Diritto e Fisco | Articoli

Cosa fa l’ufficiale giudiziario se non trova la porta di casa?

3 Marzo 2022
Cosa fa l’ufficiale giudiziario se non trova la porta di casa?

Notifiche a persone irreperibili: come rendere nullo l’atto (multa, cartella, atto giudiziario) se il destinatario non risulta residente. 

Prendiamo il caso di una persona che, nel momento in cui dichiara la propria residenza al Comune, al fine di rendersi irreperibile ed evitare le richieste dei creditori, fornisca un indirizzo con un numero civico inesistente o comunque non presente sul palazzo. Nell’ipotesi in cui dovesse intervenire una notifica, cosa succederebbe? In altri termini, cosa fa l’ufficiale giudiziario se non trova la porta di casa?

La questione è stata decisa da una recente sentenza della Cassazione [1]. Ecco cosa prevede la legge in caso di notifica a persona irreperibile.

Notifica a persona assente

Nel momento in cui una persona risulta momentaneamente assente all’indirizzo di residenza, il postino o l’ufficiale giudiziario gliene danno notizia con una seconda raccomandata (la CAN, comunicazione di avvenuta notifica) e gli lasciano un avviso di giacenza nella buca delle lettere. L’atto viene poi custodito in Comune (per le notifiche a mezzo di ufficiale giudiziario) o presso le Poste (per le notifiche a mezzo del postino) per il ritiro. Ritiro che è possibile – se si tratta di atto giudiziario – fino a 30 giorni dopo la notifica. 

Scaduto tale termine, l’atto torna al destinatario con la dicitura “compiuta giacenza”: esso produce, in conseguenza di ciò, tutti i suoi effetti, proprio come se fosse stato regolarmente ricevuto e conosciuto dal destinatario. 

Notifica a persona irreperibile

Se però all’indirizzo di residenza il destinatario non risulta dimorante, perché non è presente il suo nome al citofono e sulla cassetta delle lettere, l’ufficiale giudiziario deposita direttamente l’atto presso la Casa Comunale mentre il postino lo lascia all’ufficio postale. Anche in questo caso, la notifica si considera ugualmente effettuata e produttiva di effetti.

Prima di fare ciò, però, la legge e la giurisprudenza impongono al soggetto notificante di effettuare delle ricerche, anche attraverso una richiesta ai residenti del luogo, per assumere informazioni ove si trova il destinatario dell’atto. Solo in caso di esito negativo di tali indagini è possibile procedere al deposito in giacenza dell’atto o della raccomandata. Diversamente, la notifica è nulla.

Quanto appena detto dovrebbe far capire che, per rendersi irreperibili, non basta fornire un indirizzo di residenza ove non si vive o addirittura inesistente, perché le notifiche produrranno ugualmente i propri effetti. Qual è il risultato? Che non si potranno conoscere eventuali atti giudiziari, non ci si potrà difendere, non si potrà sollevare opposizione contro multe o cartelle esattoriali illegittime. 

Che succede se non c’è la porta di residenza?

Torniamo all’esempio che abbiamo fatto in partenza. Che succede se il postino o l’ufficiale giudiziario non trovano la porta di abitazione del destinatario dell’atto? La Cassazione [1] ha detto che non è possibile procedere immediatamente al deposito presso la Casa comunale o presso l’ufficio postale, non almeno prima di aver effettuato ulteriori ricerche per trovare il domicilio effettivo del cittadino. Solo all’esito di tali indagini è possibile dichiarare lo stato di irreperibilità assoluta del destinatario. È quindi sempre necessario verificare concretamente l’irreperibilità assoluta del contribuente, ossia che quest’ultimo non abbia più né l’abitazione né l’ufficio né l’azienda nel Comune già sede della propria residenza o, nel caso di notifica di atti fiscali, il proprio domicilio fiscale.

Risultato: l’attestazione del messo notificatore secondo cui in loco «non vi è alcuna porta di abitazione» non è corretto e la notifica si considera nulla, ossia come mai avvenuta. Con tanto di annullamento dell’atto, sia esso un atto giudiziario, una multa, una cartella esattoriale, ecc.


note

[1] Cass. ord. n. 6836/22.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube