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Come si paga il contributo unificato nel 2022

1 Marzo 2022 | Autore:
Come si paga il contributo unificato nel 2022

Le regole di versamento post-Covid stabilite dal ministero della Giustizia; cosa deve fare chi aveva già pagato con la marca da bollo.

Il ministero della Giustizia ha emanato una circolare [1] per stabilire come si paga il contributo unificato nel 2022. Le nuove regole stabiliscono che la modalità telematica dovrà essere seguita per tutto il corrente anno, anche nel periodo post-pandemia.

Questo significa che le cancellerie dei tribunali e degli altri uffici giudiziari dovranno rifiutare le marche da bollo, cioè i contrassegni acquistati nelle tabaccherie. Chi ha già pagato con questa modalità dovrà regolarizzare con un nuovo versamento, ma potrà chiedere il rimborso della marca «bruciata» e non più utilizzabile. Inoltre, nel 2022 non si potrà pagare neppure con i servizi di home banking, in quanto essi non consentono di abbinare i versamenti.

Contributo unificato: obbligo di pagamento telematico

La nota ministeriale spiega che l’intervento si è reso necessario a causa delle richieste di chiarimenti provenienti dagli avvocati, che volevano sapere se era possibile assolvere l’obbligo di pagamento del contributo unificato attraverso i contrassegni acquistati presso le rivendite autorizzate.

La risposta del dicastero di via Arenula è stata negativa: «negli uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico, deve considerarsi conforme alla normativa vigente, che sancisce quale modalità ordinaria di pagamento del contributo unificato nei procedimenti civili, contenziosi e di volontaria giurisdizione quella assolta tramite i sistemi telematici di pagamento, il comportamento delle cancellerie degli uffici giudiziari che non hanno accettato il pagamento del contributo unificato assolto tramite acquisto presso le rivendite autorizzate».

In altre parole, per il ministero è legittimo il rifiuto delle cancellerie ad accettare le marche da bollo portate dagli avvocati. Pertanto – prosegue la circolare – «il pagamento del contributo unificato mediante marca da bollo non potrà ritenersi validamente eseguito e dovrà essere regolarizzato attraverso un nuovo pagamento effettuato con le descritte modalità telematiche».

Attenzione: tra le modalità telematiche consentite non rientrano i pagamenti effettuati, con modello F23, attraverso i servizi di home banking, in quanto – spiega il ministero – «non sarebbe possibile abbinare in alcun modo il versamento effettuato ad un unico pagamento». Perciò bisognerà avvalersi esclusivamente dei mezzi consentiti ed elencati nel Portale dei servizi telematici del dicastero, alla voce «Pagamenti», a partire dal sistema PagoPa.

Contributo unificato: rimborso delle marche da bollo

Cosa succede a chi aveva già pagato il contributo unificato con il contrassegno fisico, quindi con le marche da bollo applicate sugli atti depositati? In questi casi l’avvocato, dopo aver eseguito il secondo versamento con le modalità telematiche, può richiedere il rimborso delle somme versate.

Per le modalità delle richieste di rimborso del contributo unificato, il ministero richiama le proprie precedenti circolari [2]: dunque, il rimborso è possibile in tutti i «casi in cui si sia proceduto al deposito dell’atto introduttivo del giudizio», altrimenti la restituzione delle somme versate è preclusa, «stante anche l’impossibilità di individuare l’effettivo contribuente, unico soggetto legittimato a chiedere un eventuale rimborso».

Per ulteriori informazioni leggi: “Pagamento contributo unificato nel processo telematico“.


note

[1] Min. Giustizia, nota prot. n. 1280 del 24.02.2022.

[2] Min. Giustizia, circ. n. DAG 29718.U del 11.02.2021 e Min. Finanze, circ. n. 33/2007.


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