, “maître”, “osteopata”, “naturopata”, etc.

Ad ogni modo, chiunque svolga una delle professioni non regolamentate di cui sopra contraddistingue la propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l’espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della citata legge: ciò significa che, in ogni documento, i professionisti dovranno apporre l’indicazione “professionista di cui alla legge 4/2013″.

Pertanto, il dirigente scolastico può concedere l’autorizzazione alla libera professione anche in caso di professionisti non iscritti ad albi o ordini, proprio in virtù della legge 4/2013, che consente a tutti l’esercizio di attività libero-professionali, anche per quelle professioni per le quali non sia prevista l’iscrizione in albi o elenchi.

Ovviamente, ai fini della concessione dell’autorizzazione, devono altresì sussistere i requisiti previsti dal D. Lgs. n. 297/1994 e cioè che l’esercizio della professione non sia di pregiudizio all’assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e sia compatibile con l’orario di insegnamento e di servizio.

Conseguentemente, l’attività svolta da chi sia titolare di partita Iva è incompatibile con la funzione docente solo se riferita all’esercizio di una impresa, mentre se trattasi di un’attività professionale ne può essere autorizzato l’esercizio.

L’autorizzazione all’esercizio della libera professione non va comunicata all’anagrafe delle prestazioni dei pubblici dipendenti.

Permane infine il divieto sancito dall’art. 1 comma 58 della L. n. 662/1996, ai sensi del quale l’attività lavorativa prestata dal docente in aggiunta a quella intercorrente con l’amministrazione scolastica non può, in alcun caso, essere costituita con altra amministrazione pubblica.

Alla luce di quanto sopra, ritengo pertanto che Lei, in quanto elearning specialist titolare di partita Iva, non si trovi in situazione di incompatibilità con lo svolgimento della funzione docente, in quanto:

  • le norme e la giurisprudenza in materia sanciscono la compatibilità tra insegnamento e svolgimento di attività libero-professionali anche qualora queste ultime siano “atipiche”, ossia non prevedano l’iscrizione del professionista in albi o elenchi;
  • l’attività da Lei svolta non pregiudica l’assolvimento del Suo incarico di docente
  • non si ravvisa incompatibilità con l’orario di insegnamento e servizio;
  • Lei non svolge la Sua attività in forma imprenditoriale, né alle dipendenze di altre amministrazioni pubbliche.

A mio avviso, dunque, avrebbe ben potuto diffidare il dirigente scolastico dal negarLe lo svolgimento dell’attività di docente e, persistendo il diniego, presentare ricorso d’urgenza al tribunale, Sezione Lavoro territorialmente competente, per ottenere l’autorizzazione all’esercizio della professione docente da parte dell’istituto ove operava.

Sicuramente, Le sconsiglio di organizzare la Sua attività di elearning specialist in forma societaria o, peggio, di costituire una società a nome di terze persone e lavorarvi come dipendente: ciò in quanto l’esercizio di attività in forma imprenditoriale e lo svolgimento di lavoro subordinato sono espressamente considerati incompatibili con la funzione docente.

Aggiungo infine che, in caso simile al Suo riguardante però il personale ATA, l’Aran con Parere CIRS58 del 24.02.2021 ha osservato che, ai sensi dell’art. 58, co. 9, del CCNL del 29.11.2007, “Al personale interessato è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico, l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d’istituto”, non sussistendo pertanto alcuna preclusione tra servizio presso la Scuola e l’esercizio di altre attività, qualsiasi esse siano.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini



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1 Commento

  1. non si applica il principio di esclusività del pubblico impiego di cui l’art. 53 del D.Lgs.30.3.2001, n. 165?

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