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Cosa succede se non si denuncia un reato?

2 Marzo 2022
Cosa succede se non si denuncia un reato?

Casi in cui è obbligatorio denunciare un reato; la richiesta di risarcimento è indipendente dalla denuncia e dal processo penale. 

La denuncia è l’atto con cui il cittadino porta a conoscenza delle autorità un fatto che costituisce reato. Questo non significa però che, in assenza di denuncia, le autorità non possano comunque procedere penalmente contro il colpevole (così come invece succede con i reati punibili solo a querela di parte). E ciò perché la denuncia è prevista per i reati più gravi, quelli cioè perseguibili anche d’ufficio.

Di qui una ricorrente domanda: cosa succede se non si denuncia un reato? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Chi può denunciare un reato?

Come anticipato, la denuncia è collegata ai reati più gravi, quelli cioè per i quali le autorità devono comunque attivarsi indipendentemente dalla segnalazione del privato cittadino. Si pensi all’omicidio che è perseguibile anche se i parenti della vittima non sporgono denuncia. 

Se legittimata a presentare la querela è solo la vittima, la denuncia può essere sporta da chiunque. Ad esempio, una persona che si accorge di una rapina a una banca o del maltrattamento dei bambini può ben sporgere denuncia. Non può farlo però se viene a sapere che un proprio amico è stato vittima di bullismo, di un furto o di percosse.

In generale, quindi, la denuncia può essere presentata o da un pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che, nell’esercizio delle proprie funzioni, ha avuto notizia del reato (si pensi al giudice che si accorge di una falsa testimonianza resa da un testimone nel corso del processo), o dalla vittima o da un terzo (anche se con la vittima non ha alcun legame).

Come si presenta la denuncia?

La denuncia si presenta presso la polizia, la guardia di finanza, i carabinieri o direttamente presso la Procura della Repubblica. È il denunciante a decidere quale modalità prescegliere. Gli ufficiali addetti a raccogliere le denunce non possono rifiutarsi o ostacolare l’esercizio di tale diritto da parte del cittadino.

La denuncia non può mai essere anonima. Questo non significa che non si possa spedire una lettera alla polizia senza firmarla, tuttavia di esse non può essere fatto alcun utilizzo, salvo che si accerti che provengano dall’imputato o che costituiscano corpo del reato.

La denuncia può essere presentata per iscritto o oralmente, direttamente al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria. 

La denuncia deve contenere l’indicazione:

  • degli elementi essenziali del fatto;
  • del giorno dell’acquisizione della notizia di reato;
  • delle fonti di prova già note;
  • se possibile, delle generalità, del domicilio e di quanto altro valga all’identificazione della persona alla quale il fatto è attribuito, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.

La denuncia è obbligatoria?

La denuncia è solitamente facoltativa, ma solo per i privati. Pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza di un reato hanno invece l’obbligo di sporgere la denuncia.

Esistono però alcune situazioni in cui sussiste l’obbligo di denuncia da parte dei privati. In particolare, il cittadino ha l’obbligo di denuncia nei seguenti casi:

  • quando sia cittadino italiano e abbia avuto notizia di un delitto contro la personalità dello Stato per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo (art. 364 c.p.);
  • quando abbia ricevuto cose provenienti da delitto (art. 709 c.p.);
  • quando abbia notizia di materie esplodenti situate nel luogo da lui abitato (art. 679 c.p.);
  • quando abbia subito un furto di armi o esplosivi (art. 20 legge n. 110 del 1975);
  • quando abbia avuto conoscenza di un delitto di sequestro di persona a fini di estorsione (art. 3 d.l. n. 8 del 1991).

Cosa succede se non si denuncia un reato?

Salvo nei casi appena elencati in cui sussiste l’obbligo di denuncia, e la cui violazione implica un autonomo reato, chi non sporge denuncia (quando facoltativa) non subisce alcuna conseguenza. Non può quindi essere incriminato, non può essere ritenuto un complice né può subire indagini. Insomma, il fatto di stare zitti dinanzi a un reato e non denunciarlo, magari per paura di ritorsioni o per qualsiasi altra ragione, non comporta rischi.

Come visto, il fatto di non denunciare non esclude che il reo venga ugualmente inquisito, potendo la denuncia partire da altre persone o dalle stesse autorità. 

Peraltro, chi non denuncia non rinuncia al risarcimento. In altri termini, la vittima che non sporge denuncia può comunque agire contro il responsabile (in via civile, con un apposito processo, oppure in via penale attraverso la cosiddetta «costituzione di parte civile»), per ottenerne la condanna al pagamento di tutti i danni conseguenti al reato. 

La vittima del reato quindi può fare una duplice scelta:

  • o denunciare il responsabile e, nel corso del processo penale, costituirsi parte civile e chiedere i danni;
  • oppure rinunciare alla denuncia e agire direttamente in via civile per ottenere i danni.

Se si denuncia ma non ci si costituisce parte civile nel processo penale, si può agire in via civile per ottenere il risarcimento dei danni. Se però ci si costituisce parte civile nel processo penale, il processo civile resta sospeso in attesa della condanna penale. 



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