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Al semaforo, multa col rosso anche se il giallo dura meno di 4 secondi

1 Settembre 2014
Al semaforo, multa col rosso anche se il giallo dura meno di 4 secondi

Cassazione contro Ministero: il Cds non indica il tempo minimo inderogabile di durata della luce gialla; la durata minima della luce è quella che consente a un veicolo di frenare a 50 km/h.

Colpo di scena sui semafori. Nonostante la nota del Ministero dei Trasporti dello scorso mese di aprile, data in risposta a una interrogazione parlamentare, secondo cui il tempo minimo di durata della luce gialla semaforica deve essere, nelle zone urbane, di 4 secondi e, fuori dai centri abitati, di 5 secondi, la Cassazione è di contrario avviso. Con una sentenza di questa mattina [1], infatti, la Suprema Corte ha sentenziato che il codice della strada nulla dispone a riguardo e, pertanto, chi passa col rosso può essere fotografato dal T-Red, ed è tenuto a pagare la multa, anche se il giallo resta sul semaforo per meno di quattro secondi.

Cos’è il T-Red

Il T-Red è il semaforo con telecamera per rilevare le infrazioni. Cioè, se si passa col rosso il sistema registra la contravvenzione, sulla base della quale viene spedita a casa la multa in un secondo momento. La Corte di cassazione, dopo averne in un primo momento, sancito la regolarità solo in presenza degli agenti ha ora sdoganato la telecamera al semaforo, anche in assenza di questi.

La sentenza

Secondo la Suprema Corte, basta e avanza il minimo di tre secondi perché consente di arrestare il veicolo in tutta sicurezza. In barba anche a una nota del ministero dei Trasporti del 2007 [2].

Il dato dei quattro secondi indicato dal Ministero – si legge in sentenza – non è inderogabile: è il conducente del veicolo che deve adeguare la velocità del mezzo allo stato dei luoghi. Il codice della strada, al momento, non indica una durata minima del periodo di accensione della luce gialla: tre secondi, però, secondo i giudici della Corte, sono più che sufficienti perché si tratta del tempo sufficiente per consentire la frenata a un veicolo che va a 50 chilometri orari (tale infatti è il limite di velocità sul sentiero urbano).


note

[1] Cass. sent. n. 18470/14 dell’01.09.14.

[2] Min. Trasporti nota n. 67906 del 16.07.2007.


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2 Commenti

  1. Sono un autista di pullman, invierei volentieri Giudici e Funzionari del ministero dei trasporti ad utilizzare veicoli di grandi dimensioni per capire quanto non sia così “logico” e “naturale”, arrestare un mezzo da 15/20 tonnellate in un arco di tempo così limitato!
    Non per una mera questione tecnica ( pullman e camion hanno notevoli capacità di arresto), ma, esiste il tempo di reazione e la valutazione dello stato del carico ( passeggeri in piedi o, nel caso di carico di oggetti, la pericolosità del carico stesso) che si allunga sensibilmente rispetto ad un veicolo di classe B.
    Senza contare altri aspetti oggettivi che vanno a sommarsi ( visibilità del semaforo al momento del transito, condizioni stradali, veicoli che ci seguono,…)!
    Per esperienza, vi posso dire che, sistemi con cronometro ( utilizzati in svizzera, Austria, Germania,…) sono molto più sicuri e aiutano molto!!
    Ma, ahimè, siamo un paese “anomalo” e non ne usciremo mai !!!

  2. Non ne usciremo mai,
    almeno fino a quando gli ignoranti in materia pretenderanno di dettare regole codificando l’incodificabile, con valori minimi reali che vanno ben oltre quelli “dictat” che si pretende di dispensare d’ufficio o sentenziando.
    Ogni singola intersezione è un caso a sè, complicata poi dalle variabili dei flussi di traffico e dalla natura eterogenea della viabilità, altro che i tre o quattro secondi del piffero!
    Sempre oppressi dall’ansia mediatica, nessuno escluso, questi pensatori ufficiali dimenticano, o peggio non conoscono (ignoranti!!!) l’elemento tecnico basilare del tema ovvero, che il generico utente della strada deve (imperativo), prima di tutto, rispettare quanto prescritto dall’art. 41 c.10 del C.d.S. “Durante il periodo di accensione della luce gialla…..eccc….”, suggerisco di leggerlo integralmente.
    Per tale ragione qualsiasi pronunciamento in merito, indipendentemente dalla levatura del proponente e dal prestigio di esso, assume quanto meno la veste di FALSO IDEOLOGICO.
    Chi scrive ha già, a suo tempo (2007), esaminato asetticamente determinati contesti risultati TUTTI erratamente configurati, con lauto beneficio delle casse comunali e del portafogli del fornitore degli apparati, storia sempre dannatamente…..italiota!
    Che pena facciamo

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