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Cosa succede se un minorenne firma un contratto?

1 Marzo 2022
Cosa succede se un minorenne firma un contratto?

Un minore di 18 anni può comprare qualcosa? È obbligato a pagare se contrae un’obbligazione? Cosa rischia il venditore?

Cosa succede se un minorenne firma un contratto? Sappiamo che il contratto non è solo quello costituito dal documento cartaceo. Si firma un contratto anche quando si compra un giornale, un gelato, un pacchetto di gomme, uno smartphone. Si firma un contratto quando si clicca col mouse sul pulsante a forma di carrello su un sito di e-commerce; quando si sale su un mezzo pubblico; quando si raccoglie la merce dagli scaffali del supermercato e la si porta alla cassa per pagare; quando si inseriscono i soldi in un distributore automatico. Insomma, il contratto può essere costituito da qualsiasi comportamento che manifesti una volontà di concludere un determinato accordo economico. 

La nostra legge stabilisce però che la capacità d’agire, quella cioè che consente a ciascuno di noi di obbligarsi e di assumere impegni economici, si acquista solo con i 18 anni. Ecco che allora ci si chiede cosa succede se un minorenne firma un contratto o, comunque, se si comporta in modo tale da far insorgere un’obbligazione?

La questione è affrontata in modo abbastanza chiaro e semplice dal Codice civile. Tuttavia, per come avremo modo di evidenziare qui di seguito, la giurisprudenza ha dovuto operare alcuni importanti chiarimenti. Ecco che allora la soluzione al quesito di partenza dipende anche dal valore del bene oggetto del contratto. Ma procediamo con ordine.

Un minorenne può concludere contratti?

In linea generale, un minorenne non può concludere contratti. Quindi, non potrebbe né firmare una scrittura privata, né adottare un comportamento da cui derivi un’obbligazione. Non potrebbe quindi fare la spesa, acquistare per sé uno smartphone, un libro, un evidenziatore per studiare. 

Tuttavia, per contemperare il rigore di tale affermazione, il Codice civile stabilisce che, se nei cinque anni successivi all’acquisto i genitori dell’acquirente non chiedono al venditore la restituzione dei soldi pagati dal figlio minorenne, il contratto si sana e resta per sempre valido. 

Il contratto concluso dal minorenne è nullo?

Tecnicamente, quanto appena detto, si sintetizza con una semplice affermazione: il contratto concluso da un minorenne non è «nullo», bensì «annullabile». La differenza è sostanziale. È nullo ciò che – posta la gravità del vizio – non può mai essere sanato e che pertanto può essere invalidato dal giudice in qualsiasi momento, anche a distanza di molto tempo. È annullabile invece il contratto affetto da un vizio meno grave: sicché può essere sanato se la richiesta al giudice di annullamento non viene presentata entro un certo termine. Questo termine è di 5 anni.

Questo significa che il contratto concluso dal minorenne è provvisoriamente valido, esplica quindi i suoi effetti: la proprietà del bene acquistato viene trasferita sul minore che pertanto può essere validamente considerato proprietario. Tuttavia, si tratta di effetti precari, che possono venire meno se, negli anni successivi, non viene adito il giudice per annullare il contratto. È chiaro però che, se tale azione contro il venditore non viene esperita, il contratto si sana e resta definitivamente valido. 

Quali contratti può firmare un minorenne?

Anche se la legge non lo dice espressamente, la regola dell’annullabilità dei contratti conclusi dal minore non vale per i beni di valore modesto come ad esempio un giornale, un gelato, un pacchetto di gomme da masticare, l’acquisto di un servizio (ad esempio il trasporto su un mezzo pubblico). Questi atti sono validi e il minore deve pagare il prezzo. Se non lo fa, però, sono obbligati i suoi genitori e ne rispondono solo loro, non il minorenne. Non si possono quindi pignorare i beni di un minore inadempiente all’obbligo di pagamento ma solo quelli del padre e della madre. 

Diverso è il discorso per le sigarette o per gli alcolici che, nonostante il prezzo basso, non possono mai essere venduti ai minori di 18 anni.

Esistono altre ipotesi in cui il contratto concluso dal minorenne è valido. Ciò succede per:

  • gli atti relativi alle opere d’ingegno da lui create (ad esempio creazioni musicali, fotografie, ecc.) e l’esercizio delle azioni che ne derivano: in tal caso, affinché il contratto sia valido è sufficiente avere 16 anni;
  • alcuni contratti di lavoro che possano essere conclusi anche al di sotto di 18 anni, come quelli relativi alla pubblicità e al mondo dello spettacolo (c’è comunque bisogno del consenso dei genitori);
  • l’apertura di un account su un social network: a tal fine è sufficiente avere 14 anni.

Entro quanto tempo un minore può far annullare il contratto?

Come anticipato, l’azione per far annullare il contratto stipulato dal minorenne va esperita entro cinque anni. Dopo di ciò, gli effetti del contratto si solidificano e non possono più essere messi in discussione.

In particolare, ad agire può essere sia il minorenne non appena compiuti 18 anni o, al suo posto, i genitori che ne esercitano la potestà. 

Cosa rischia chi accetta soldi da un minorenne?

Non commette nessun illecito chi accetta soldi da un minore; ma – come anticipato sopra – deve sapere che, se nei cinque anni successivi, i genitori si presenteranno a contestare l’acquisto, dovrà restituire il denaro ricevuto, fatto salvo un indennizzo per quello che ha eseguito. Lo stesso dovrà fare se ad agire contro di lui è il minorenne divenuto ormai maggiorenne.

Cosa rischia il minore che firma un contratto?

Non esistono neanche sanzioni per il minore che firma un contratto o comunque si obbliga. L’unico rischio è che i suoi genitori, nei cinque anni successivi, possano fare causa al venditore per ottenere la restituzione dei soldi versati, con restituzione dell’oggetto del contratto. 



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