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Come si fa a fare un testamento?

30 Luglio 2022 | Autore:
Come si fa a fare un testamento?

Si può scegliere di fare testamento da sé, ovvero senza ricorrere all’aiuto di un notaio o di un avvocato. L’importante è osservare determinati requisiti di forma e prestare attenzione al suo contenuto.

Il testamento è l’atto con il quale una persona dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutti i propri beni o di una parte di essi. Di solito, tale atto ha un contenuto patrimoniale, appunto perché lo scopo è quello di disporre delle proprie sostanze, ma può contenere anche disposizioni di carattere non patrimoniale. Si pensi ad esempio al testamento con il quale si riconosce un figlio naturale o a quello con cui si chiede di essere cremati. Non sempre per redigere un testamento bisogna rivolgersi a un notaio o a un avvocato. Il nostro ordinamento giuridico, infatti, ne prevede un tipo che può essere scritto direttamente dall’interessato, denominato testamento olografo. Quindi, come si fa a fare un testamento olografo?

Se si vogliono mettere nero su bianco le proprie “ultime volontà”, da soli, è sufficiente prendere carta e penna e scrivere l’atto a mano, datarlo e firmarlo. Non è possibile far scrivere il testamento a un’altra persona, neppure sotto dettatura, così come non è possibile redigerlo con la macchina da scrivere né stamparlo dal computer e poi sottoscriverlo.

Per fare un testamento olografo non è necessaria la presenza di testimoni, al contrario di quanto avviene se lo scritto è stilato da un notaio (testamento pubblico). In ogni caso, colui che lo redige (testatore) deve osservare determinate regole al fine di evitare di incorrere in errori che potrebbero renderlo invalido.

Quali sono i requisiti di forma di un testamento olografo?

Per fare un testamento olografo valido bisogna tenere in considerazione i requisiti prescritti dalla legge. In sostanza è richiesta una sola formalità, ovvero la redazione per iscritto del suo contenuto, della data e della firma per opera personale, completa ed esaustiva del testatore. Da ciò consegue che i requisiti di un testamento olografo sono:

  1. la scrittura del contenuto e delle sue disposizioni, interamente per mano del testatore (olografia);
  2. l’indicazione della data in cui è stato redatto, sempre per mano del testatore;
  3. la sottoscrizione delle disposizioni, ugualmente autografa del testatore [1].

Esaminiamo detti requisiti singolarmente.

Olografia

Il testamento deve essere scritto di proprio pugno dal testatore con grafia chiara e leggibile. Può essere redatto in stampatello, in dialetto oppure in una delle cosiddette lingue morte (latino o greco antico), purché conosciute dal testatore.

Il testamento olografo può essere scritto anche sottoforma di lettera a patto che riporti chiaramente le ultime volontà del suo autore.

La scrittura autografa può essere fatta con qualsiasi mezzo (ad esempio a penna, con gesso o con carbone) e su qualunque materia (su carta, legno, pietra, ecc.).

La mancanza del requisito dell’olografia comporta la nullità dell’atto [2].

Datazione

Il testamento olografo deve contenere la data, cioè l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno in cui è stato redatto. La datazione può essere sostituita da forme equipollenti, come ad esempio Natale 2015, e può essere apposta, indifferentemente, alla fine o all’inizio del testamento.

La mancanza della data o l’indicazione di una data non veritiera (vedi il 31 novembre 2019) determina l’annullabilità dell’atto.

Sottoscrizione

Il testamento olografo deve essere sottoscritto dal testatore. La sottoscrizione ha innanzitutto la funzione di individuare l’autore dell’atto ma serve anche ad attestare che la volontà manifestata nello scritto è divenuta definitiva. Essa comprende di regola il nome e il cognome ma è comunque valida quando individua con certezza la persona del testatore (ad esempio la firma “il tuo papà” in un testamento redatto a forma di lettera).

Se il testamento si compone di più pagine è consigliato apporre la firma su ciascuna di esse.

La mancanza della sottoscrizione comporta la nullità del testamento.

Testamento olografo: quale può essere il contenuto?

Nel redigere un testamento olografo il testatore deve prestare particolare attenzione anche al suo contenuto. A tal fine sono possibili due tipologie di disposizioni: quelle a titolo universale, con le quali viene attribuita la qualità di erede e comprendono tutta l’eredità o una sola quota dei beni del testatore, e quelle a titolo particolare, con le quali viene attribuito solo un particolare bene o un determinato diritto (legato) a un soggetto specificatamente individuato (vedi un amico, un’associazione, una fondazione, ecc.) detto legatario.

In ogni caso, nello scrivere l’atto il testatore deve rispettare le quote di legittima, ovvero quelle parti di eredità che per legge spettano ai suoi familiari più stretti, cosiddetti legittimari (il coniuge, i figli, i nipoti), anche contro la sua volontà. Il testatore, quindi, in presenza di legittimari, non può disporre di tutta l’eredità ma solo di una percentuale (quota disponibile), che può destinare a chi vuole anche a conoscenti o amici. Pertanto, se le disposizioni contenute nel testamento olografo dovessero ledere la quota spettante ai legittimari, tali soggetti potranno agire in tribunale con l’azione di riduzione, chiedendone l’annullamento in tutto o in parte.

Come conservare un testamento olografo

Una volta redatto un testamento olografo, bisogna custodirlo. A tal fine, l’autore dello scritto può scegliere di conservarlo da sé, chiudendolo ad esempio in un posto sicuro come una cassaforte o un cassetto segreto. È opportuno comunque che avvisi di ciò qualcuno di sua fiducia, in modo da evitare che alla sua morte non venga ritrovato. La persona informata, dopo il decesso del testatore, dovrà consegnare il testamento olografo a un notaio per la pubblicazione.

In alternativa, l’autore dell’atto può consegnarlo al beneficiario o ai beneficiari, se sono più di uno. In quest’ultima ipotesi è bene che rediga più originali identici, consegnandone uno a ciascuno dei beneficiari. Può anche consegnarlo a un notaio, in un plico chiuso e alla presenza di due testimoni. In tale ipotesi, l’atto assume la forma di testamento segreto e non può essere letto da nessuno. Il notaio redige un verbale di ricevimento, che sottoscrive e fa firmare al testatore e ai due testimoni. Alla morte del testatore i suoi eredi, se conoscono il notaio, devono prendere contatti con tale professionista ai fini della lettura del testamento. Può succedere anche che alla morte del testatore, sia lo stesso notaio a convocare gli eredi per l’apertura del plico.

In cosa consiste la pubblicazione di un testamento olografo?

Chiunque è in possesso di un testamento olografo deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione, appena ha notizia della morte del testatore [4].

Il notaio procede alla pubblicazione del testamento in presenza di due testimoni, redigendo un apposito verbale nel quale descrive lo stato del testamento, ne riproduce il contenuto e fa menzione della sua apertura, se è stato presentato chiuso con sigillo.

Il testamento pubblicato viene quindi trascritto nel registro delle successioni, collocato presso la cancelleria del tribunale dell’ultima residenza del defunto, dopodiché si può procedere alla sua esecuzione.

Per un maggiore approfondimento sull’argomento trattato è consigliata la lettura degli articoli “Come fare un testamento e dove conservarlo” e “Come redigere un testamento”.


note

[1] Art. 602 cod. civ.

[2] Art. 606 cod. civ.

[3] Art. 588 cod. civ.

[4] Art. 620 cod. civ.


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