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Cosa comporta la prescrizione di un reato?

2 Marzo 2022
Cosa comporta la prescrizione di un reato?

Reato prescritto: cosa succede alla fedina penale del colpevole e quando c’è l’obbligo del risarcimento danni. 

Non a tutti è noto cosa comporta la prescrizione di un reato. Numerose sono le domande che, in questo ambito, si pongono. Ne sono un esempio le seguenti: se il reato va in prescrizione, la fedina penale resta macchiata? Con la prescrizione, bisogna ugualmente risarcire la vittima? Se il reato è andato in prescrizione si viene ugualmente processati e cosa comporta l’eventuale assoluzione in caso di successive condanne penali? Le risposte passano da un chiarimento preliminare: cos’è la prescrizione e come funziona. Di tanto parleremo qui di seguito.

Cos’è la prescrizione?

I tecnici del diritto dicono che la prescrizione è una «causa di estinzione del reato». In pratica, è come se il reato non fosse mai stato commesso, per cui il responsabile non può essere né processato, né giudicato, né tantomeno condannato.

Le motivazioni per cui esiste la prescrizione sono svariate. Innanzitutto, il suo fondamento sta nel fatto che non si può tenere “sospesa a una corda” una persona – per quanto colpevole – a tempo indeterminato. Ogni cittadino ha infatti diritto a un processo giusto e rapido. In secondo luogo, la prescrizione è funzionale allo scopo rieducativo della pena, per come previsto dalla nostra Costituzione: che senso ha infliggere una punizione dopo molti anni che è stato commesso il reato? Sarebbe più una forma di ritorsione che di rieducazione.

Come funziona la prescrizione?

Prima di stabilire cosa comporta la prescrizione, vediamo materialmente come funziona. Bisogna partire da una premessa: la prescrizione civile è cosa diversa da quella penale. Le due hanno un funzionamento differente (e tempi diversi). Così come in ambito civile, anche nel penale la prescrizione scatta non appena decorso un certo lasso di tempo dal compimento del fatto, indipendentemente da quando questo viene denunciato o da quando partono le indagini o lo stesso processo. A differenza però del civile, la prescrizione del reato non può essere interrotta continuamente con una diffida (il diritto di credito infatti potrebbe non prescriversi mai se, prima della scadenza del termine, il creditore mette in mora il debitore).

Esistono specifiche cause di sospensione della prescrizione (ad esempio il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado) e di interruzione della prescrizione (ad esempio l’interrogatorio davanti al pubblico ministero o il rinvio a giudizio). Con la sospensione, il calcolo del termine si congela e riprende la sua corsa, là dove era rimasto, non appena la causa di sospensione viene meno; invece con l’interruzione, il termine inizia a decorrere nuovamente daccapo. Maggiori approfondimenti nell’articolo Reato prescritto: che succede?

Dopo quanto tempo un reato va in prescrizione?

Il termine oltre il quale si può parlare di prescrizione del reato dipende dal reato stesso. 

La prescrizione del reato si calcola sulla base della pena che la legge prevede per esso.

In particolare, la prescrizione è uguale al tempo previsto per il massimo della pena edittale. In ogni caso, non può essere mai inferiore a sei anni per i delitti e a quattro anni per le contravvenzioni, anche se puniti con la sola pena pecuniaria.

Quindi, per capire quando si prescrive un reato, bisogna vedere qual è la pena massima prevista dalla legge per esso. Ad esempio, il peculato è punito con la pena da quattro a dieci anni e mezzo di reclusione: questo vuol dire che la prescrizione scatta dopo dieci anni e mezzo dal fatto. La concussione invece è punita con la reclusione da sei a dodici anni: si prescriverà, quindi, in dodici anni.

I delitti puniti con una pena inferiore ai sei anni si prescrivono sempre in sei anni: è questa la soglia minima posta dalla legge. Ad esempio il furto, pur essendo punito al massimo con tre anni di reclusione, si prescrive comunque in sei anni. Per le contravvenzioni, invece, il termine di prescrizione non è mai inferiore a quattro anni.

Per comprendere se si è dinanzi a un delitto o a una contravvenzione bisogna verificare il tipo di pena previsto dalla legge. Per i delitti (che sono i reati più gravi) è previsto l’ergastolo, la reclusione o la multa; invece per le contravvenzioni (reati meno gravi) è prevista la pena dell’arresto e/o dell’ammenda.  

Con la prescrizione si viene processati?

Se il reato è prescritto non si può essere processati. L’eventuale processo già in corso viene interrotto ed archiviato. Sicché, non ci potrà neanche essere una sentenza di condanna nei confronti dell’imputato.

Con la prescrizione la fedina penale resta macchiata?

La prescrizione è una causa di estinzione totale del reato. Di esso non rimane più traccia, se non negli archivi interni della polizia. Pertanto, il casellario giudiziario (la cosiddetta “fedina penale”) resta pulito e il precedente non apparirà in alcun certificato.

Con la prescrizione bisogna risarcire i danni?

La prescrizione del reato esplica i suoi effetti solo nell’ambito del processo penale e non anche in quello civile. Ciò significa che il responsabile, seppur non può subire la condanna penale, può tuttavia essere citato in un giudizio civile per il pagamento del risarcimento nei confronti della vittima. 

L’articolo 185 del Codice penale stabilisce che ogni reato obbliga alle restituzioni secondo il Codice civile e ogni reato che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbono rispondere per il fatto di lui. Ne consegue che la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione non riguarda la responsabilità civile dell’autore del reato che, pertanto, permane immutata. 

Resta però ferma la possibilità di far valere la diversa prescrizione civile del risarcimento del danno. Qui la prescrizione è sempre di cinque anni dal fatto, ma può essere interrotta con l’avvio dell’azione civile o con una qualsiasi lettera di diffida. 


note

[1] Cass. sent. n. 6609/2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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