Sopra 1000 euro, F24 solo online da ottobre

3 Settembre 2014
Sopra 1000 euro, F24 solo online da ottobre

Il decreto legge sul bonus Irpef cambia dal 1° ottobre le modalità per il pagamento di imposte, premi e contributi.

Dal prossimo 1 ottobre 2014 pagare gli F24 per tasse, contributi previdenziali e premi assicurativi sarà più difficile: non si potranno più utilizzare, infatti, gli F24 cartacei e pagare in contanti, con assegni bancari o circolari (in banca, in posta o presso Equitalia), con vaglia cambiari (Equitalia), con bancomat (in banca o presso Equitalia) ovvero con assegni postali, vaglia postali o carta Postamat (in posta). Al contrario bisognerà effettuare l’adempimento solo in via telematica, con addebito nel proprio conto corrente.

A prevederlo è il decreto “bonus Irpef” [1], che ha esteso in questo modo a persone fisiche, non imprenditori o professionisti, l’obbligo dell’invio telematico già previsto dal 1° gennaio 2007 per i titolari di partita Iva.

 

Le eccezioni

Il pagamento con un F24 cartaceo, invece, potrà ancora essere effettuato, presso le banche, le poste o uno sportello di Equitalia, unicamente da chi non è titolare di partita Iva se dovrà pagare, senza alcuna compensazione, un modello unificato con un saldo pari o inferiore a mille euro.

 

Senza connessione

Le novità preoccupano non solo chi non dispone di connessione internet, ma anche chi, pur utilizzando quotidianamente i social network tramite smart-phone, non utilizza i servizi telematici della propria banca (quasi sempre con un canone annuale), né quelli dell’agenzia delle Entrate (gratuiti). Dovranno tuttavia attivarsi prima possibile, ad esempio, quelle persone fisiche che hanno ricevuto dai propri consulenti le deleghe cartacee di pagamento per la rateizzazione di Unico, in scadenza il 31 ottobre e il 1° dicembre, ovvero quelli che dovranno pagare l’acconto Tasi il prossimo 16 ottobre (sempre se l’F24 è superiore a mille euro).

Mezzi di pagamento ridotti

Non saranno contenti neanche quei contribuenti che, avendo il contratto di home banking solo in una banca e non usufruendo dei servizi delle Entrate, dovranno addebitare l’F24 solo nel conto corrente di quella banca, dovendo alimentarlo di volta in volta con versamenti di contanti, assegni o bonifici, derivanti da altri conti. Fino al 30 settembre 2014, invece, è possibile recarsi fisicamente presso la banca dove vi sono i fondi ed effettuare lì l’addebito.

 

I contanti

Ma oggi si può anche andare in qualsiasi sportello e effettuare il pagamento, ad esempio, con il bancomat (collegato con un altro conto), con un assegno circolare o addirittura in contanti. E ciò anche per importi superiori ai 999,99 euro, relativi alla normativa antiriciclaggio, che vieta il trasferimento di denaro contante “effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi” per importi pari o superiori a mille euro [2], ma non il pagamento in contanti di un F24 oltre questa soglia. Da ottobre, questo denaro (ovvero l’assegno circolare o bancario) dovrà prima essere versato nel conto corrente collegato con i propri servizi home-banking e solo quando vi sarà la disponibilità in conto dei fondi si potrà inviare e addebitare digitalmente il modello di pagamento. Le operazioni di versamento (e/o di prelievo) “di denaro contante richieste da un cliente non concretizzano automaticamente una violazione” delle norme antiriciclaggio [3].

 

Solo servizi delle Entrate

Ma attenzione: i servizi internet delle banche e delle poste non potranno essere utilizzati se, «per effetto delle compensazioni effettuate, il saldo finale» del modello F24 sarà «di importo pari a zero». In questo caso, infatti, si potranno usare solo i servizi telematici delle Entrate (F24 web, F24 online e F24 cumulativo). Per i quali, peraltro, è prevista anche la possibilità di scegliere di volta in volta il conto corrente bancario o postale di addebito.



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