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Miscellanea Risarcimento del danno causato da insidie stradali

Miscellanea Pubblicato il 29 gennaio 2012

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> Miscellanea Pubblicato il 29 gennaio 2012

Siamo lieti di pubblicare il contributo di SOLE RANIERI inviato a “La Legge per Tutti”. Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo del nostro lettore.

Non è del tutto insolito che un pedone, percorrendo una strada pubblica, inciampi in una buca profonda o in un tombino sporgente. È ancor meno insolito che un’automobile o un motoveicolo sbandino a causa di una buca o del ghiaccio presente sul manto stradale.

Questo tipo di “insidie” e “trabocchetti” può causare gravi danni al cittadino.

In casi del genere si può ottenere il risarcimento del danno?

Sull’argomento, la giurisprudenza si esprime in maniera tendenzialmente costante, stabilendo che la responsabilità dell’ente proprietario della strada (ex art. 2043 c.c.) può configurarsi esclusivamente quando il manto stradale presenti per l’utente un’insidia e/o un trabocchetto che abbia il doppio e concorrente requisito oggettivo della non visibilità e soggettivo della non prevedibilità del pericolo [1].

Inoltre, la Pubblica Amministrazione viene ritenuta responsabile se il danneggiato riesca a dimostrare che l’insidia fosse presente da tempo sufficiente a rendere esigibile l’intervento della Pubblica Amministrazione. E ciò perché l’utente, quando percorre una strada, fa affidamento su una certa sicurezza della stessa, garantita proprio dal corretto svolgimento, da parte della Pubblica Amministrazione proprietaria, dei suoi compiti istituzionali di manutenzione. Non si può non tenere, però, in considerazione che l’estensione della rete stradale non permette alla Pubblica Amministrazione di esercitare un controllo costante e continuo [2].

È anche necessario che il danno non sia stato causato da una colpa del pedone, dell’automobilista o del motociclista che abbia percorso la strada con imprudenza, negligenza o imperizia. Sulla base del principio di autoresponsabilità (ex art. 1227 c.c.), infatti, la giurisprudenza esclude la responsabilità della Pubblica Amministrazione qualora la colpa dell’evento dannoso sia riferibile al comportamento del danneggiato, privo delle dovute cautele e delle regole di comune prudenza che un soggetto è tenuto ad adottare nella vita sociale [3].

In ogni caso, quando si subisce un danno da insidia stradale, è importante:

– fotografare il luogo del sinistro ed in particolare l’insidia incriminata;

– raccogliere nominativi e indirizzi di eventuali testimoni: persone che hanno assistito all’incidente o che hanno quanto meno visionato l’insidia che ha causato il danno;

– tenere ogni documentazione attestante l’ammontare dei danni: preventivi e fatture inerenti le riparazioni, certificato del pronto soccorso e certificati medici;

– inviare la richiesta di risarcimento a mezzo raccomandata A/R all’ente proprietario della strada, allegando i vari preventivi per la quantificazione del danno;

Se non perviene alcuna risposta, non resta che fare una causa davanti al Giudice di Pace (se il risarcimento richiesto è fino a 5.000 euro) o al Tribunale (nel caso in cui il valore sia superiore).

 

 

note

[1] Tribunale Brindisi, sentenza 103/2004.

[2] Tribunale Varese, sentenza 149/2005.

[3] Tribunale Brindisi, sentenza 02.12.2004.


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