Diritto e Fisco | Articoli

Pagamenti con Pos: facciamo il punto della situazione

2 Settembre 2014
Pagamenti con Pos: facciamo il punto della situazione

Moneta elettronica: il professionista senza apparecchiatura non rischia sanzioni ma la mora del creditore.

Tecnicamente quello di dotarsi del Pos non è un obbligo ma un semplice “onere”. Nella pratica ciò significa che il cliente può pretendere di pagare con il bancomat. Ma se il professionista non ha l’apparecchiatura non rischia alcuna sanzione. È questa la sintesi di quella che era stata prospettata come una misura che avrebbe eliminato definitivamente il “nero”, ma che agli squilli di trombe non ha fatto poi seguire i rulli di tamburi.

Alla luce, quindi, delle norme che si sono susseguite e delle relative interpretazioni, facciamo il punto della situazione per capire cosa, in definitiva, è uscito fuori da questo guazzabuglio.

A chi si applica

Professionisti, con o senza albo, artigiani, imprenditori individuali o società, qualunque soggetto che esercita attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi: a tutti costoro si applica la nuova normativa in tema di Pos, per i pagamenti di importi superiori a 30 euro.

Il legislatore ha così voluto dare la possibilità al cliente-consumatore di utilizzare una carta di debito o di credito come mezzo di pagamento e, nello stesso tempo, scoraggiare i pagamenti non tracciabili che si prestano a facili manovre elusive.

Strumenti possibili

Dal Pos fisso al Pos cordless, dal Pos Gsm/Gprs, che ha un terminale portatile, abilitato a una Sim di telefonia mobile, al Pos Mobile (con cui è possibile pagare tramite carte di credito/bancomat, connettendo il Pos direttamente a uno smartphone o a un tablet).

Per le prime tre tipologie i costi fissi all’anno dovrebbero aggirarsi sui 120-180 euro; per l’ultima intorno ai 25-60 euro.

I costi variabili sono, invece, legali al numero e all’ammontare delle transazioni effettuate.

Per maggiori informazioni sul punto leggi “Pos negli studi e negozi: ecco i costi praticati dalle banche”.

Esistono Pos a “zero costi”

Fiutato l’affare, le banche stanno tentando di venire incontro ai professionisti per non gravare ulteriormente sulle tasche di un settore già in crisi e nello scopo di accaparrare maggiore liquidità. Così si stanno diffondendo i primi Pos a “costi zero”. Per non ripeterci sul punto rinviamo a due articoli passati: “I nuovi Pos senza costi fissi” e “Nasce il Pos senza costi”.

Niente sanzioni

Nessuna sanzione è prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite Pos da parte del professionista. Il Consiglio Nazionale Forense ha precisato che la normativa non stabilisce affatto che tutti i professionisti debbano dotarsi di Pos, ma solo che, nel caso il cliente voglia pagare con una carta di debito, il professionista è tenuto ad accettare tale forma di pagamento. Interpretazione avallata anche dal Ministero dell’Economia (leggi: “Il Pos non è più obbligatorio: parola di MEF”).

Di recente, però, il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate ha detto che la sanzione sui Pos è ancora possibile: la riforma deve essere completata dal legislatore (leggi “La sanzione sui Pos è ancora possibile).

Creditore in mora

La richiesta del cliente di pagare con il Pos vale come esatto adempimento dell’obbligazione pecuniaria (e non come esecuzione di una “prestazione diversa”). Pertanto, se il professionista non possiede la strumentazione Pos si crea la cosiddetta “mora del creditore”: il cliente si libera dall’obbligo di pagare gli interessi, ma resta obbligato a pagare il corrispettivo base, mentre l’esercente è tenuto a risarcire il debitore da eventuali costi aggiuntivi derivanti dalla necessità di adottare altre forme di pagamento (per esempio un bonifico bancario, ecc.).

Per maggiori dettagli su questo aspetto leggi: “Senza Pos il professionista paga interessi e spese”.

L’accordo preventivo

In mancanza del Pos è possibile (anzi, consigliabile) che l’esercente si accordi preventivamente con il cliente in merito alla modalità di pagamento.

Tale pattuizione può avvenire anche oralmente, risultando però (chiaramente) più semplice provare i termini dell’accordo se è scritto. Ciò è quanto consigliano numerose organizzazioni professionali come il Consiglio nazionale degli ingegneri e la Cna.

Chi paga i costi

Per non subire i costi legati alla strumentazione Pos, l’esercente può legittimamente aumentare il prezzo del bene o servizio da lui offerto. Il problema, se mai, è di carattere economico e di opportunità. In una fase di crisi come quella attuale non è consigliabile aumentare il prezzo dei servizi o delle prestazioni, anche per non rischiare di perdere i clienti. Viceversa, la presenza del Pos può essere pubblicizzata in chiave positiva.

Il limite di 1.000 euro

Le previsioni in materia di Pos si aggiungono alle disposizioni in tema di antiriciclaggio, cioè agli obblighi di verifica della clientela, di registrazione nonché di segnalazione di operazioni sospette (con sanzioni penali per chi non le rispetta), e al divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro (in caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa dall’1 al 40% della somma trasferita).



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube