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Quando si scioglie una SRL, SPA o SAPA

19 Agosto 2015
Quando si scioglie una SRL, SPA o SAPA

Casi in cui le società di capitali – società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata – si sciolgono ed entrano in stato di liquidazione.

Il codice civile [1] stabilisce espressamente i casi in cui le SRL, SPA e le SAPA devono essere sciolte ed entrano in fase di liquidazione. Analizziamoli singolarmente partendo dalla scadenza del termine di durata.

1) Decorso del termine di durata

Lo scioglimento per il decorso del termine di durata non si applica a tutte le società di capitali, ma solo a quelle che, nel loro atto costitutivo, prevedono un termine di durata. Infatti, l’indicazione della durata non è più un elemento essenziale dell’atto costitutivo, ma rimesso alla volontà delle parti.

Tuttavia, se nessuna indicazione è richiesta per le SRL, per quanto invece riguarda le SPA e le SAPA, l’atto costitutivo deve indicare:

– la durata della società

– oppure, se la società è costituita a tempo indeterminato, il periodo di tempo decorso il quale il socio potrà recedere (tale periodo non può essere superiore ad un anno).

Se la società prevede un termine di durata, tale termine può essere prorogato sia prima che dopo la sua scadenza. In quest’ultimo caso il socio che non è d’accordo con tale delibera potrà liberamente recedere dalla società.

La proroga potrà essere inoltre deliberata, senza rinnovare l’amministratore che non è neppure cessato dalla carica, qualora non siano ancora stati adottati i provvedimenti pubblicitari costitutivi dello scioglimento della società.

Viceversa, in caso di sopravvenuto formale scioglimento, la delibera assembleare di revoca dello stato di liquidazione della società, da iscrivere nel Registro delle Imprese del luogo in cui ha sede la società, dovrà necessariamente precedere quella di proroga.

Lo statuto può prevedere la proroga tacita che consenta la eventuale prosecuzione dell’attività sociale, anche successivamente alla scadenza del suo termine di durata. In questo modo gli amministratori hanno la facoltà di decidere se dare impulso o meno alla causa di scioglimento, con conseguente loro esonero da ogni responsabilità in merito.

Il decorso del termine di durata non determina l’automatica estinzione della società; la stessa infatti conserva la personalità giuridica fino al completamento della procedura di liquidazione.

 

2) Conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo.

Tale causa è subordinata al grado di specifica individuazione dell’oggetto sociale indicato nell’atto costitutivo di ogni singola società.

L’impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale deve altresì assumere carattere definitivo. La sopravvenuta impossibilità di conseguire l’oggetto sociale può verificarsi sia quando si tratti di oggetto sociale suscettibile di esaurimento, sia di oggetto sociale continuativo come, ad esempio, a seguito di revoca dell’autorizzazione amministrativa necessaria allo svolgimento dell’attività sociale.

Detta causa di scioglimento può altresì essere ovviata qualora l’assemblea all’uopo convocata deliberi le modifiche statutarie idonee ad evitarne la sua operatività.

3) Impossibilità di funzionamento o la continua inattività dell’assemblea

Tale causa di scioglimento opera sia quando l’assemblea non ha luogo, sia quando l’assemblea si riunisce ma non è in grado di raggiungere i quorum per le delibere necessarie per la prosecuzione della stessa vita della società quali, ad esempio, la nomina di amministratori e sindaci o l’approvazione del bilancio per due esercizi.

Riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, salvo quanto disposto dagli artt. 2447 e 2482-ter. Resta salva sempre la possibilità di convocare l’assemblea affinché aumenti il capitale sociale ad una cifra almeno pari al minimo legale o deliberi la trasformazione della società stessa.

Lo scioglimento non ha effetto dal momento in cui si verifica la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale o da quando l’assemblea accerti l’impossibilità o la mancata volontà dei soci di non ricostituire il capitale minimo, bensì solo dall’iscrizione nel Registro delle Imprese della stessa dichiarazione con cui si accerta la causa di scioglimento o della deliberazione di scioglimento.

In caso di reintegrazione al minimo del capitale sociale, la relativa deliberazione potrà tuttavia prevedere la concessione di un termine ai soci per la sottoscrizione del capitale deliberato.

Quando il rimborso della partecipazione del socio receduto non risulta possibile né attraverso l’acquisto da parte degli altri soci, ai quali viene offerta in opzione, od in via sussidiaria dai terzi; né altresì mediante l’acquisto da parte della società con l’utilizzo delle riserve disponibili, ovvero qualora nel caso di liquidazione a mezzo di riduzione del capitale sociale, nell’ambito di detta procedura, intervenga e sia accolta l’opposizione dei creditori sociali.

La società si scioglie altresì qualora l’assemblea straordinaria convocata per la liquidazione della partecipazione del socio recedente, in alternativa alla riduzione del capitale sociale deliberi lo scioglimento della società.

4) Per volontà dell’assemblea

Trattandosi di modificazione dell’atto costitutivo, la delibera nelle società per azioni deve essere presa in sede di assemblea straordinaria.

5) Altre cause previste dall’atto costitutivo o dallo statuto o dalla legge

In particolare, la società si scioglie per legge:

– nelle società di capitali con la sentenza che, unitamente alla nomina dei liquidatori, dichiara la nullità della società [2];

– nella SAPA, se nel termine di sei mesi dalla cessazione dall’ufficio di tutti gli amministratori non si sia provveduto alla loro sostituzione od i sostituti non abbiano accettato la carica [3];

– nelle società quotate in mercati regolamentati, quando per effetto della riduzione del capitale sociale per perdite, l’ammontare delle azioni di risparmio e delle azioni a voto limitato supera la metà del capitale sociale ed il rapporto non è ristabilito entro i termini previsti dall’art. 145, comma 5, D.Lgs. n. 58/1998, n. 91 – Tuf;

– nelle società sportive, nella ipotesi di gravi infrazioni dell’ordinamento sportivo [4].

– per la società semplificata a responsabilità limitata, a seguito del raggiungimento del limite di età (35 anni) da parte di tutti i soci [5].


note

[1] Art. 2484 cod. civ.

[2] Art. 2332, comma 4, c.c.

[3] Art. 2458, comma 1, c.c.

[4] Art. 10, legge 23 marzo 1981, n. 91.

[5] Art. 2484 c.c.

Autore immagine: 123rf com


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