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Cosa rischia l’azienda che non paga i contributi ai dipendenti?

1 Marzo 2022
Cosa rischia l’azienda che non paga i contributi ai dipendenti?

Evasione contributi sulle buste paga: l’ingiunzione dell’Inps, le sanzioni e la denuncia penale. Quando l’omesso versamento dei contributi è reato. 

Cosa rischia l’azienda che non paga i contributi ai dipendenti? A mobilitarsi è innanzitutto l’Inps che notifica al datore di lavoro la cosiddetta ordinanza-ingiunzione. Con quest’atto, che viene notificato tramite raccomandata a.r. o pec, l’Istituto di previdenza ordina il versamento delle somme evase. Successivamente, la palla passa all’Agente della Riscossione Esattoriale che procede alle misure esecutive (pignoramenti). 

Non sempre l’omesso versamento dei contributi integra un reato per il quale è possibile denunciare il datore di lavoro. L’illecito penale scatta solo al superamento di determinate soglie, al di sotto delle quali invece si rientra nell’ambito degli illeciti amministrativi.

Il dipendente che si accorge che il datore non gli sta versando i contributi può segnalare il problema all’Inps o all’Ispettorato del lavoro. I contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni, ma il termine di prescrizione si allunga a 10 anni in caso appunto di denuncia del lavoratore. In base al principio di automaticità delle prestazioni, il dipendente non perde le prestazioni previdenziali e assicurative, e di conseguenza la pensione, per il solo fatto che il suo datore sia inadempiente. È sufficiente la sola sussistenza del rapporto di lavoro, anche in assenza di contributi. Leggi in proposito Come fare se l’azienda non versa i contributi. In questa sede ci occuperemo, più nel dettaglio, di precisare cosa rischia l’azienda che non paga i contributi ai dipendenti.

Omesso versamento dei contributi: quando denunciare?

Dopo le modifiche apportate dal Dlgs 8/2016, il quadro delle sanzioni applicabili all’azienda che non versa i contributi dei dipendenti varia a seconda del valore annuo dell’evasione: se tale valore supera i 10.000 euro annui, scatta il penale con la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 1.032 euro. Viceversa, al di sotto di tale soglia può essere irrogata solo la sanzione amministrativa pecuniaria compresa fra 10.000 e 50.000 euro; si tratta quindi di un semplice illecito amministrativo.

Omesso versamento dei contributi: cosa si rischia?

Come anticipato in apertura, non appena ricevuta la segnalazione del lavoratore dipendente o, comunque a seguito delle verifiche dei propri ispettori, l’Inps si attiva notificando all’azienda un’ordinanza-ingiunzione che è un titolo esecutivo: essa consente cioè l’avvio delle azioni esecutive senza bisogno di accertamento del giudice. 

Il datore di lavoro che non abbia adempiuto al versamento dei contributi trattenuti al lavoratore, una volta ricevuta la notifica della contestazione della violazione, ha tre mesi per adempiere senza essere punito con le sanzioni da 10mila a 50mila euro.

Entro trenta giorni dalla data della contestazione, il datore di lavoro può inviare all’Inps propri scritti e documenti difensivi che possono portare all’eventuale ordinanza di archiviazione del procedimento di irrogazione della sanzione. 

Sussistendo la violazione, se il datore di lavoro non versa le ritenute previdenziali nei tre mesi successivi alla notifica della contestazione, scattano le sanzioni. Per i pagamenti nei primi 60 giorni, l’importo della sanzione amministrativa è dovuto nella misura ridotta di 16.666 euro (cioè un terzo del valore massimo della sanzione) oltre alle spese del procedimento.

Trascorsi inutilmente anche i 60 giorni, l’Inps emana l’ordinanza-ingiunzione con applicazione della sanzione amministrativa non più ridotta e pertanto con un valore minimo di 17.000 euro fino al massimo di 50.000; in presenza di un obbligato in solido, il pagamento dovrà essere effettuato una sola volta da uno degli obbligati a vantaggio di tutti.

Come effettuare il pagamento dei contributi?

Il pagamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro 30 giorni dalla notificazione dell’ordinanza-ingiunzione (termine raddoppiato per i residenti esteri), con F24 Elide utilizzando il codice tributo Samm. Entro il termine di 30 giorni potrà essere richiesto il pagamento rateale da 3 a 30 rate mensili mediante invio del modello SC97 a mezzo email pec nei confronti della sede Inps competente. In caso di mancato pagamento nei termini indicati, l’Inps provvederà a emettere un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.



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